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In visita tra le scuole della città

agosto 31, 2009 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

A settembre inizierà l’anno scolastico. Faremo alcuni incontri con i nostri insegnanti e poi ho promesso che per il primo anno visiterò tutte le scuole della città. Lo farò molto volentieri perché penso che i bambini siano cittadini a tutti gli effetti, a prescindere dall’età, e abbiano il diritto di essere ascoltati e coinvolti. E perché credo, fortissimamente credo, nella scuola come straordinaria palestra di crescita e di libertà. Dagli asili nido, che a Firenze sono di ottimo livello ma non riescono a soddisfare le richieste di tutte le famiglie, alle ragazze e ai ragazzi delle superiori vorrei che ciascun studente di questa città si sentisse fiero di imparare nella città del genio e della creatività. È chiaro che noi dobbiamo offrire strutture e progetti degni di questo nome. Il tour scuola per scuola, classe per classe, sarà lungo e impegnativo ma credo molto utile per rendersi conto della situazione scolastica cittadina, ma anche e soprattutto per dimostrare agli studenti che la città ha voglia e bisogno di credere in loro e nel loro futuro.

Siamo la città del fiore, non la città del cemento.

agosto 31, 2009 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Mi hanno chiesto qual è la scelta più importante che immagino di fare sull’urbanistica, tra Novoli e Castello, tra il centro e la periferia. Penso che la vera scelta sull’urbanistica, quella che potrà cambiare la città sia il progetto 10 minuti: consentire a ogni fiorentino di avere a meno di 10 minuti un giardino, uno spazio verde, un’oasi di socialità e di respiro. Siamo la città del fiore, non la città del cemento. E in questo senso la vera sfida è gestire in modo qualificato e coordinato le aree di verde pubblico, aprire e chiudere i giardini con gli stessi orari, consentire servizi per i bambini (mi sono rimaste in mente alcune immagini del giardino sul Lungarno di Santa Rosa, per esempio, dove dobbiamo intervenire rapidamente insieme al Quartiere). Costruire una piazza in più, aprire varchi di dialogo e di confronto, creare occasioni di lotta all’individualismo sfrenato del nostro tempo. Questa è l’idea dell’urbanistica. Tutto il resto viene dopo. Viene dopo il dibattito su come recuperare i contenitori dismessi (molto più importante recuperare che costruire, ma il Governo deve dare regole certe e chiare e garantire a Firenze una corsia preferenziale, come si era impegnato a fare Berlusconi: che dite, sono un illuso a credere alla parola del Presidente del Consiglio?). Viene dopo il dibattito su cosa costruire di nuovo e su come farlo (il tema del risparmio energetico è fondamentale!!! Vi ricordate lo scorso anno la vicenda del cubo di ghiaccio in Piazza della Repubblica? Cliccate qui se non ricordate…). Tutto il resto viene dopo il progetto 10 minuti e la grande sfida per riprenderci l’Arno e le Cascine.

Enews 283, sabato 29 agosto 2009

agosto 29, 2009 by Matteo Renzi · 3 Comments 

Ha tanti volti l’estate che sta finendo. Ha il volto di una donna che combatte per la libertà come Aung San Suu Kyi, la cui immagine in queste ore è affissa dal terrazzino di Palazzo Vecchio (foto). Ha il volto di Usain Bolt, il velocista giamaicano che ha superato ogni limite ai mondiali di atletica, sia sui 100 che sui 200 metri. Ha il volto di Clotilde, la ragazza francese incarcerata contro ogni logica in Iran. Ha il volto dei cinque sopravvissuti alla strage dei barconi della morte, dove più di 70 persone non ce l’hanno fatta: ci leggiamo i volti di persone stravolte dal dolore laddove probabilmente qualcuno vede solo i volti di pericolosi clandestini. Ha il volto di una scrutatrice afghana col burqa e ha il volto di una ragazza in bicicletta a Berlino come dice questo bell’articolo di Daria Bignardi. Ha il volto dei tanti anziani soli delle nostre città, vera emergenza di questo tempo, poco sottolineata dai media e dal dibattito politico. Ha il volto vincente e sereno di Federica Pellegrini e ha il volto angosciato e devastato dei (pochi) religiosi sopravvissuti alla violenza in Pakistan.
Ha davvero tanti volti l’estate che sta finendo e sarebbe bello parlarne e confrontarsi. Ma abbiamo da concentrarci sulle questioni fiorentine, naturalmente. Anche perché è stato un periodo che ho vissuto con grande intensità e mi spiace solo non aver trovato il tempo per aggiornarvi settimanalmente con le enews. Da settembre proveremo a darci un metodo nuovo: per me è davvero utile e importante mettere per iscritto le impressioni, le riflessioni, le sensazioni di questo cammino ma soprattutto è fondamentale leggervi, dialogare per email, raccogliere suggerimenti e critiche. Scusate se sono un po’indietro sulle risposte, ma vi garantisco che leggo personalmente tutto quello che “il popolo delle enews” invia. E sono grato a tutti e ciascuno perché quando c’è da percorrere un tratto di strada, sapere che stiamo camminando insieme incoraggia e dà forza.
La nuova email la conoscete: sindaco@comune.fi.it
Sono due i grandi obiettivi che stanno segnando le prime scelte della nuova amministrazione:
I. Vogliamo innanzitutto una città che ti metta nelle condizioni di dare il meglio. Di esprimere il meglio di quello che sei, di quello che hai, di quello che pensi. Firenze è stata grande nella storia quando ha reso possibile l’esplosione delle intelligenze, delle fantasie, dei sogni più arditi. Firenze ha avuto una missione quando non si è accontentata della normalità, quando non si è adagiata sulla mediocrità. Quando ha liberato le energie, non quando ha incanalato ogni sforzo. Bisogna puntare in alto, dunque.
II.  Puntare in alto ma fiutare in basso. E allora ecco che il secondo obiettivo, parallelo al primo, diviene una città che stia attenta alle piccole cose, alla quotidianità, alla concretezza del giorno dopo giorno. Che sia più pulita e abbia più cura per se stessa. Che sia più ordinata e precisa nei propri cantieri.

