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Avviso agli autisti: «Svolta all’Ataf»

dicembre 31, 2009 by Matteo Renzi · 1 Comment 

mayor smileIntervista pubblicata dal Corriere Fiorentino del 31 dicembre 2009
Renzi: è finita l’epoca in cui nell’azienda non si poteva toccare nulla. «Alla giunta do un 6+, al Pdl 6-»

«Bardatevi bene». È il consiglio che Matteo Renzi dà a chi farà il Capodanno in piazza. Comincia dalla festa di stasera tra fiorentini e bolognesi l’intervista con il sindaco di Firenze. È l’ultimo giorno del 2009, una buona occasione per un bilancio dei primi mesi a Palazzo Vecchio.

Andrà in piazza anche lei?
«Certo, e con tutti gli assessori saremo sul palco per il brindisi. Senza però fare discorsi».

Tassisti e categorie sono arrabbiati per la Ztl estesa la notte, anche in Oltrarno dove non ci sono eventi.
«Quando non si facevano eventi, c’era polemica perché il Comune non faceva niente. Quando si fanno, non va bene lo stesso. È Firenze. Con un ultimo dell’anno così importante, i disagi sono inevitabili».

Non potevate preparare il Capodanno assieme a loro?
«Se i tassisti vogliono aprire un tavolo con l’amministrazione, siamo disponibili. Per parlare di tutto, però: da come funziona e non funziona il servizio, anche quando nevica, fino alle tariffe e alle licenze, che non sono un tabù. Quanto alla festa, lo sapevano tutti che ci sarebbe stata. Certo, si può fare tutto meglio: se si decide, però, si fa».

Avete detto: basta concertazione con le categorie. Ma perché non salvare almeno la consultazione, di cui un po’ tutti in città lamentano la mancanza?
«In questi dieci anni la concertazione è stata il fulcro del governo della città. Il Piano strategico ne è il simbolo: non mi pare abbia raggiunto i risultati sperati. Forse esiste una terza via tra il “si decide tutti assieme” e il “decidiamo noi senza ascoltare”. Ma vale per temi importanti, non per l’ordinanza di Capodanno, dove decidono i tecnici».

È andata così anche per l’aumento delle tariffe?
«Ho preso l’impegno di riequilibrare gradualmente il rapporto tra parte a carico delle famiglie e delle imprese sulla Tariffa dei rifiuti. Lo confermo. Come confermo l’impegno sulla qualità: ricevo pacchi di mail e lettere, con scontrini allegati, di quanto i turisti spendono in città e dei servizi che ricevono. Apriamo un tavolo con le categorie, per andare verso la qualità della città. Con i dehors abbiamo fatto così: i progetti dei dehors li regaliamo noi alle imprese, i modelli saranno scelti con un concorso, andando incontro alle esigenze della sovrintendenza. Ma l’occupazione del suolo pubblico non è un diritto, si ottiene in cambio di qualcosa. E ci saranno leggi identiche per tutti. Ha senso, per esempio, passare alle 19,30 in piazza Duomo e trovare il sacco del sudicio che aspetta di esser portato via?».

È una regola di Quadrifoglio…
«Decisa con una sfibrante concertazione con le categorie. Quadrifoglio cambierà le regole. Ma si può governare per cercare consenso o usare il consenso per governare e cambiare. Sapendo che non tutte le ciambelle riescono col buco..».

E che non tutte le cambiali saranno pagate…
«Non ho firmato cambiali. Ma so che i fiorentini mi hanno detto tre volte sì, una alle primarie, due alle elezioni. E mi hanno chiesto di fare le cose. Cosa facciamo ora, stiamo a discutere? Se mi dimostrano che abbiamo sbagliato qualcosa, siamo pronti a cambiare. E errori ne abbiamo commessi».

Quali?
«Intanto, l’organizzazione dei bussini dopo la pedonalizzazione».

Dopo la pedonalizzazione del Duomo, i sindacati parlano di calo di biglietti venduti.
«La caduta della vendita era già partita da tempo. Il trend negativo si è interrotto dopo la pedonalizzazione. Che a novembre non ha dato problemi sul traffico».

Per forza: c’era il sole, tutti in motorino…
«Magari: il primo mese non ci sono stati problemi, sono saltati tutti fuori a dicembre. Se il 22 dicembre i fiorentini rimasero incastrati nel traffico, è dipeso da un bus bloccato in via Valfonda, dal fatto che andarono in tanti a fare spese, ma soprattutto perché Autostrade decise di buttare tutte le auto dell’A1 su Firenze perché c’era il blocco dell’autostrada a Scandicci. Per questo nel 2010 ci vorrà una sala traffico vera. Dove governare tutta la città, conoscendo in tempo reale traffico, incidenti, tempi semaforici, presenza dell’Ataf. Ora ci sono tante centrali: Firenze Parcheggi, vigili, Silfi, Ataf».

