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Siglata un’intesa con la ‘Fondazione Giovanni Paolo II’

maggio 30, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 


Sabato mattina, presso il monastero benedettino di Rosano, abbiamo firmato con la ‘Fondazione Giovanni Paolo II’, un accordo per dare seguito a un progetto presentato dalla Fondazione, che ha come fine prioritario quello di promuovere il turismo in Palestina. 60 mila euro sono stati destinati dalla Provincia alla Fondazione per il biennio 2008-2009 a sostegno delle attività per promuovere l’immagine dei luoghi biblici cari alle tre grandi religioni abramitiche; incentivare, in particolare, il turismo nelle città di Betlemme e Gerico; rendere più facile per i turisti e i pellegrini la mobilità in Palestina e Israele; aiutare l’economia palestinese. In particolare verranno realizzati un piano dettagliato di sviluppo e promozione delle attività turistiche nei territori palestinesi e un piano di comunicazione mediante poster, cd rom, materiale, da inserire nei punti di accoglienza, per favorire la conoscenza della Palestina biblica e di quella contemporanea ai turisti e ai pellegrini. Il tutto sulla base del piano per il riordino dell’offerta turistica proposto dalla Fondazione Giovanni Paolo II al Governo Palestinese e da quest’ultimo approvato.
La ‘Fondazione Giovanni Paolo II’ ha svolto sin dall’inizio un importante e riconosciuto ruolo di cooperazione internazionale in Medio Oriente, in particolare in Libano, Palestina e Israele, incoraggiando, favorendo e promuovendo le iniziative per la pace, il dialogo fra i popoli e lo sviluppo economico e sociale, e coordinando tutti gli interventi economici, giudiziari e tecnici necessari.

Fi-Pi-Li conclusione dei lavori nei tempi stabiliti

maggio 29, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Si è svolta ieri, mercoledì 28 maggio, a Palazzo Medici la festa indetta per la conclusione dei lavori sul tratto fiorentino della Fi-Pi-Li. Nell’occasione ho illustrato le novità che riguardano il futuro della Firenze-Pisa-Livorno e ho presentato i nuovi lavori in programma per il raddoppio di un tratto della Sgc. Inoltre sono state presentate le caratteristiche tecniche dell’opera appena conclusa e tutte le cifre relative all’intervento. I cambiamenti intervenuti nel tratto fiorentino della Fi.Pi.Li sono stati evidenziati in un video, che – proiettato in parallelo – ha mostrato com’erano nel 2003 i tratti della Firenze-Pisa-Livorno interessati dai lavori e come invece si sono trasformati dopo la chiusura dei cantieri. Durante la cerimonia ho consegnato un attestato a tutto il personale che è stato impiegato sui cantieri del 1° lotto.
Nella sala Luca Giordano si sono ritrovati quindi gli amministratori della Provincia di Firenze e delle amministrazioni comunali che sono state interessate agli interventi (Empoli, Lastra a Signa, Scandicci, Montelupo), insieme alle forze dell’ordine e alle imprese che hanno collaborato alla realizzazione dell’opera. Erano presenti anche i rappresentanti della Direzione Grandi Assi Viari della Provincia (che ha progettato e poi diretto i lavori sulla Fi.Pi.Li) e i dirigenti dell’Ati Global Service che gestisce la Sgc.
Lo scorso anno di questi tempi “l’inferno Firenze Pisa Livorno” era su tutti i media locali. Code, code, code per i cantieri (quando arriverà l’estate scopriremo che le code non erano solo per i cantieri, ma anche per il traffico, ma questo è un altro discorso). Molti amici esperti di comunicazione mi suggerirono, allora, di stare coperto. Di non affrontare i media a viso aperto. Ho fatto il contrario, come talvolta mi capita. Ho preso una marea di insulti dagli automobilisti e anche dagli amici. Neanche quando facevo l’arbitro avevo raccolto così tanti particolari inediti su tutte le signore della mia famiglia. Ma ho detto con chiarezza: questa strada è una vergogna. Ce l’hanno data in condizioni pessime. Abbiamo trovato sotto il manto stradale persino gli stracci e i rifiuti. Eppure accettiamo la sfida e la facciamo diventare una cosa seria. Vi diciamo giorno dopo giorno quali saranno i tempi e l’impegno è quello di liberare i cantieri fiorentini – quelli controllati dalla nostra amministrazione – per l’estate 2008. Non ci credevano in tanti e sotto sotto non ci speravo neanche io. Però ce l’abbiamo fatta. Sabato mattina alle 11 un sms ha annunciato la fine dei lavori fiorentini con qualche giorno di anticipo (che non dovrebbe far notizia ma per un ente pubblico è un evento più unico che raro). Salite oggi in macchina e fate la Fi Pi Li. Asfalto serio, pannelli fonoassorbenti, manto rifatto, non più acrobazie volanti quando piove, autovelox messi seriamente e non in curva o dietro ai cespugli come faceva qualche comune del pisano rimasto a un vergognoso rapporto coi cittadini degno dei Borbone, sms e informazioni in diretta. Poi fate la Firenze Siena e ditemi la differenza.
Domani in Palazzo Medici premiamo gli operai che hanno lavorato a questa impresa. Facendo diventare una strada la Firenze Pisa Livorno queste persone (che hanno lavorato anche di notte, come si vede in questo nostro sopralluogo) hanno ridato non tanto una via d’accesso al mare o all’empolese.