Il clima che respiriamo in città mi sembra di disponibilità e attesa. In tutta la campagna elettorale mi sono sentito ripetere: “Sono tutte chiacchiere, il giorno dopo le elezioni sparirai come spesso fanno i politici”. Spero che le prime scelte e la passione che stiamo mettendo in campo dimostrino che non è così. Vedremo. In ogni caso credo che incuriosisca molto la scadenza del 26 ottobre: mostrare pubblicamente quante cose sono state fatte, in che tempi e in che modo continuare il lavoro. E che sia apprezzata una certa coerenza che abbiamo mostrato in questi primi giorni tra ciò che dicevamo prima e ciò che stiamo facendo adesso. Qualcuno si lamenta perché stiamo facendo troppe cose e cambiando troppo velocemente, ma chi lo dice forse dimentica che ci hanno eletto proprio per questo! So perfettamente che proprio quei fiorentini che oggi ti guardano con benevolenza saranno i primi a saltarti addosso al primo errore, alla prima curva presa male, alla prima buccia di banana. Per questo ritengo che la soluzione più seria per noi sia continuare a lavorare a viso aperto, mettendosi in gioco senza se e senza ma.

Segnalo quindi alcuni appuntamenti in vista del 26 ottobre.

Il 12 settembre l’Europa celebra la giornata del vicinato. Una sorta di festa delle relazioni sociali, dei rapporti intercomunali, nata da un’idea francese di qualche anno fa. Mi è sembrata un’ottima occasione per proporre una mattinata di pulizia della città, alla luce di una lettera che mi ha scritto Andrea, un bambino di nove anni che sta in via Montebello. Andrea ha chiesto che tutti insieme potessimo provare a dare una mano per pulire Firenze. Mi è sembrata una lettera molto bella e il 12 settembre ho invitato tutti i fiorentini a munirsi di spazzolone e granata (se è la giornata della pulizia di Firenze, bisogna dire granata, non scopa) e darci una mano. Pulire un marciapiede, riverniciare un muro, segnalare una buca, eccetera… Naturalmente l’invito è rivolto a tutti, maggioranza e opposizione, consiglieri e assessori, associazioni e privati cittadini.
È un piccolo gesto, intendiamoci: per pulire la città ci sono i soggetti incaricati. Ma è un simbolo che ci consente di mostrare anche simbolicamente quanto vogliamo prenderci, tutti insieme, cura della città.
La mia proposta ha suscitato immediatamente polemiche (strano!). Se molte persone hanno offerto un’adesione entusiasta alla proposta del Comune (e di Andrea), altri hanno teorizzato una riflessione ineccepibile: “Caro Sindaco, noi paghiamo le tasse, le paghiamo al Comune, il Comune pulisca e ci offra il servizio decente che meritiamo. Ci dia un servizio, non ci chieda una mano” per arrivare a una gentile amica, che dopo avermi visto al Tg3 proporre a tutti di scendere in piazza con la granata, mi ha suggerito un luogo non particolarmente elegante dove riporre la suddetta granata perché “Il Sindaco sei tu, la città la pulisci tu”.
La dico in questo modo, può sembrare una banalità e forse lo è: io all’iniziativa del 12 settembre credo davvero.
È ovvio che il Comune non possa chiedere ai cittadini di pulire e basta. È ovvio che chi paga le tasse abbia diritto a un servizio. È ovvio che il Comune debba arrivare al 12 settembre prendendo degli impegni: individuando due zone campione dove pulire a fondo con tecniche nuove, due aree sperimentali per immaginare la Firenze limpida e splendente nel giro di un anno (indovinate che aree abbiamo scelto? Due tra le meno pulite: Via Palazzuolo e il mercato di San Lorenzo. Non ci piace vincere facile, insomma…). E per il 12 settembre presenteremo un metodo di lavoro nuovo, un’illuminazione diversa, un’organizzazione dei cassonetti profondamente cambiata, un accordo nuovo per la pulizia dei tombini…
Inoltre metteremo on-line un servizio per cui ogni cittadino potrà indicare un problema (un muro sporco, una buca, una strada in difficoltà, una zona sudicia) e sarà inserito in un database che chiunque potrà controllare. E se io segnalo la buca si saprà chi è il funzionario del Comune che l’ha presa in carico, quanto tempo impiega per ripararla, a chi telefonare se ci sono problemi: insomma, massima tracciabilità e trasparenza.
Al 12 settembre, dunque, il Comune arriverà prendendo degli impegni e non solo chiedendo una mano ai cittadini. Ma io penso che sarà vera lotta al degrado quando la faremo tutti, e tutti insieme. E che il rapporto tra l’Amministrazione e la gente non si possa esaurire in una dimensione di pura e semplice utenza ma investa un’idea nuova di cittadinanza.
Per cui spero che il 12 settembre i cittadini siano protagonisti. Mi piace azzardare: spero che ci siano 1.000 granate sparse per la città. E che chi ha voglia di cambiare Firenze, si metta in gioco in prima persona. Non semplicemente stando alla finestra a guardare.
Sbaglio? Aspetto volentieri le vostre opinioni: sindaco@comune.fi.it