Intanto però, l’altro giorno ha litigato alla stazione con alcuni autisti Ataf.
«Un autista faceva polemica e non voleva partire. Ma quello che ho notato è che ora in tanti mettono la scritta “deposito” se non hanno il cambio a fine corsa».

Cos’è, ipotizza un boicottaggio?
«Non uso questa parola. Dico solo che i nostri errori, e li abbiamo fatti, non sono arrivati subito al nodo, ma sono emersi dopo un mese dalla pedonalizzazione. Il 16 gennaio Ataf deve rifare i turni. Ho chiesto al presidente Ataf di verificare il turno unico: cioè un autista monta su una linea, con le pause previste, e ci lavora tutto il turno. E questa cosa va fatta perché o si ottiene un buon servizio, o salta Ataf».

Preoccupato per Ataf, insomma? Si parla di 9 milioni di euro di deficit nel 2009…
«Sul bilancio ci saranno sorprese: positive. Poi il 14 febbraio parte la tramvia. E si riorganizzano le linee. Anche in questo caso abbiamo commesso errori: che senso ha fare passare il 31 e il 32 da via Lorenzo il Magnifico? Da viale Milton si potrà di nuovo andare dritto verso la Fortezza. E ci saranno molti altri micro interventi, come cambiare il senso di via Faenza. Da Pasqua, scriveremo sulle pensiline, in tempo reale, i minuti di attesa dei bus. Faremo poi altre busvie, toglieremo i vecchi bus. Per le buche, spenderemo 42 milioni nel 2010. Ma è finita l’epoca in cui non si può toccare più niente in Ataf, sarebbe un suicidio».

Il 2010 sarà anche l’anno delle grandi pulizie?
«Sarà l’anno dei cassonetti interrati, 27 in un anno, tutto il centro storico sarà coperto entro il 2011. Partirà la spazzatura senza togliere la macchina, arriveremo al 50 per cento delle strade. C’è da fare molto, ma io vedo la città più pulita di prima, anche se in alcune zone c’è molto da fare. Nel 2010, dobbiamo vincere la partita di San Lorenzo. A me tra cinque anni mi possono anche mandare a casa, ma intanto faccio».

Però, a gennaio parte il primo sciopero dei dipendenti comunali. Quello degli asili nido.
«Lo sciopero è un diritto costituzionale. Chi non si aspetta scioperi da una grande macchina come Palazzo Vecchio! Però dobbiamo coinvolgere di più le tante professionalità che a Palazzo Vecchio si aspettano di essere valorizzati».

Mica si è capita la scelta di un ex Pdl come Carlo Bevilacqua alla guida di Firenze Parcheggi…
«Io l’ho capita benissimo. Facciamo il nuovo cda, Mps sceglie un caro amico e collaboratore, Marco Carrai, come amministratore delegato. Si apre un nuovo spazio per il presidente. Bevilacqua si era reso disponibile, tempo addietro, come civil servant. Ha competenze di numeri e norme. Per quale motivo non devo dare l’occasione di fare di Firenze Parcheggi un luogo di sperimentazione? Nessun inciucio, non ho mai chiamato nessuno del Pdl prima della scelta».

Il messaggio però è anche quello che tutti i politici sono uguali. Andrea Barducci dice: così si fa vincere la destra, si annullano le differenze ideali tra destra e sinistra.
«Rispetto la sua idea. Ma lui per primo non ha contestato la filosofia, ha chiesto di confrontarsi all’interno del partito. Una azienda non fa le politiche della mobilità, ma rispetta il mandato della politica».

In questa nomina non c’è anche il gusto di sparigliare le carte?
«Carlo è una persona che mi ha dato filo da torcere, con correttezza. La sua scelta è una bella provocazione politica alla città».

È ottimista per il successo della stazione Av Foster «Light»?
«Sono sinceramente preoccupato per l’atteggiamento delle Ferrovie. Abbiamo posto il problema dell’impatto ambientale, della falda, dello scavo a cielo aperto, della lontananza da Santa Maria Novella. Ma su questa vicenda il sindaco, purtroppo, non ha carta bianca. Dopo il sì dell’Osservatorio ambientale, i margini di manovra sono ridotti ai minimi termini. Ora Moretti, l’ad di Ferrovie, decida entro gennaio: hanno l’alta velocità nei treni, una bassa velocità nelle decisioni. Noi ci comporteremo di conseguenza».

E se la decisione finale non le piacesse? Userà il potere di ordinanza, come ha più volte minacciato?
«La prima volta che succede un problema… Ma vede, cose come la stazione Av si possono fare con o senza collaborazione. Noi abbiamo proposto collaborazione, loro scelgano. Anche perché c’è un’etica della responsabilità: non posso costringere, magari tra venti anni, una futura amministrazione a pagare eventuali danni, che Moretti mi ha prospettato, per aver detto no alla stazione che è già appaltata. Però bisogna che tutti si sia seri. Per esempio, gli uffici del ministro Matteoli hanno autorizzato la linea della tramvia 1 a circolare “purchè vuota!”. Una frase che di solito non mettono. Se avessero scritto “purché a inviti” avremmo pagato l’assicurazione del tram e ora girerebbe già. Volevano far sapere che la tramvia è in ritardo? La città lo sapeva già. Mi pare che il ministro abbia agito con poco rispetto e per fare un dispetto ai fiorentini».