Hanno ridato credibilità a una politica che trent’anni fa aveva fatto schifo. Non mi vergogno a dirlo: aveva fatto schifo. Oggi lo schifo è diventata una strada.
Ovviamente c’è ancora molto da fare. Molto, molto, molto. Guai a fermarsi.
Il mio primo obiettivo è convincere tutti, Ministero, Regione, Università e chiunque abbia voce in capitolo a portare la strada a 110 km/h nel tratto rifatto. Perché avere una strada dove andare a 90 km/h mi pare una provocazione con tutto quello che ci abbiamo investito. Mi sembrerebbe più serio anche rispetto ai cittadini. Con le auto di oggi se la strada è decente tenere i 110 non mi pare un dramma. E questo può anche consentire di evitare pericolosissime frenate davanti agli autovelox che pure (adesso) sono ampiamente segnalati e messi in evidenza in un rapporto trasparente tra la gente e le istituzioni.
Poi dovremo fare pressioni perché le altre amministrazioni sollecitino la conclusione dei lavori anche sugli altri tratti, quelli fuori dalla Provincia di Firenze. E dovremo anche lavorare con altrettanta determinazione sulle altre strade. Altrimenti che ci stiamo a fare?

Inaugurati i nuovi locali del polo scolastico di San Salvi con una partita di calcetto

maggio 28, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Martedì 27 maggio ho inaugurato, i nuovi locali allestiti all’interno del liceo scientifico “A.Gramsci” di via del Mezzetta 7 a Firenze. I lavori – terminati nei tempi previsti – hanno riguardato un investimento complessivo di 1.360.000,00 Euro.
Il Polo di San Salvi, così, diventerà una delle strutture più belle di Firenze perché riunirà il Liceo Scientifico A.Gramsci, l’Istituto tecnico per il turismo A. Saffi, l’Istituto commerciale Peano, in una cornice caratterizzata dal verde e da strutture culturali e sportive.
Nel corso della mattinata insieme all’Assessore all’Edilizia scolastica, Stefano Giorgetti, ho incontrato il consiglio d’istituto per illustrare il progetto che coinvolgerà tutta l’area scolastica di San Salvi. Entro settembre risolveremo il problema della sicurezza del Polo: la sera chiuderemo tutti gli accessi all’area per prevenire gli atti vandalici che spesso hanno riguardato la struttura.
L’edificio che ospita il Liceo è costituito dal piano terra e da due piani fuori terra. Il complesso scolastico accoglie due istituti scolastici: il liceo Scientifico “A.Gramsci” e l’Istituto Professionale Alberghiero “A.Saffi”. Finora il polo scolastico si presentava di fatto senza barriere che indicassero una divisione fisica fra i due istituti.
I lavori programmati dalla Provincia di Firenze hanno riguardato la chiusura con pareti vetrate del piano terra utilizzato a pilotis, anche allo scopo di creare nuovi locali da adibire ad uffici amministrativi di entrambi gli istituti. Il piano terra si articola su una pianta simmetrica di circa 1500 mq, dei quali circa 200 mq ospitano al bar scolastico che è stato posizionato in maniera baricentrica in modo tale da poter servire entrambi gli istituti e nel contempo costituire anche una separazione fisica fra di essi.