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Nello stesso periodo inizierà l’anno scolastico. Faremo alcuni incontri con i nostri insegnanti e poi ho promesso che per il primo anno visiterò tutte le scuole della città. Lo farò molto volentieri perché penso che i bambini siano cittadini a tutti gli effetti, a prescindere dall’età, e abbiano il diritto di essere ascoltati e coinvolti. E perché credo, fortissimamente credo, nella scuola come straordinaria palestra di crescita e di libertà. Dagli asili nido, che a Firenze sono di ottimo livello ma non riescono a soddisfare le richieste di tutte le famiglie, alle ragazze e ai ragazzi delle superiori vorrei che ciascun studente di questa città si sentisse fiero di imparare nella città del genio e della creatività. È chiaro che noi dobbiamo offrire strutture e progetti degni di questo nome. Il tour scuola per scuola, classe per classe, sarà lungo e impegnativo ma credo molto utile per rendersi conto della situazione scolastica cittadina, ma anche e soprattutto per dimostrare agli studenti che la città ha voglia e bisogno di credere in loro e nel loro futuro.

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Saranno anche i giorni in cui inizierà la discussione sulle grandi sfide urbanistiche (ci sarà un Consiglio comunale, non so ancora bene che giorno perché non dipende da noi, in cui ragioneremo di tramvia, alta velocità, stadio & company).

Mi hanno chiesto qual è la scelta più importante che immagino di fare sull’urbanistica, tra Novoli e Castello, tra il centro e la periferia. Penso che la vera scelta sull’urbanistica, quella che potrà cambiare la città sia il progetto 10 minuti: consentire a ogni fiorentino di avere a meno di 10 minuti un giardino, uno spazio verde, un’oasi di socialità e di respiro. Siamo la città del fiore, non la città del cemento. E in questo senso la vera sfida è gestire in modo qualificato e coordinato le aree di verde pubblico, aprire e chiudere i giardini con gli stessi orari, consentire servizi per i bambini (mi sono rimaste in mente alcune immagini del giardino sul Lungarno di Santa Rosa, per esempio, dove dobbiamo intervenire rapidamente insieme al Quartiere). Costruire una piazza in più, aprire varchi di dialogo e di confronto, creare occasioni di lotta all’individualismo sfrenato del nostro tempo. Questa è l’idea dell’urbanistica. Tutto il resto viene dopo. Viene dopo il dibattito su come recuperare i contenitori dismessi (molto più importante recuperare che costruire, ma il Governo deve dare regole certe e chiare e garantire a Firenze una corsia preferenziale, come si era impegnato a fare Berlusconi: che dite, sono un illuso a credere alla parola del Presidente del Consiglio?). Viene dopo il dibattito su cosa costruire di nuovo e su come farlo (il tema del risparmio energetico è fondamentale!!! Vi ricordate lo scorso anno la vicenda del cubo di ghiaccio in Piazza della Repubblica? Cliccate qui se non ricordate…). Tutto il resto viene dopo il progetto 10 minuti e la grande sfida per riprenderci l’Arno e le Cascine.
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Il 27 settembre, giorno in cui da Piazza della Signoria partirà Corri La Vita, il Palazzo Vecchio ospiterà un’iniziativa alla quale tengo molto. Penso che occorra qualche scelta simbolica per restituire la città ai fiorentini. Una sulla quale mi ero impegnato in campagna elettorale partirà proprio domenica 27 settembre: una volta al mese i cittadini fiorentini potranno entrare gratis a fare visite guidate molto belle e particolari in Palazzo Vecchio. E vedere Palazzo Vecchio come non lo vediamo da tempo: riportando gratis i fiorentini a casa propria.
La giornata del fiorentino si terrà anche il 25 ottobre, il 22 novembre e il 20 dicembre.
Spero che non sia lontano il giorno in cui potremo fare la stessa cosa anche agli Uffizi (che sono altrettanto casa nostra, se pensiamo all’Elettrice Palatina e al suo lascito), a Pitti e all’Accademia. In attesa che provvedimenti nazionali ci autorizzino in questo senso, partiamo noi come Comune. Appuntamento al 27 settembre, dunque, per la giornata del fiorentino (e per Corri la Vita, naturalmente!).

