Firenze vs Hosni. Il sindaco Renzi ci spiega perché non accetterà mai un antisemita come suo portavoce culturale
settembre 4, 2009 by Matteo Renzi
Firenze. “La nomina dell’egiziano Farouk Hosni alla guida dell’Unesco? Io sono rimasto sconvolto quando ho letto la notizia sui giornali e le dichiarazioni di Hosni fatte in passato, che avrebbe messo al bando il film Schindler’s List in Egitto o che ha bloccato la costruzione del Museo di Storia ebraica egiziana al Cairo”. Matteo Renzi, sindaco Pd di Firenze, città da sempre crocevia di storie,culture e religioni diverse, non ci sta alla nomina di Farouk Hosni alla guida dell’Unesco, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura con sede a Parigi, e in questa intervista al Foglio spiega il perché. “L’idea mi sconvolge – sottolinea Renzi – la trovo un’assoluta provocazione ma neppure, è una follia. Come si può pensare che possa essere il capo di una organizzazione internazionale di cultura una persona che ha detto, lo si è letto anche sul vostro giornale, che gli intellettuali come lui non accetteranno mai Israele? La cultura è rispettare il genio, la qualità dell’essere umano in tutte le sue manifestazioni e non soltanto curare il verde dei giardini o la brillantezza dei pavimenti alle mostre. La mia città – anche quando ero presidente della provincia negli anni passati – ha collaborato con l’Unesco e quindi Firenze e io come sindaco abbiamo il titolo per esprimerci sulle scelte dell’Unesco: oltre a essere un patrimonio dell’umanità, Firenze è anche una delle capitali della cultura nel mondo”.
Parla forte, Renzi, e lo fa nella settimana in cui cade la giornata europea della cultura ebraica. “Mi piace affermare questi principi di civiltà e di libertà – spiega – alla vigilia della giornata europea della cultura ebraica. Il 6 settembre sarò in Sinagoga a Firenze, la mattina, ci sarei andato comunque ma oggi questa mia presenza assume un valore ancora più importante e significativo, di fronte a un pezzo della cultura fiorentina, che è anche la storia delle case editrici di Firenze, molte delle quali sono di cultura ebraica. Come può il sindaco di questa città, scelto dalla maggioranza dei suoi concittadini, dirsi sereno quando una persona, scelta per guidare l’Unesco, sostiene – come hanno riportato i giornali – che bisogna bruciare i libri di cultura ebraica?”.
Renzi s’interroga e si sofferma sul ruolo, nell’anno 2009, delle organizzazioni internazionali nel mondo, a cominciare proprio dall’Unesco. “Queste organizzazioni – dice al Foglio – vivono una fase di profonda crisi di rappresentanza e se continuano ad andare avanti in questo modo – sa cosa le dico? – sono finite, perderanno credibilità. L’idea che si possa mettere al bando un film sulla tragedia dell’Olocausto perché ci sono troppe uccisioni è semplicemente folle. Io mi auguro che in questi giorni possa esserci un chiarimento su chi deve rappresentare al massimo livello un’istituzione come l’Unesco, una figura che dovrebbe rappresentare e simboleggiare la cultura nel mondo. Mi auguro che il chiarimento avvenga all’interno della stessa organizzazione internazionale. Tra l’altro di fronte al silenzio delle fonti e delle voci governative, per ovvie ragioni di realpolitik, io sono convinto che le città e i loro sindaci debbano invece parlare; abbiamo questo dovere e non possiamo restare in silenzio. Quanto all’Unesco, gli rivolgo un appello: dovete seguire il vostro ruolo di guida culturale alta e non affidarvi a una sorta di Manuale Cencelli globale per accontentare questo o quello, nominando una persona che dice di trarre odio per Israele dal latte materno. Io guido una città patrimonio dell’umanità e non mi stancherò di domandarvi: che senso ha farsi guidare da una persona con queste idee? Non umiliamo la cultura, non è giusto”. Le ultime considerazioni di Matteo Renzi si soffermano, ancora una volta, sul ruolo culturale di Firenze. Perché certi simboli contano, eccome. “La nostra è da sempre una città multiculturale, aperta. Prendiamo un esempio dalla storia dell’arte: in Palazzo Medici c’è la Cappella dei Magi. Vi si raffigura una corte che si incammina per adorare Gesù bambino, la raffigurazione è quella di un mondo vario, multiculturale, ricco, non settario. Per questo, insisto, a costo di apparire noioso: no a un portavoce antisionista alla guida dell’Unesco. Ve lo chiede Firenze, ve lo chiede il mondo libero”.
Massimiliano Lenzi




















non mi pare che questa sia la questione più importante per Firenze. il 26 ottobre si avvicina, meglio concentrare le attenzioni sulle faccende più impellenti. vorrei vedere su questo sito continui aggiornamenti sulle questioni del comune e su cosa sta facendo in questo momento Renzi per la città in modo da renderci più partecipi delle sua attività amministrativa..
Capisco l’interesse per la città, ma se vogliamo che diventi sempre più bella serve una sensibilità culturale che vada oltre i confini dell’Amministrazione cittadina. Solo così possiamo offrire suggestioni migliori a chi ci governa e poi chiederne conto.