Anche questa volta è stata una partita di calcetto tra amministratori pubblici della provincia, dove io sono il capitano della squadra,e studenti, finita con un 3 a 0 a vantaggio dei ragazzi, ad inaugurare il nuovo campo di calcio che la Provincia di Firenze ha allestito nello spazio sportivo esterno all’edificio.
Questi interventi permettono di liberare dagli uffici il primo piano dell’edificio. In questo modo aumenterà lo spazio disponibile per le attività didattiche. Al piano terra verranno quindi allestiti locali di corredo alle scuole come la biblioteca, l’archivio, le aule speciali, il bar scolastico, gli ambienti per l’incontro con i docenti e gli uffici amministrativi.
La parte inaugurata riguarda quella del Liceo scientifico “A.Gramsci”, mentre quella relativa all’istituto “A.Saffi” è in fase di esecuzione e sarà completata fra circa 2 mesi.
Le prossime inaugurazioni in programma sono fissate per sabato 31 maggio, alle ore 12, e riguarderanno il Liceo scientifico Pontormo e la consegna dei lavori all’Istituto Tecnico industriale Ferraris, entrambi a Empoli.

Un genio fiorentino di oggi

maggio 27, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Abbiamo ricordato in modo commosso e partecipato Pier Luigi Ferrara, Presidente del Nuovo Pignone e vicepresidente di General Electric scomparso lo scorso autunno insieme all’Avv. Paolo Fresco, Don Enrico Chiavacci e il figlio Giovanni Ferrara.
Accanto al ricordo però abbiamo voluto riflettere sul lavoro dell’Ingegner Ferrara e sul fatto che abbia rappresentato la continuazione della tradizione di eccellenza di questo territorio, raccogliendo il testimone dei grandi del passato, da Leonardo da Vinci a Machiavelli, da Dante a Meucci, e proiettandolo nel futuro.
Diventato rapidamente uno dei più alti dirigenti del Nuovo Pignone, ideando macchinari che hanno fatto dell’azienda fiorentina la leader indiscussa nel settore dell’estrazione petrolifera, fu lui a seguire il processo dell’acquisizione dell’azienda da parte di General Electric. La sua genialità, il suo eccellente lavoro, la sua serietà hanno trasformato le officine meccaniche fiorentine in una società di eccellenza e hanno fatto di lui una figura indimenticabile nel panorama internazionale.

Missione compiuta!

maggio 27, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Lo scorso anno di questi tempi “l’inferno Firenze Pisa Livorno” era su tutti i media locali. Code, code, code per i cantieri (quando arriverà l’estate scopriremo che le code non erano solo per i cantieri, ma anche per il traffico, ma questo è un altro discorso). Molti amici esperti di comunicazione mi suggerirono, allora, di stare coperto. Di non affrontare i media a viso aperto. Ho fatto il contrario, come talvolta mi capita. Ho preso una marea di insulti dagli automobilisti e anche dagli amici. Neanche quando facevo l’arbitro avevo raccolto così tanti particolari inediti su tutte le signore della mia famiglia. Ma ho detto con chiarezza: questa strada è una vergogna. Ce l’hanno data in condizioni pessime. Abbiamo trovato sotto il manto stradale persino gli stracci e i rifiuti. Eppure accettiamo la sfida e la facciamo diventare una cosa seria. Vi diciamo giorno dopo giorno quali saranno i tempi e l’impegno è quello di liberare i cantieri fiorentini – quelli controllati dalla nostra amministrazione – per l’estate 2008. Non ci credevano in tanti e sotto sotto non ci speravo neanche io. Però ce l’abbiamo fatta. Sabato mattina alle 11 un sms ha annunciato la fine dei lavori fiorentini con qualche giorno di anticipo (che non dovrebbe far notizia ma per un ente pubblico è un evento più unico che raro). Salite oggi in macchina e fate la Fi Pi Li. Asfalto serio, pannelli fonoassorbenti, manto rifatto, non più acrobazie volanti quando piove, autovelox messi seriamente e non in curva o dietro ai cespugli come faceva qualche comune del pisano rimasto a un vergognoso rapporto coi cittadini degno dei Borbone, sms e informazioni in diretta. Poi fate la Firenze Siena e ditemi la differenza.
Domani in Palazzo Medici premiamo gli operai che hanno lavorato a questa impresa. Facendo diventare una strada la Firenze Pisa Livorno queste persone (che hanno lavorato anche di notte, come si vede in questo nostro sopralluogo) hanno ridato non tanto una via d’accesso al mare o all’empolese. Hanno ridato credibilità a una politica che trent’anni fa aveva fatto schifo. Non mi vergogno a dirlo: aveva fatto schifo. Oggi lo schifo è diventata una strada.
Ovviamente c’è ancora molto da fare. Molto, molto, molto. Guai a fermarsi.
Il mio primo obiettivo è convincere tutti, Ministero, Regione, Università e chiunque abbia voce in capitolo a portare la strada a 110 km/h nel tratto rifatto. Perché avere una strada dove andare a 90 km/h mi pare una provocazione con tutto quello che ci abbiamo investito. Mi sembrerebbe più serio anche rispetto ai cittadini. Con le auto di oggi se la strada è decente tenere i 110 non mi pare un dramma. E questo può anche consentire di evitare pericolosissime frenate davanti agli autovelox che pure (adesso) sono ampiamente segnalati e messi in evidenza in un rapporto trasparente tra la gente e le istituzioni.
Poi dovremo fare pressioni perché le altre amministrazioni sollecitino la conclusione dei lavori anche sugli altri tratti, quelli fuori dalla Provincia di Firenze. E dovremo anche lavorare con altrettanta determinazione sulle altre strade. Altrimenti che ci stiamo a fare?

