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Il Sindaco Renzi alla consegna del premio giornalistico Gabriele Capelli

novembre 26, 2009 by Matteo Renzi 

premiocapelliAffermare i valori di correttezza professionale, autonomia e qualità dell’informazione, offrendo un riconoscimento e un’opportunità alle nuove generazioni per alimentare un giornalismo critico che restituisca forza all’informazione non solo in Toscana: questo l’intento del premio giornalistico in ricordo di Gabriele Capelli, il redattore capo dell’Unità scomparso nel 2004.
Il premio, giunto quest’anno alla quinta edizione, è stato consegnato questa mattina, nella sala Ferri del Gabinetto Vieussieux, dal sindaco Matteo Renzi e da Susanna Cressati (presidente della Commissione che ha scelto i lavori dei concorrenti) alla giovane giornalista Elisa Cecchi del quotidiano Il Tirreno.
Alla premiazione erano presenti anche i presidenti dell’Associazione stampa toscana (Ast), Stefano Sieni, e dell’Ordine dei giornalisti della Toscana, Massimo Lucchesi, e Nazareno Bisogni, vicepresidente dell’Ast.
Il sindaco Renzi ha ricordato Capelli (“una persona di grande qualità”) e l’incontro che ebbe con lui nel 1995: “Volevo fare il giornalista e feci un colloquio proprio con Gabriele. Fu lui che mi diede la responsabilità di fare il corrispondente da Rignano e Incisa dell’inserto dell’Unità chiamato ‘Mattina’. Ricordo che la prima intervista la feci a Meme Auzzi”.
Durante l’iniziativa si è parlato del precariato nella professione giornalistica, della libertà e della qualità dell’informazione. Sieni ha anche lanciato l’idea di organizzare a Firenze gli Stati generali dell’informazione. Idea colta al volo dal primo cittadino che ha sottolineato la necessità di curare “la qualità dell’informazione”. “Firenze è una città che ha tutti i titoli e il dovere di candidarsi a essere una delle patrie dell’informazione libera e di qualità – ha detto Renzi -. Lo è stata e dovrà esserlo ancora. Credo, però, che debba essere capace di farlo in modo nuovo”. “Noi abbiamo lanciato una provocazione – ha concluso Matteo Renzi – che è quella dell’ex carcere delle Murate, dove saranno ospitati, secondo il modello della ‘Maison’ parigina per giornalisti perseguitati, gli Smart dissidents, ovvero i dissidenti della generazione 2.0: attivisti politici, giornalisti e bloggers che utilizzano internet per far sentire la loro voce ”.

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