Vi risparmio gli appuntamenti di ottobre (oltre a confermare i mercoledì del cittadino e i giri nei quartieri abbiamo anche in programma un doppio impegno internazionale, in Europa – Madrid, Parigi – e negli Stati Uniti per chiudere alcuni accordi internazionali significativi: Firenze non si ferma a Sorgane o a Castello, non dimentichiamocelo mai), ma già da adesso vi raccomando l’assemblea del 26 ottobre (ore 21 al Teatro del Maggio).
Per vedere cosa abbiamo fatto in questi giorni rimando al sito www.matteorenzi.it oppure per chi ha Facebook alle mie pagine (ho raggiunto il limite di 5.000 amici, ma stiamo aggiornando anche la pagina ufficiale, appena riaperta). Troverete le foto e i comunicati dei vari incontri di questo periodo, dal tour antidegrado (“Alla ricerca della transenna perduta”, ha titolato qualcuno. Capisco le ironie, ma intanto ne abbiamo tolte un centinaio. E contiamo di levarne 500 da qui al 26 ottobre: devono restare solo quelle necessarie perché una transenna è l’immagine plastica della divisione e del brutto) all’iniziativa a Cortina con Alemanno e Bruno Vespa alla cerimonia per la Liberazione di Firenze dell’11 agosto con il presidente dell’ANPI Silvano Sarti e con Nedo Fiano, alle varie interviste rilasciate in questo mese di agosto (le ultime in ordine di tempo sono L’Unità nazionale, Il Giornale della Toscana e La Nazione sulla questione dei cinema). Come sempre se mi fate sapere quello che ne pensate mi fate felice. L’email è sindaco@comune.fi.it.

Un caro saluto,
a presto e buon rientro
Matteo
www.matteorenzi.it

P.S. Il prossimo appuntamento con le enews è giovedì 10 settembre.

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Berlino, la città dove le ronde le fanno le ragazze in bicicletta.

agosto 29, 2009 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

La capitale tedesca si prepara a festeggiare i vent’anni della caduta del Muro

Daria Bignardi, mercoledì, 19 agosto 2009

Anche quest’anno a Berlino ci sono moltissimi turisti italiani. Berlino è diventata la terza città più visitata d’Europa, dopo Roma e Parigi. E le sue due anime ormai convivono opposte e complementari, quella che si occupa del futuro e quella che viene dal passato. Berlino è la nuova capitale d’Europa, soprattutto da quando la crisi finanziaria ha indebolito la concorrenza di Londra, e ogni giorno di più rafforza il suo potere politico, economico e culturale (nell’esempio più recente sta esaltando e accogliendo con grande partecipazione i Mondiali di atletica leggera), e inventa nuove parti di sé. Non è canonicamente bella come Londra, o Parigi, o Roma. È troppo nuova per esserlo. Ma Berlino è stata il luogo di tutta la storia europea del Novecento, e anche questo si manifesta visibilmente nei luoghi della città, simbolici o rilevanti.

E adesso arrivano due scadenze importanti per queste due Berlino. La capitale della Germania riunificata aspetta insieme al resto del Paese le elezioni di settembre, per vedere se la coalizione di Angela Merkel sarà riconfermata come maggioranza di governo. Molti dicono che l’idea della grosse koalition tra i due maggiori partiti rivali non fu un’estemporanea e bislacca invenzione da emergenza, ma il logico frutto di un atteggiamento pragmatico e concreto. Non capitò per caso, insomma, e se servirà ancora, ricapiterà. Ma passato questo impegno, Berlino si dedicherà a una celebrazione storica, quella dei vent’anni della caduta del Muro, il prossimo novembre. Mancano solo tre mesi, e al Museo del Checkpoint Charlie ci sono già le scolaresche che prendono appunti.

Il Muro è una storia unica e pazzesca. E contiene dentro di sé mille storie uniche e pazzesche. Stanno riaffiorando in questa vigilia di ricordi: molte riguardano chi cercò con coraggio e fantasia di superarlo, sia chi ci riuscì, sia chi fu ucciso provandoci. Tra le seconde, quella simbolica e mai raccontata abbastanza, è quella del diciottenne Peter Fechter, che fu lasciato morire dissanguato nella terra di nessuno tra l’Est e l’Ovest dopo essere stato colpito dagli spari delle guardie. Tra le storie di chi ce la fece, le più commoventi sono forse quelle di chi cercava di portare in salvo tutta la propria famiglia e i bambini, mettendoli in pericolo pur di toglierli da un futuro dentro la Ddr. Due di queste famiglie, i Wetzels e gli Strlzycks, prepararono a lungo un piano da film (la Disney ci fece in effetti un film, Fuga nella notte, con John Hurt, nel 1981). Comprarono per mesi piccoli pezzi di stoffa per non destare sospetti e pazientemente li cucirono assieme creando un pallone. Poi costruirono un cestello di ferro e misero assieme quattro bombole di gas per gonfiare e sollevare la loro mongolfiera. Il volo fu rocambolesco e l’atterraggio precipitoso e violento, ma la leggenda vuole che le prime parole dei poliziotti che li raggiunsero siano state per loro meravigliose: «Siete a Ovest».