Firenze-Bologna: una attenzione che forse è un modo per far cambiare l’atteggiamento della Regione Toscana verso Firenze.
«Ho aperto un credito, senza impegni, nei confronti di Enrico Rossi. Per me l’assessore regionale di Firenze è il futuro presidente regionale che, appunto, spero sia Rossi. Ma questo non vuol dire che non ci sia bisogno di assessori regionali fiorentini. Lui farà la sua giunta in autonomia, ma anche Firenze ha qualità e competenze da offrire».

Un voto al sindaco. E alla giunta.
«Non mi do voti. Alla giunta 6+».

All’opposizione?
«Quella di destra, 6 meno. Potrebbero incalzarci di più senza polemiche inutili. A sinistra, sono stranamente in sintonia sia con quella di maggioranza (con Eros Cruccolini), che con quella di opposizione. Valdo Spini è una persona di qualità, come Ornella De Zordo».

E il rapporto col governo?
«Beh, Matteoli a parte, c’è un buon rapporto con tutti. È andato bene l’incontro con il premier, con Bondi, e l’impegno dell’Anno Vespucciano è importante quanto la legge speciale».

Nel 2010, starà molto in città, in strada?
«Più del 2009. Ma intanto regalerò a tutti gli assessori, con i miei soldi, l’abbonamento Ataf di gennaio: chiederò loro di dare il buon esempio e verificare come vanno le linee. So che sarà risolto gradualmente, ma il problema del trasporto pubblico è quello principale per Firenze».

Il ‘Biancone’ di piazza Signoria illuminato di verde per l’Iran

dicembre 31, 2009 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

iran2Stanotte in occasione delle feste in piazza per San Silvestro

La statua del Nettuno dell’Ammannati di piazza della Signoria, conosciuta dai fiorentini come ‘Biancone’, sarà stanotte illuminata con un fascio di luce verde per manifestare simbolicamente la vicinanza di Firenze all’Iran, paese dove in questi giorni ci sono stati violenti e sanguinosi scontri tra gli oppositori del regime e le forze di polizia dopo la manifestazione dell’Ashura.
“Si tratta – ha spiegato il sindaco Matteo Renzi – di un gesto di attenzione, proprio la notte di San Silvestro, con tutta la città in festa e i cittadini in piazza, per non dimenticare quanto sta avvenendo in un’altra parte del mondo e per stare, anche solo metaforicamente, dalla parte di chi lotta per la democrazia”.

Inaugurato ieri il nuovo Centro culturale in via Canova

dicembre 31, 2009 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

biblio2Un nuovo Centro culturale all’interno del quale ci sono la ludoteca “La carrozza di Hans”, la “BiblioteCaNova Isolotto” e il Centro giovani e musica “Sonoria”: è in via Canova (l’ingresso è possibile anche da via Chiusi) nel Quartiere 4, ed è stato inaugurato ieri alla presenza del sindaco Matteo Renzi, di alcuni assessori della giunta comunale, del presidente del Quartiere Giuseppe d’Eugenio e di diverse centinaia di cittadini. Molti i bambini. Tra gli ospiti anche gli attori della commedia musicale “Michelina”, in scena in questi giorni al Teatro Verdi.
“Vorrei ringraziare – ha detto il sindaco – tutti coloro che si sono impegnati per la realizzazione di questa struttura: il modo più bello per concludere l’anno è farlo nel segno della speranza, ed è sicuramente un segno di speranza vedere una nuova biblioteca che apre”.
La biblioteca è formata da un unico ambiente su più livelli che, attraverso percorsi circolari, consente di utilizzare spazi di consultazione a scaffale aperto, collocati in posizione centrale e sistemati su livelli sfalsati di mezzo piano rispetto alle sale di lettura, oltre a sale di consultazione con spazi creati anche su terrazze all’aperto. L’ufficio catalogazione è dotato di sistema multimediale a stretto contatto col centro direzionale e informatico.
Sempre all’interno della biblioteca, lo spazio dedicato ai bambini comprende una sala di lettura, una di consultazione multimediale, sale audio e video e sale per fumetti. Al secondo piano si trova una sala polivalente per quasi 100 persone.
La ludoteca è composta da tre ambienti destinati ai bambini di diverse fasce di età (0-3 anni, 3-8 anni, 8-14 anni) da altri ambienti destinati all’attività motoria.
Il centro giovani è attrezzato in modo da poter ospitare feste, riunioni, spettacoli, ascoltare e produrre musica. È anche prevista la realizzazione di una caffetteria. Alcune sale si affacciano sull’ampio giardino interno e gran parte degli spazi verdi all’interno della struttura verranno sistemati per far parte dell’attività del centro culturale in modo da ottenere uno stretto legame con la popolazione del Quartiere: ci sarà un’area all’aperto e un fontanello di acqua ad alta qualità.
Il complesso, ampio 4.100 metri quadrati, è stato realizzato grazie a un investimento complessivo di 5 milioni di euro.

