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    Tappi: sughero o sintetico?

    DiLucia Terenzi

    Ott 17, 2013

    Tappi per le bottiglie, naturalmente: ma anche calzature, pavimentazioni, pannelli insonorizzanti. Il sughero ha un numero sempre crescente di applicazioni – e intanto, le foreste che producono questo materiale unico in natura sono sempre più a rischio di svanire per sempre. La lavorazione di questo materiale è decisamente unica e particolare: gli operatori specializzati lo staccano dalla parte inferiore del tronco in lunghe strisce verticali, rimanendo in superficie per staccare solamente lo strato di cellule morte e non danneggiare l’albero, e questo ne produce ancora – nel corso, però, di quasi dieci anni. Le aumentate richieste di produzione hanno, alla fine, portato ad una situazione in cui anche le vaste foreste di sughero dell’Europa occidentale – come quelle portoghesi – non possono più sostenere i ritmi richiesti.

    Questo ha portato alla necessità di trovare materiali alternativi per quello che rimane l’utilizzo principale di questo materiale, ossia l’imbottigliamento: e da tale ricerca sono nati i tappi in plastica, realizzati per replicare la peculiare morbidezza e capacità di adattarsi al collo della bottiglia degli originali in sughero. Naturalmente, come era prevedibile in un mercato che è da un lato tanto tradizionalista, e dall’altro così giustamente attento alla qualità, l’inserimento di questi prodotti ha generato un forte dibattito, fra sostenitori del sughero a tutti i costi e persone più aperte all’innovazione.

    Il dato reale, quello che è necessario citare prima di qualsiasi discussione, è che al di là di quelle che sono semplicemente superstizioni e idee preconcette, di fatto il vino contenuto in bottiglie con tappi di plastica non è distinguibile, al gusto, da quello protetto dai vecchi tappi di sughero; e anche dal punto di vista organolettico, naturalmente, i nuovi tappi non rilasciano alcuna sostanza pericolosa nel vino stesso. Ciò detto, il dibattito diventa essenzialmente uno di coscienza ecologica: continuare a pretendere dalle foreste di sughero dei ritmi di produzione insostenibili può facilmente significare finire col distruggerle, il che porterebbe anche all’estinzione delle molte specie rare che le abitano.

    Lucia Terenzi

    Amo viaggiare ed esplorare nuove culture, incontrare nuove persone e provare cibi diversi. Mi piace anche leggere, cucinare e guardare film.