Le fotografie mentre posano insieme al loro accrocchio, con le acconciature anni Settanta e i bambini che ridono come una qualunque famiglia in gita domenicale, sono formidabili. Come quelle dei bambini agganciati a carrucole e gettati da un lato all’altro del Muro, delle ragazze in minigonna nascoste in una valigia, nel doppiofondo di un portabagagli, in una cassa. O i visi sorridenti e felici di uomini baffuti che hanno scavato un tunnel per giorni e giorni, che per mesi e anni hanno progettato come un sogno folle. Solo vent’anni fa. Oggi Berlino è piena di giovani, è la più giovane delle città. Ha superato molti problemi e ha ancora dentro l’energia e lo stupore di quei tedeschi dell’Est che, crollato il Muro, andarono a visitare il KaDeWe, il grande magazzino più importante e lussuoso di Berlino. Oggi a Berlino Est ci sono i quartieri più affascinanti e alla moda, con piccoli viali circondati da ciliegi e negozi e caffè pieni di grazia. Ci sono parchi dove camminare di notte, accendere un falò, guardare le stelle sdraiati sul bordo di una fontana. Puoi camminare per giorni, a Berlino, anche di notte, senza vedere un poliziotto (altro che ronde) ma solo ragazze in bicicletta e sandali che pedalano con l’iPod nelle orecchie.

Su Vanity Fair n.34/2009

la nazione 2

agosto 29, 2009 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

la nazione

agosto 29, 2009 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

“Ho una strategia per salvare i cinema”

agosto 24, 2009 by Matteo Renzi · 3 Comments 

Articolo di Giovanni Bogani, pubblicato su La Nazione del 23 agosto 2009

Il cinema sta a cuore ai fiorentini. Che vivono la morte delle sale del centro, e di altre nell’area metropolitana, come un grosso problema. Ognuno ha una sua idea, sulle cause di questo disfacimento. Firenze può permettersi di perdere i suoi cinema? La cosa riguarda tutta la città. Per questo, abbiamo posto alcune domande al sindaco.

Matteo Renzi, come si salva il cinema a Firenze?
«I dati sono drammatici, il problema non lo sottovaluto affatto. Il punto è: bisogna uscire dall’improvvisazione. Avere una strategia. Il problema dei cinema in centro, per esempio, è legato ai problemi di sicurezza, illuminazione, vivibilità dei quartieri. Un esempio: via Faenza, dove c’era il Ciak, adesso è luminosa e vivibile. Il cinema Ciak era stato costretto a chiudere per il degrado del quartiere intorno. Adesso è fondamentale che riapra».

Quali provvedimenti pensa di adottare come sindaco?
«Anzitutto, il problema lo gestirò in prima persona. Ho già incontrato alcuni esercenti di cinema, il presidente dell’Anec Maurizio Paoli, il responsabile della Giglio Matteo Nenciolini e altri. Il 26 ottobre vareremo il progetto `Vola al cinema’. Ma già all’inizio di settembre incontreremo tutti gli addetti ai lavori, insieme al vicesindaco e all’assessore alla cultura».

Parliamo di temi specifici. Per esempio, il vincolo che impedisce ad alcune sale la conversione in altre attività. Resterà?
«Assolutamente sì. Nessuno si sogni di farci case, nei cinema chiusi! Il vincolo per le sale del centro resterà. Il caso del cinema Arlecchino, senza quel vincolo perché faceva attività `a luci rosse’, è grave: in una posizione preziosa, di fronte a Ponte Vecchio, sta per diventare un supermercato con una semplice di dichiarazione di inizio attività. Ma alle parti in causa ho chiesto di ragionare e spero che la partita non sia finita».

Il Multiplex di Novoli, ora bloccato dalla magistratura. Se nascesse un Multiplex di quelle dimensioni – nove sale – gli altri esercenti dicono che potrebbero fare festa. Ma c’è chi ha parlato, anche nella sua giunta, di trattative per ridurre il numero delle sale e aprire il cinemone.
«No. In urbanistica non si tratta: si disegna una città, poi si applica il disegno, rispettando le leggi. Comunque la vicenda Multiplex è molto complessa. La seguiremo».

La casa del cinema. Il luogo per le anteprime, i festival a Firenze. Quale sarà? L’AIfieri, di proprietà del Comune, è stata per vent’anni ‘casa del cinema’ senza questo nome: con i lavori di ristrutturazione dovrebbe migliorare. Ma la Regione ha individuato la casa del cinema in un’altra sala, l’Odeon.
«E’ chiaro che io tengo molto al cinema del Comune. Ma nei prossimi giorni vedrò il presidente della Regione e parleremo anche di questo».