Iran, il sindaco Renzi esprime solidarietà agli oppositori del regime

dicembre 29, 2009 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

iranIl sindaco Matteo Renzi esprime solidarietà agli oppositori del regime iraniano. “Sto, come tutta Firenze, dalla parte degli studenti iraniani”, ha detto.
In questi giorni in Iran si stanno verificando violenti scontri tra gli oppositori del regime e le forze di polizia, terminati con l’uccisione di almeno 15 persone.
A Isfahan, città con cui Firenze è gemellata e sede di una delle più antiche e prestigiose università dell’Iran, la polizia ha attaccato il corteo degli studenti e si contano decine di feriti e di arresti.
Non è la prima volta, dopo le elezioni, che l’opposizione iraniana scende in piazza per protestare contro il presidente Mahmud Ahmadinejad. Gli ultimi scontri erano avvenuti in occasione delle manifestazioni del 7 dicembre scorso, quando erano stati proprio gli studenti a scendere in piazza contro il governo.

Dehors, la giunta ha approvato il nuovo regolamento

dicembre 29, 2009 by Matteo Renzi · 1 Comment 

dehorsA partire dal 2010, i dehors, ovvero le strutture all’aperto, di bar, locali e ristoranti del centro storico e di alcune aree limitrofe, dovranno essere realizzati secondo modelli estetici prefissati ed elaborati in sintonia con lo stile architettonico dei quartieri dove hanno sede gli esercizi commerciali. La norma è contenuta nel testo del nuovo regolamento per i dehors, approvato ieri dalla giunta di Palazzo Vecchio.
Con il nuovo regolamento, la città è stata divisa in due aree: quella detta “Unesco”, all’interno della cerchia dei viali compreso l’Oltrarno, dove si dovranno rispettare criteri più omogenei e rigorosi, e quella “esterna”, dove invece basterà attenersi ai nuovi criteri generali definiti dal regolamento.
L’area “Unesco” è stata a sua volta suddivisa in cinque zone (Castrum, area rinascimentale, Oltrarno, zona ottocentesca a nordest e zona del Comunale ad ovest), per ognuna delle quali sarà realizzato un “progetto tipo” con uno stile omogeneo, un prototipo con i criteri a cui dovranno rispondere i nuovi dehors.
I “progetti tipo” saranno individuati con un apposito concorso di idee.
Tutti i nuovi dehors, fuori e dentro l’area “Unesco”, dovranno comunque rispettare alcuni standard di qualità: accessi gratis ad Internet, servizi per l’infanzia all’interno dei locali, nuove modalità del conferimento dei rifiuti e accessibilità per i disabili.
Per quanto riguarda i progetti già presentati in base al vecchio regolamento, i procedimenti non saranno azzerati, ma resteranno aperti e potranno essere integrati con le nuove norme. Mentre in attesa delle norme tecniche che saranno definite dalla giunta, le concessioni che scadono verranno regolarmente rinnovate. Infine, i dehors già approvati e realizzati potranno essere mantenuti fino al marzo 2011, data entro cui dovranno comunque essere adeguati alle nuove norme.

Enews 289, giovedì 24 dicembre 2009

dicembre 28, 2009 by Matteo Renzi · 1 Comment 

Scusate… il ritardo.
Nessuna notizia o resoconto, oggi: se volete, trovate tutto su www.matteorenzi.it. Per le enews tradizionali ci aggiorniamo al 2010.
Ma ci tenevo a fare gli auguri a tutti e a ciascuno, dal profondo del cuore. Chiudiamo un 2009 semplicemente emozionante, in tutti i sensi.
Adesso gli auguri, poi è tempo di rimettersi in cammino.
Un abbraccio,
Matteo

 “STELLARE LA NOTTE”
Intervento alla cerimonia di auguri alla città
Firenze, 22 dicembre 2009
Salone dei 500

