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Il teatro di Rifredi per una Firenze semplice, 1/3

novembre 18, 2008 by admin 

La scommessa nostra è quella di provare davvero a cambiare Firenze e per farlo vogliamo innanzitutto scardinare una delle più tenaci e resistenti difficoltà di questo territorio: noi siano tutti innamorati del “Yes, we can”, la traduzione fiorentina talvolta è “E un si pole cambiare le cose. Si è sempre fatto così!”. Per farlo abbiamo proposto tre parole d’ordine: una Firenze più semplice, più coraggiosa, più bella.
La Firenze più semplice parte da una gigantesca rivoluzione della macchina comunale.

Abbiamo tutti l’impressione di essere stritolati dalla burocrazia che non è la burocrazia del Comune o dei dipendenti comunali, è anche la burocrazia del Comune e dei dipendenti comunali, della macchina comunale. Ci sono circa 5mila persone che tutte le mattine vanno a lavorare per il Comune di Firenze. Noi abbiamo il dovere morale di motivare questo esercito. Abbiamo il dovere morale di far passare il messaggio che ogni tipo di richiesta che i cittadini fanno nei confronti di queste persone non richiede una risposta per cortesia, ma richiede una risposta per un dovere esplicito. Abbiamo bisogno di scommettere sulla formazione di ciascuno di noi e delle persone che lavoreranno con noi.
Se io sarò eletto sindaco, se noi tutti insieme andremo in Palazzo Vecchio, 30 intendenti persone saranno selezionate tra i dipendenti e perderanno l’ufficio tradizionale che hanno e avranno come ufficio uno scooter elettrico e un i-phone per girare costantemente, dalla mattina alla sera Firenze, in tutti e 5 i quartieri. Per cui le 30 persone saranno chiamate a fotografare, verificare, parlare con le categorie, con i commercianti, con i cittadini, a capire dove esistono sacche di solitudine, che è la più grande disabilità di oggi, ed essere messi nella condizione di dare alle sette di sera un report alla centrale operativa del Comune. Che il giorno dopo dovrà indicare a quegli stessi 30 lavoratori di Palazzo Vecchio quali sono le risposte sul singolo tema. Logica conseguenza di questo è che il sindaco, una volta alla settimana, riceverà i cittadini dalle 8 alle 13,30. Li riceverà insieme ai suoi collaboratori, ma li riceverà personalmente in modo tale che possiamo seguire l’esempio che un grande sindaco, Sergio Chiamparino, ha fatto a Torino.
Il terzo elemento di conseguenza è che ci vorrà una grande rimotivazione del corpo di polizia municipale che è una straordinaria arma a servizio dei cittadini e che non può essere una realtà che non chiarisce bene per responsabilità dell’amministrazione la propria missione rispetto al Comune: è agente di polizia, è collaboratore comunale, ma che è anche visto dal cittadino come un ostacolo. E per questo voglio dire con chiarezza che non abbiamo bisogno di vigilini per fare le multe e che alla luce di questo uno dei primi atti, sarà quello non demagogico di dire prendiamo i voti dei cittadini dicendo che non ci saranno più i vigilini, ma di cambiare la mentalità del rapporto: a far capire alla persona per la strada che guida con un telefono a capire come stanno le cose, il sindaco che si mette in prima persona in gioco.
Non ci sarà un assessorato alla partecipazione. Ma gli assessori dovranno partecipare, e di corsa, agli eventi della città. E questo vale anche per i consiglieri comunali. Spero che la prossima consigliatura, chiunque sia il sindaco, saremmo messi nelle condizioni di avere meno Commissioni in Palazzo e più vita tra la gente. Mi sono accorto in questo primo mese e mezzo a Firenze del distacco forte. Il primo corollario del rinnovamento della macchina comunale sarà una diversa gestione dei cantieri: siano essi i cantieri della tramvia, siano essi i cantieri di piazza Santa Maria Novella.
La gestione della macchina. Mi fa ridere chi mi accusa di amare i poteri forti. Continuo a pensare che chi dice questo è animato da un pensiero debole perché il vero modo di dare una mano ai poteri forti è quello di non avere una macchina comunale in grado di incidere sui controlli. Massimo di Sesto lavora in un’importante azienda fiorentina che sta facendo la metropolitana di Londra. Massimo mi racconta che per la metropolitana londinese tutte le settimane, il venerdì, o i londinesi vengono a Firenze o i fiorentini vanno a Londra, ma c’è un report settimanale che fa il punto della situazione e dello stato di avanzamento dei lavori. Se noi saremo in grado di operare con questa capacità di tenere il fiato sul collo alle aziende, non agevoleremo i poteri forti, ma costruiremo il rispetto dei tempi nei cantieri su cui l’amministrazione provinciale in questi anni ha già dato prova di sé sulla Fi.Pi.Li. Credo che sia inaccettabile sentirmi dire quello che mi ha detto Mario, scherzando, alla fiorentina: il figlio ha la fidanzata a Scandicci e tutte le volte che l’accompagna sul viale Talenti gli viene voglia di chiedergli o di cambiare fidanzata o di farle cambiare residenza. Il problema non può essere questo anche a tutela dell’integrità delle coppie sotto i 18 anni.

Il secondo tema è che la riorganizzazione della macchina comunale passerà anche dallo snellimento della struttura politica: 10 assessori più il sindaco perché 10 assessori ben strutturati saranno in grado di rispondere alle esigenze di coordinamento che ci sono in città.
Il risparmio che arriverà dalla diminuzione del numero di assessori e dalla diminuzione del numero delle aziende di servizi alla persona, oggi sono 4 e diventeranno una, in una delle prime delibere se saremo eletti. I primi soldi saranno impiegati in una delibera che giudico molto importante: ci sono tanti ragazzi e ragazze che hanno la possibilità di comprarsi la casa o meglio di chiedere un mutuo. Però spesso succede che le banche non danno la garanzia, in questo periodo c’è anche la tendenza delle banche a ritirarsi. Cosa fa la coppia che, magari non guadagna neanche male, ma ha il problema del contratto a tempo determinato o un co.co.pro? Chiede a babbo o nonno di firmare la garanzia. Io immagino un Comune che possa firmare a garanzia di queste giovani coppie fiorentine che devono tornare ad abitare dentro le cerchia della città. E per fare questo, il risparmio che verrà dalla riduzione degli assessori e delle aziende ai servizi alla persona costituirà un fondo di garanzia con il quale il Comune, il sindaco, metterà simbolicamente la firma come elemento di garanzia a 100 giovani coppie per aver 100 nuove famiglie fiorentine. Non lo faremo costruendo 100 nuove case. Lo faremo con un sistema e una struttura bancaria diversa. Ma se questo ci sarà è evidente che non avremo più bisogno di impostare la nostra macchina in una logica di ordinanze, di attenzione, di regolamenti, una città più semplice. La dico con una battuta: non ci sarà più bisogno di una città di polizia, ma forse c’è più bisogno di una città di pulizia.

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