Per non far morire i cinema esistenti si possono individuare sgravi fiscali, detrazioni dall’Ici, abbattimento di altre tasse?
«Ne parleremo con gli operatori all’inizio di settembre».

Giorni fa lei ha detto: un trippaio serve più di dieci vigili per tenere in ordine una strada. Un’attività radicata nel territorio svolge un controllo sociale: la criminalità non attecchisce. Un cinema svolge questo lavoro in modo ancora più forte, essendo aperto la sera. Non crede?
«Senza dubbio. E sono consapevole del fatto che certi cinema reggano una piazza intera, come il Flora per piazza Dalmazia».

I trasporti. In molte sale la gente non ci va perché non sa come andarci. Non può parcheggiare, per esempio, per le sale del centro. Ma mancano posti auto anche al cinema Adriano. Lì c’è l’ipotesi di usare il parcheggio della Coop, spesso semivuoto, per gli spettatori di cinema. Che ne pensa?
«Mi piace l’idea di offrire i parcheggi dei supermercati per iniziative serali e notturne. Agevolerebbe di molto il trasporto e il parcheggio privato senza danneggiare la residenza».

Le linee notturne dei bus (o dei tram futuri): se finiscono tutti a mezzanotte e venti, Io spettatore che va all’ultimo spettacolo resta a piedi.
«E’ necessario far funzionare il trasporto pubblico notturno: ci serve una rivoluzione. Illuminazione, pulizia, decoro. Persone `tranquille e normali’ che stiano fuori la sera. E se c’è questo, impossibile non prevedere un trasporto pubblico notturno, eventualmente anche a chiamata come succede in molte città nel mondo».

Ha idee concrete per cosa andrebbe fatto in tutti gli enormi scatoloni ex cinema del centro? Goldoni, Teatro della Compagnia, Apollo, Supercinema, Ariston, Eolo…
«La grande sfida della città non è costruire ancora, ma recuperare. E i contenitori dismessi in questo senso sono la principale opportunità. Ovviamente non riusciremo a salvare tutte le strutture oggi chiuse. Ma sono certo che se abbiamo un disegno unitario e coerente, ridiamo uno spazio di freschezza e libertà alla città».

“Chiuso in sé e arroccato in difesa: il Pd così non va”

agosto 20, 2009 by Matteo Renzi · 3 Comments 

Articolo di Pietro Spataro, pubblicato su L’Unità del 20 agosto 2009

«No, no, non mi chieda nulla del congresso del Pd perché non dico nulla». Matteo Renzi ci accoglie così, in jeans e camicia a righe, nella sua stanza da sindaco a Palazzo Vecchio. «Vede – dice sedendosi – questa è la sedia che ha sostituito quella che era costata duemila euro e che ho rimandato indietro. Certo, su questa a dir la verità si suda un po’…». Sulla sfida Bersani-Franceschini-Marino non vuole dire una parola ma sul Pd alla fine si lascia andare. Ed è uno sfogo. Quasi un atto di accusa. «Siamo sempre in difesa, siamo vittime della malattia devastante dell’autoreferenzialità». E sul futuro di Firenze fa un annuncio importante: «La tramvia del Duomo? Meglio la pedonalizzazione…»

Allora, sindaco, questo Pd sta messo male?
«Guardi sono appena stato a Cortina a un dibattito con Alemanno. Il pubblico era un po’ mondo leghista e un po’ mondo dei vip. Ho detto loro con nettezza che occorre capire le ragioni degli immigrati che vengono in Italia. Sa che é successo? Mi hanno fischiato. Segno che ho colpito giusto. Ecco, se giochi in contropiede loro vanno in difficoltà».

E Il Pd non gioca in contropiede?
«Ma per carità. Faccio un altro esempio. Se sulla sicurezza dici che, invece di privatizzare il controllo, bisogna dare i soldi alla polizia metti a nudo una debolezza del governo. Pensi che la polizia scientifica di Firenze ha 1500 euro di budget l’anno. Millecinquecento euro. E negli uffici hanno ancora la stampante a aghi.. Ma noi queste cose non le diciamo».

Ma perché secondo lei li Pd è così rauco?
«Ma perché sono tutti impegnati nel dibattito congressuale, in cui se Bersani dice A Franceschini dice B e viceversa. È una dialettica surreale».

Insomma è un bel disastro?
«Sì le cose non vanno. Però me lo lasci dire: è sempre meglio il nostro modo di fare che quello della destra. Ad Alemanno l’ho detto: meglio da noi che da voi dove andate avanti a forza di acclamazione».

Ma il centrosinistra che cosa deve fare per reagire?
«Abbiamo bisogno di prendere in mano i temi veri del paese. O ci apriamo all’esterno e ci rimettiamo in gioco oppure andremo male e vinceranno sempre i cooptati, quelli che sono succubi del leaderino di turno. Basta con il mondo autoreferenziale. L’autoreferenzialità è una malattia devastante. Vede, Berlusconi riesce a mascherare i suoi problemi, lui è il campione della sopravvivenza politica. Lui parla all’esterno. Noi siamo professionisti della discussione interna».