1. L’anima di una città
Buonasera, benvenuti.
Amiche e amici di Firenze grazie a tutti per essere qui.
Rivolgo un saluto affettuoso al console Alessandro Berti, decano del corpo consolare, alle autorità civili, a partire da Sua Eccellenza il Prefetto Andrea De Martino, alle autorità religiose che vedono qui tra l’altro Sua Eccellenza il Vescovo Giuseppe Betori, alle autorità militari.
È la prima volta che ho l’onore di rivolgere il pensiero di augurio di Buon Natale e di felice Anno Nuovo e sono veramente contento ed emozionato. Sento, infatti, la responsabilità straordinaria di questa fascia e soprattutto di questo giglio. E avverto il compito delicato e contemporaneamente struggente di un incarico colmo di emozione e di bellezza.
Io sono fermamente convinto che le città non siano un ammasso di pietre. Che le città siano un organismo vivente. Che le città abbiano un’anima. E questo è più vero che mai in questo momento storico.
Mi fa particolarmente effetto dirlo nel Salone dei Cinquecento che ha ospitato forse la prima rappresentazione, anche teorica, delle città come organismo vivente, come soggetti protagonisti del mondo internazionale, in occasione dei convegni internazionali degli anni ’50.
Ma vi confesso che sento più viva che mai questa considerazione in modo particolare quando il martedì mattina giro per le scuole, visitandole e incontrando gli studenti, i professori, i lavoratori della pubblica istruzione. I media stanno molto attenti a quello che facciamo o che diciamo, e per questo mi sembra giusto ringraziarli: ma non hanno spesso la stessa attenzione per questa iniziativa di visita nelle scuole che sono il luogo del nostro domani. Devo dirlo con molta chiarezza: è straordinario vedere attraverso gli occhi dei bambini come la città stia cambiando. Capire dai loro racconti come la città sia profondamente diversa da quella che talvolta ci rappresentiamo noi addetti ai lavori della politica.
La città come un organismo vivente, dunque. La città con una sua anima e con davanti grandi sfide, a partire dal tema dell’integrazione nelle prime elementari. L’episodio che mi ha colpito di più è quello accaduto alla Cairoli, che è una delle scuole del centro dove il numero di bambini non italiani è  molto significativo rispetto alle altre scuole (42,7%), più anche di alcune zone periferiche che spesso si citano a modello di integrazione. La domanda che solitamente faccio il martedì mattina è: “Qual è la cosa che vi piace di più di Firenze?”. Sono molto fiero quando sento dire che è Palazzo Vecchio. E sono molto fiero quando sento dire che è piazza del Duomo, specie per chi magari ci racconta di esserci andato, dopo la pedonalizzazione, in bicicletta con i propri genitori. Mi ha colpito però un bambino musulmano della Cairoli che ha detto che la cosa più bella è la sinagoga, in via della Colonna,. Segno evidente di uno sguardo aperto e di un cuore disposto a stupirsi, a commuoversi, a emozionarsi.
Se ormai tutti siamo convinti che la città abbia un’anima, una missione, una vocazione, molto dobbiamo a un grande Sindaco del passato, Giorgio La Pira. Mi piace allora farci gli auguri oggi con il pensiero di un fiorentino straordinario, Mario Luzi, che da San Miniato – sono debitore agli amici di San Miniato, a padre Bernardo che è in qualche misura l’ispiratore di questo pezzo – raccontando e ricordando La Pira, utilizzò delle parole che trovo perfette per dimostrare cosa dobbiamo fare noi oggi e anche per farci gli auguri. Nella lirica intitolata “Siamo qui per questo”, Mario Luzi parlando di La Pira diceva: “Levò alto i pensieri, stellò forte la notte”.

2. Levare alto i pensieri, stellare la notte
Mentre mi preparavo a questo appuntamento al quale tengo molto, non solo per il significato simbolico, ma anche per il ruolo del corteo storico della Repubblica fiorentina, che è una presenza fondamentale per la tradizione e quindi per il futuro della nostra città, ho riflettuto sul significato profondo dell’ espressione: “Levare alto i pensieri”.
In un tempo come il nostro che rischia l’omologazione culturale, che rischia il pensiero unico anche nei dettagli, che rischia in qualche misura di vivere di superficialità, “levare alto i pensieri” è forse una delle missioni di Firenze. È forse uno dei compiti di Firenze. Significa andare controcorrente. Significa non avere paura di sognare contromano. Significa agire nel tessuto profondo del nostro stare insieme.
“Stellare forte la notte” è il tema biblico di Isaia, che ha ispirato generazioni di mistici, di artisti, di poeti, risalendo dall’Antico Testamento fino – permettetemelo – al Francesco Guccini della canzone Shomèr ma mi-llailah , o alle vibranti parole di qualche anno fa di Giuseppe Dossetti. Forse questo è il significato profondo del ruolo che la nostra città deve avere oggi.
Forse Firenze è chiamata non soltanto a raccontarsi, a lamentarsi, a dirsi le cose che non vanno, ma a stellare forte la notte. Forse Firenze deve cambiare per essere se stessa. Forse Firenze ha bisogno di uscire dal chiacchiericcio nel quale noi, per primo io, per prima la nostra amministrazione troppo spesso la costringiamo: provare a stellare forte la notte.
E allora mi domando se il ruolo di Firenze non debba proprio essere quello di contribuire stellare forte la notte in un momento delicato del nostro pianeta come quello che stiamo vivendo.
Stellare la notte della sostenibilità. Qualche giorno fa ero a Copenaghen, unico italiano insieme al sindaco di Roma, insieme a cento sindaci di tutto il mondo, da New York a Londra, da Los Angeles a Buenos Aires, da Honk Kong a Toronto, al grande vertice sull’ambiente e sulla sostenibilità. Abbiamo bisogno di stellare forte la notte per uno sviluppo sostenibile che profumi di futuro il nostro pianeta.
Forse abbiamo anche bisogno di stellare forte la notte dando un contributo come città al dibattito internazionale In questo stesso luogo, nel Salone dei 500, insieme al Rettore Tesi, il 9 novembre abbiamo accolto i ragazzi Erasmus per ricordare il ventennale della caduta del muro di Berlino. Non solo un ricordo, dunque, ma un invito concreto ad essere cittadini del mondo, messaggeri di speranza, costruttori di ponti e non costruttori di muri..
Stellare la notte dell’ingiustizia, per esempio sul grande e delicato tema dell’alimentazione. Qualche settimana fa abbiamo ospitato Carlin Petrini, che ci ha aiutato a riflettere sui grandi temi del cibo. Oggi questo pianeta ha cibo a sufficienza per 12 miliardi di persone. Eppure siamo 6,3 miliardi e non riusciamo a vincere la malnutrizione di 1 miliardo di persone. Come può la politica fingere di ignorare un tema così cruciale per il futuro del mondo?
Stellare la notte della violenza e far arrivare gli auguri di Buon Natale ai bambini. I bambini costretti a combattere. Consentiteci da questo Palazzo di fare gli auguri non solo simbolici, ma anche di alzare forte oggi, qui, una voce per i sei bambini soldato che sono stati condannati a morte in Darfur dopo essere stati violentati nell’animo per essere costretti a combattere.
Firenze ha bisogno di stellare forte la notte facendo sentire la propria voce nel dibattito internazionale. Così come pure Firenze ha bisogno di stellare forte la notte non facendo mancare la propria presenza nel dibattito europeo.
Noi siamo una generazione che ha imparato ad avere l’euro in tasca, ma non ancora l’Europa nel cuore. E allora giudico di fondamentale importanza che, alla presenza del capo dello Stato, il ministro Ronchi e soprattutto il direttore dell’Istituto universitario europeo Yves Mény abbiano lanciato la proposta perché Firenze divenga sede della scuola di diplomazia europea. Che sarebbe un segnale straordinario per fare della nostra città sempre di più una città capitale europea. Siamo la sede dell’Istituto Universitario Europeo, vogliamo sempre di più essere una sede dell’Europa dei popoli.
Ma abbiamo bisogno di stellare la notte anche in Italia. Vorrei che tutti insieme ci facessimo gli auguri di buon anno, ma facessimo gli auguri di buon anno a un’Italia da pacificare. Che facessimo gli auguri di buon anno e di buon Natale al supremo garante della Costituzione, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano cui va la nostra gratitudine  per aver voluto vistare Palazzo Vecchio qualche giorno fa. Auguri al presidente della Repubblica per il suo ruolo a difesa di tutti, fuori dalle polemiche, libero da ogni condizionamento di parte. E vorrei che con lo stesso impegno e con lo stesso augurio noi ci rivolgessimo per gli auguri di buon Natale e buon anno al presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, cui va la nostra vicinanza dopo l’indegna aggressione di Milano e a cui va, nel rispetto di posizioni politiche diverse, la condivisione rispetto al ruolo istituzionale con l’invito ad essere sempre di più elemento di pacificazione in questo nostro Paese. Un’Italia che ha bisogno di essere rilanciata contro il declinismo. Un’Italia che uscirà dalla crisi sapendo che questa crisi è una crisi innanzitutto di valori e non  soltanto di valori economici. Un’Italia a cui vogliamo bene, perché è la nostra casa, di noi cittadini del mondo orgogliosi di essere italiani. 