Un quadro fosco, Sembra quasi non ci siano speranze…
«No, affatto. Sta maturando invece nel Paese un gruppo nuovo, che non è fatto solo di giovani, che alla fine manderà a casa Berlusconi. Dobbiamo ricordarci che dopo le primarie del 25 ottobre la finale la giochiamo con la destra e non tra di noi. Però smettiamola di stare sempre in difesa, schiacciati nell’area di rigore…»

Vediamo le cose che non vanno. La sicurezza, per esempio. Che ne dice delle scelte dei governo?
«Io dico che se mi mandano i militari e mi liberano un po’ di poliziotti va anche bene. Ma la sicurezza non la garantisci con le camionette nelle strade, non possiamo permettere che si restringa la libertà. Dovremmo avere il coraggio di dire: siamo noi il vero popolo della libertà».

Le ronde…
«Una boiata pazzesca come direbbe Fantozzi. È un tentativo demagogico di fomentare la paura senza risolvere nulla. Non possiamo accettare il proliferare di questo rambismo in miniatura. Sostenere per legge che il clandestino è un criminale è inaccettabile. Allora: possiamo dire che la responsabilità di questo dramma della sicurezza che non va e della giustizia che fa acqua da tutte le parti non è nostra?»

In qualche modo sono cose che dicono i vescovi…
«Ecco appunto, in Italia sembra ci sia solo la Chiesa a fare opposizione. E intanto noi del Pd non riusciamo a parlare al mondo cattolico che avrebbe tutti gli argomenti per stare con noi».

Sindaco, lei che è iI campione delle primarie pensa che per favorire il ricambio bastino o serve una nuova legge elettorale?
«Le primarie vanno bene. Ma io dico che chiunque sarà il segretario del Pd deve battersi per fare una nuova legge al posto della “porcata”. Quale? Decidano liberamente, l’importante è che si garantisca il rapporto tra elettore e eletto. Nel nostro Parlamento ci sono persone che farebbero fatica ad essere elette persino in una bocciofila».

Che ne dice del lavoro di sindaco dopo due mesi?
«Un bel lavoro. Vedremo i frutti in seguito. Abbiamo lanciato una sfida ambiziosa: quella di declinare Firenze al futuro e non più al passato. Su questo mi gioco la carriera e credo ne valga la pena».

E quel brutto progetto del tram che sfiora il Duomo?
«Vedrà che finirà tutto con il buonsenso. Sono stati fatti degli errori e oggi serve la trasparenza assoluta. lo le dico che tra Piazza del Duomo così com’è adesso, con 1850 auto al giorno, e la tramvia senza fili io scel¬go la tramvia. Se invece l’alternativa è tra la tramvia e la pedonalizzazione…»

Sceglie la pedonalizzazione?
 «Sicuramente. Anzi diciamo meglio: se devo scommettere un euro lo scommetto sulla pedonalizzazione. Alla fine sono sicuro che arriveremo lì».

Lotta al degrado, tour del Sindaco Renzi in città

agosto 18, 2009 by Matteo Renzi · 3 Comments 

“Da settembre i cittadini potranno conoscere il percorso delle segnalazioni fatte al Comune”

Dieci sopralluoghi, dalle 8,20 alle 12,15, e quattordici multe elevate per violazione al codice della strada e al regolamento di polizia urbana: questo il bilancio del tour fatto questa mattina in città dal sindaco Matteo Renzi per combattere il degrado e individuare le transenne e la segnaletica mobile dimenticate e i muri imbrattati di scritte. Insieme al primo cittadino c’erano l’assessore al decoro, Massimo Mattei, il comandante della polizia municipale, Alessandro Bartolini, il presidente di Quadrifoglio, Giorgio Moretti, e uno staff tecnico guidato da Giacomo Parenti e Vincenzo Tartaglia.

“Firenze ha diritto a spazi di bellezza – ha detto il sindaco Renzi – e ognuno di noi deve fare la sua parte per restituirglieli. Per combattere il degrado, il Comune e i cittadini devono collaborare. Intanto partiremo con il sollecitare la società dei servizi alla strada affinché rimuova la segnaletica e le transenne dimenticate, col rendere più agevole la procedura per togliere le scritte sui muri e aggiungeremo rastrelliere per le strade e nelle piazze cittadine per evitare il parcheggio selvaggio delle biciclette”.

A partire dal 12 settembre, giornata dedicata alla pulizia della città, nata su sollecitazione di un bambino che ha inviato una lettera al sindaco, il software di gestione delle segnalazioni Opc4  (Osservatorio delle piccole cose) sarà di libera fruizione per i cittadini. “Si tratta di una grande novità – ha spiegato Renzi – perché consentirà ai fiorentini di sapere a che punto è la propria segnalazione. È una sorta di tracciabilità della segnalazione. È un controllo ulteriore del cittadino sull’operato della pubblica amministrazione”. Il sindaco ha annunciato anche che, sempre a settembre, “sarà presentato un disciplinare unico tra Quadrifoglio e Comune di Firenze, nel quale saranno indicati gli interventi che ciascuno dovrà fare per una migliore pulizia della città”.