3. Coraggio Firenze!
Abbiamo bisogno di stellare la notte anche a Firenze. Ecco perché abbiamo bisogno di portare le stelle di Firenze nel nostro cuore e soprattutto di non essere sospesi tra il rimpianto e la paura. Coraggio, Firenze.
Oggi che va di moda soltanto la visibilità, proviamo a impegnarci perché il 2010 sia l’anno della vivibilità. L’anno in cui fare attenzione alle piccole cose: a un piccolo giardino di periferia, come al recupero dei nostri fiumi, a partire dall’Arno, o al recupero delle Casine. Abbiamo detto che avremmo fatto altri 100 punti per il 2010, ma non saranno 100 cose da fare, saranno 100 piccoli luoghi, 100 punti geografici da recuperare, da rimettere in gioco, da conservare e preservare. Coraggio, Firenze. Perché in un tempo di mordi e fuggi si possa affermare il “gusta e stai”, il gusta e stai che vuol dire qualità contro una mercificazione folle. Quando noi combattiamo perché la qualità sia nella nostra offerta non soltanto turistica, vogliamo semplicemente essere eredi di una tradizione vera: no alla plasticaccia travestita da pizza, sì alla qualità dell’accoglienza. E oggi che vogliamo cambiare innanzitutto noi stessi, credo che sia importante trovare dei simboli. Coraggio, Firenze.
Ieri ho fatto gli auguri a dei bambini che sono ricoverati al reparto di oncoematologia dell’ospedale Meyer, insieme alla Fondazione Tommasino Bacciotti, convinto di rappresentare tutta la città. Mi avevano vestito tutto per benino, anche con la barba. Mi ha colpito un bambino di due anni e mezzo, Daniele di Prato, che ha detto alla sua mamma: “Oh, ma quello è il vero Babbo Natale!”. E’ bello vedere negli occhi dei bambini anche dei bambini malati, il gusto e il piacere di stupirsi. Siamo vicini a quei bambini con tutto il nostro cuore. Noi che talvolta perdiamo il gusto e la meraviglia dello stupore. È una gigantesca sfida riprendersi la capacità di stupore. Quello che è accaduto con la pedonalizzazione di piazza del Duomo è innanzitutto il bisogno di tornare a stupirsi. Noi ci siamo in qualche modo meravigliati di avere a che fare con un luogo così bello e unico come la Cattedrale, che ci sembrava quasi di aver perso. E’ cambiata la colonna sonora di quella piazza: dove c’era il frastuono, adesso c’è la musica e il ritmo dei passi, c’è la musica del dialogo. Dove c’era il rischio di essere messi sotto da un autobus, oggi c’è la convinzione che si possa vivere e camminare. E’ il bisogno di tornare a stupirsi, di tornare a gustare il bello. Credo che il 2010 dovrà portarci non soltanto questo stupore, ma anche la capacità di realizzare un trasporto pubblico più efficiente. Forse qualcuno di voi ha visto qui dietro scorrere le slide dei disegni che mi regalano i bambini delle scuole di Firenze. Ce n’è uno che dice: “Caro Sindaco, ci impegniamo a non parlar male degli autisti dell’Ataf”… che secondo me è il frutto di un’attenta ed accesa discussione in famiglia, non me lo spiego altrimenti!  Ma la vera sfida di oggi, per Firenze, è unire l’attenzione alla quotidianità con il gusto della meraviglia.

4. Siamo qui per questo
Ciascuno oggi ha di fronte a sé non soltanto la verifica di un anno che per quello che ci riguarda è stato un anno difficile, ma emozionante, un anno di cui ci portiamo nel cuore non soltanto le cose belle, ma anche le difficoltà. Penso innanzitutto alle difficoltà occupazionali, a chi passerà il Natale 2009 in cassa integrazione, a chi nel Natale 2009 vive un momento di difficoltà economica perché il mondo come lo conoscevamo prima sta mostrando tutti i suoi limiti. A tutti costoro va la vicinanza mia personale e di tutta la città, ma va anche la convinzione che Firenze ce la possa fare, che il tempo di Firenze, come ha scritto il Vescovo arrivando in città, non è il passato, ma l’ora di Firenze appartenga al futuro. Credo che sia questo il messaggio che dobbiamo dare a tutti e a ciascuno in questo momento. Sarà bello provarci, tutti insieme. Ci piace una città che accoglie le sfide di tutti, che dà un’opportunità a tutti. E che non si mette a lamentarsi di ciò che c’è. Noi dobbiamo migliorare e i primi a dover cambiare siamo proprio noi che siamo i politici e gli amministratori di questa città, i depositari del più grande sogno di cui siamo innamorati: il sogno di Firenze. Però dobbiamo cambiare tutti e fatemi dire grazie a ciascuno di noi se riusciremo a tentare di uscire dalla logica del piagnisteo e della lamentela e provare a mettersi in gioco perché l’ora di Firenze sia l’ora del futuro. Mario Luzi terminava quella sua lirica da San Miniato, dicendo:
“Non può essersi spento o languire troppo a lungo sotto le ceneri l’incendio. Siamo qui per ravvivarne col nostro alito le braci, chè duri e si propaghi, controfuoco alla vampa devastatrice del mondo. Siamo qui per questo. Stringiamoci la mano, sugli spalti di pace, nel segno di San Miniato”.
Mi colpisce che per il calendario liturgico San Miniato sia il 25 ottobre, il giorno della pedonalizzazione di piazza Duomo, mi piace l’idea che con le parole di Mario Luzi, e con il pensiero di chi è riuscito davvero a stellare la notte, Firenze entri nel 2010 con il grande orgoglio di appartenere ad una storia straordinaria, con la passione e l’impegno di chi crede che questa storia debba essere lanciata nel futuro, ma soprattutto con la convinzione che questo mondo, questo nostro pianeta, che ha bisogno di vedere levati alti i pensieri e stellata forte la notte, ha un disperato bisogno di Firenze. Il mio augurio, l’augurio del Sindaco è che la nostra città sia all’altezza della bellezza di questa sfida.

Buon Natale e Buon Anno a tutti.

Matteo Renzi

P.S. Vi aspetto nelle piazza per Capodanno…
www.capodanno2010firenze.it

Il cordoglio del sindaco Renzi e della città di Firenze per la scomparsa di Chiappella

dicembre 28, 2009 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Giuseppe_Chiappella“Con Chiappella se ne è andata una delle bandiere della Fiorentina, prima da calciatore e poi da allenatore”. Così il sindaco Matteo Renzi ricorda Giuseppe Chiappella morto sabato all’età di 85 anni a Milano.
Con il club viola vinse da giocatore il primo storico scudetto nella stagione 1955-1956, mentre da allenatore vinse due Coppe Italia, una nel 1961 e l’altra nel 1966, e la Coppa delle Coppe nel 1961.
“La città è vicina alla famiglia dello sportivo che ha passato gran parte della sua carriera a Firenze – ha detto il sindaco -. Esprimo le mie sentite condoglianze e della comunità fiorentina per la scomparsa di Beppe”.
“La sua morte lascia un vuoto nel mondo calcistico fiorentino – ha concluso Renzi -. Nonostante fosse malato da tempo Chiappella è rimasto legato fino all’ultimo a Firenze e alla Fiorentina, commentando le imprese della squadra”.

Il sindaco Renzi al pranzo di Natale a Montedomini

dicembre 28, 2009 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

montedominiFesta per 160 persone, tra anziani e loro familiari, al Centro servizi Montedomini, dove giovedì scorso c’è stato il tradizionale pranzo di Natale, al quale hanno partecipato anche il sindaco Matteo Renzi e l’assessore alle politiche sociosanitarie Stefania Saccardi. Tra gli altri, c’erano il direttore di Montedomini Anna Laura Abbamondi, il parroco della parrocchia di San Ferdinando a Montedomini Don Rocco, la responsabile dei servizi socio assistenziali Marta Meoni e la responsabile del personale Elisabetta Vivoli.

“Per portare gli auguri della città ho scelto due luoghi simbolici – ha detto il sindaco Renzi -: l’ospedale pediatrico Meyer, dove lunedì scorso sono stato a trovare i bambini ricoverati nel reparto di oncoematologia, e Montedomini. Due luoghi dove teniamo insieme l’attenzione ai bambini e agli anziani. Credo che questo sia il modo più bello per dirci che questo Natale e il Nuovo Anno siano l’occasione per rimettere in moto la speranza”.

Il menù, preparato dallo chef di Montedomini Massimiliano Bucci, prevedeva antipasto toscano classico, tortelli di patate al sugo di carne, arista con funghi, spinaci saltati e patate arrosto, vino di Montalcino, acqua e caffè. Come dolce, il maxi panettone da 10 chili offerto dal sindaco Renzi, che l’ha tagliato e servito ai tavoli.

Il pranzo è stato allietato dalla musica e dal karaoke. Alcuni ospiti si sono addirittura esibiti cantando le canzoni della loro gioventù.

Iniziata la demolizione dell’ex scuola Caterina de’ Medici

dicembre 28, 2009 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

renzi scuolaÈ iniziata mercoledì scorso la demolizione della ex scuola Caterina de’ Medici in viale Guidoni. Al posto della struttura sorgerà un giardino.
All’avvio dei lavori erano presenti il sindaco Matteo Renzi e gli assessori ai lavori pubblici Massimo Mattei e alle politiche sociosanitarie Stefania Saccardi.
L’intervento di abbattimento dell’edificio è stato preceduto da una operazione di pulizia e rimozione delle masserizie presenti in grande quantità all’interno. Quattro le ditte impegnate nello sgombero preliminare alla vera e propria demolizione: la Cooperativa di Rifredi che si è occupata della rimozione dei materiali contenuti nella struttura; il Quadrifoglio invece effettuerà il conferimento degli scarti in discarica; la ditta Eredi Sabini incaricata di realizzare la chiusura dell’edificio e la ditta Migliorini Piero che invece effettuerà la chiusura in rete metallica delle finestre al piano terra.
Le operazioni di demolizione (effettuate dalla ditta Vangi Faliero) andranno avanti sette giorni lavorativi.

Il sindaco Renzi alla Pergola per gli auguri di Natale all’Aci

dicembre 28, 2009 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

aci Per il Natale 2009 l’Aci (Automobile club d’Italia) di Firenze ha regalato ai suoi soci la possibilità di assistere al Teatro della Pergola all’operetta “Cin-Ci-Là” di Carlo Lombardo.
Ad assistere allo spettacolo c’erano oltre 900 soci, ai quali il sindaco Matteo Renzi ha portato il saluto e fatto gli auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo.
La rappresentazione, fra le più celebri del genere operettistico, è stata eseguita dalla Compagnia italiana di operette.
La storia è ambientata a Macao, in Cina, nel periodo detto dello Ciun-Ki-Sin che mette al bando ogni divertimento e lavoro fin quando il matrimonio di un membro della casa reale non viene consumato. Fra giochi e i psicodrammi tipici dell’operetta, saranno la bella attrice francese Cin-Ci-Là seguita dal suo spasimante Petit-Gris a insegnare “rispettivamente” al giovane e un po’ distratto principe Ciclamino e alla principessa Mjosotis i piaceri e i doveri del matrimonio interrompendo un Ciun-Ki-Sin troppo lungo.

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