Nel corso del tour sono stati avanzati vari progetti di intervento per combattere il degrado in città come la modifica del regolamento delle alterazioni del suolo pubblico con l’obbligo di ripristino di tutta la pavimentazione stradale; il divieto al riutilizzo del materiale scavato per il riempimento delle strade e l’obbligo del deposito cauzionale prima dell’inizio dei lavori per coloro che vogliono alterare il suolo pubblico. Deposito che sarà restituito solo a lavoro concluso. Per quanto riguarda i segnali, invece, potranno essere vestiti con delle “pettorine” qualora momentaneamente sospesi e sulle transenne potranno essere applicati dei Rfid, ovvero strumenti che, sfruttando la tecnologia del transponder, danno informazioni sulla transenna.

La prima tappa del tour, partito alle 8 da Palazzo Vecchio, è stata piazza Salvemini. A seguire piazza San Pier Maggiore, l’arco di S. Piero, via Fiesolana, piazza Stazione/S.Caterina da Siena, via Il Prato, vialePieraccini/Alderotti/Brambilla, piazza di Careggi, via Pratolini, piazzale Porta Romana, via del Curtatone/Via il Prato.

Tutti dovranno avere un giardino raggiungibile

agosto 13, 2009 by Matteo Renzi · 3 Comments 

Articolo di Ernesto Ferrara pubblicato su Repubblica Firenze il 12 agosto 2009

Operazione «giardino a portata di mano». «Uno dei principi ispiratori che guiderà la revisione completa del piano strutturale che stiamo già attuando sarà questo: ogni cittadi

no dovrà avere un giardino a non più di dieci minuti a piedi da casa propria», annuncia il sindaco Matteo Renzi. Non necessariamente un grande parco, s´intende: anche perché in molti quartieri, già densamente urbanizzati, sarebbe impossibile. Certo però quello di Renzi è l´annuncio di una caccia al verde in città: di una ricerca di nuovi spazi da strappare al cemento o al degrado e da restituire alle persone. Un ideale per ora: Renzi cita infatti ad esempio solo l´area del Torrino di Santa Rosa, uno spazio ora abbandonato da far diventare giardino a tutti gli effetti. Il sindaco annuncia che il disegno complessivo di Firenze (quello che lui da settimane definisce lo «shangai» dei grandi progetti come Tav, stadio nuovo, tramvia: «La linea 2 Peretola-Libertà deve arrivare fino al polo universitario di Sesto», dice tra l´altro) sarà definito entro il 26 ottobre, cioè entro la fine dei primi cento giorni di mandato: «E a quel punto le linee più importanti del piano strutturale saranno tutte definite», promette Renzi spiegando che sul tema ci sarà un momento di dibattito pubblico aperto alla città a settembre. Il piano strutturale punterà anche sulle costruzioni energeticamente sostenibili: «Firenze deve entrare nel novero mondiale delle smart cities come Amsterdam e Seoul», auspica Renzi. «Per questo daremo un forte impulso alla rivoluzione energetica anche in quartieri come Castello e a breve cambieremo il regolamento edilizio che ancora vieta di mettere i pannelli solari sui tetti». Non solo. «A settembre sperimenteremo nel tratto dei viali compreso tra Giovine Italia, Duca D´Abruzzi e Amendola il nuovo sistema di illuminazione pubblica», aggiunge il sindaco spiegando che nelle pieghe del bilancio si è trovato 1 milione di euro per illuminare meglio l´Oltrarno e la zona della stazione Santa Maria Novella, i lavori partiranno in autunno. Per il 12 settembre è invece già fissata la giornata cittadina della pulizia: «Mi aspetto che 1000 fiorentini prendano le scope e puliscano davanti casa loro, lo chiederò anche a giunta e consiglio».
Per la settimana dopo Ferragosto è invece fissata la «caccia alla transenna perduta». Cioè alle centinaia di transenne inutili e spesso abbandonate in corrispondenza dei grandi e piccoli cantieri della città: il sindaco ha già fissato un tour in pullmino con i tecnici per valutare le situazioni su cui intervenire. «Almeno la metà delle transenne spariranno», prevede Renzi. Non basta: la battaglia del decoro punta anche i segnali dei lavori poco chiari o che non indicano la fine dei cantieri: già Toscana Energia nei giorni scorsi si è beccata una multa in Oltrarno. «Invito tutti i fiorentini a segnalare i cartelli poco chiari, chi sgarra paga». E nel mirino del sindaco finiscono anche i cordoli spartitraffico, cioè i serpentoni di cemento che corrono da piazza Beccaria alla Fortezza lungo i viali Mazzini e Lavagnini: «Sono brutti e invasivi», dice Renzi, intenzionato a mantenere la separazione fisica delle corsie ma di certo a ridurre, e dunque probabilmente a sostituire, quei cordoli. Il sindaco trova anche il tempo di raccontare un aneddoto: ieri il capogruppo del Pd in Comune Francesco Bonifazi, afflitto dal mal di schiena, ha chiesto alla collega consigliera Caterina Biti una cura. Ignorando che Biti non è medico ma veterinario.

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