Il trionfo dei bischeri

maggio 27, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

C’è un solo argomento nazionale di cui non posso fare a meno di parlarvi. Lo potremmo titolare “Il trionfo dei Bischeri”. Ma no, non è un evento del Genio Fiorentino che festeggia la nota famiglia divenuta sinonimo di non particolare acutezza. È un titolo che sta bene alle scelte del fu governo dell’Unione. In questa settimana infatti Berlusconi ha annunciato misure molto popolari: mutui e Ici su tutti. Il centrosinistra risponde: sono cose che già c’erano, le avevamo già pensate e fatte noi. Vero, almeno in parte le avevamo già fatto noi. Perché però se le vende Berlusconi e non noi? Perché noi per decidere quelle norme ci abbiamo messo dieci mesi di trattative in coalizione, abbiamo mediato, le abbiamo fatte a mezzo – come quella dell’Ici – e poi quando c’era da comunicarle fuori siamo stati “prudenti” (forse sarebbe il caso di dire “perdenti”) perché avevamo paura di scontentare gli altri. Quando un ministro le annunciava, in Tv andava un altro ministro per criticarle. Non voglio fare il semplicione. Né credo che la politica sia solo comunicazione. Ma l’idea un po’ snob per cui le cose si fanno ma non si spiegano allontana la gente dalla politica e soprattutto allontana noi dal governo del Paese. Abbiamo un problema strutturale di comunicazione. Abbiamo paura di comunicare. Sembra quasi di comunicare male appositamente. Ma perché mai? Abbiamo preso un virus senza accorgercene?
Il quotidiano di Rifondazione, Liberazione (che credo di citare oggi per la prima volta dall’inizio delle enews, otto anni fa) in un articolo scrive: “Ma chi se ne frega di Rete4”. Sì, perché quando si parla di comunicazione, noi mettiamo sempre l’accento sulle tv di Berlusconi o quant’altro. Fermo restando che la nostra situazione italiana è oggettivamente diversa da quella del resto del mondo, possiamo fare uno sforzo per imparare a comunicare anziché per lamentarsi dei mezzi di comunicazione? Chissenefrega di Rete 4 se ti fai scippare l’ICI o l’accordo con le banche sui mutui. Puoi levare a Berlusconi persino Italia uno, ma se non impari a spiegare le tue idee alla gente perderai sempre peggio…

Il Genio Fiorentino continua la sua corsa

maggio 23, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Ieri, nell’ambito del Genio Fiorentino, abbiamo iniziato con l’analisi di una ricerca: “Politiche attive per lo sviluppo del territorio: attrazione di investimenti esteri ed interni per lo sviluppo economico e coesione sociale”. Questo è il titolo della ricerca commissionata dalla Provincia di Firenze all’Economic and Social Cohesion Laboratory (ESOC-Lab) della London School of Economics and Political Science (LSE). La ricerca realizzata tra settembre 2006 e dicembre 2007 è stata coordinata dal professor Robert Leonardi – direttore dell’Economic and Social Cohesion Laboratoty – e dal dottor Davide Calenda, membro di ESOC-Lab e assegnista presso il Dipartimento di Scienza della Politica e Sociologia di Firenze. L’indagine, che si presenta come naturale continuazione dello studio del fenomeno dell’internazionalizzazione che insiste sul territorio fiorentino, su cui la Provincia di Firenze, insieme alla Regione Toscana, ha indirizzato la sua attenzione negli ultimi anni, ha ad oggetto gli investimenti diretti esteri nella provincia di Firenze e ha messo in luce i punti di debolezza e di forza del territorio e del sistema istituzionale rispetto alla capacità di attrarre investimenti produttivi per lo sviluppo locale. Tra le criticità spiccano quelle afferenti alla rete infrastrutturale, ad alcuni aspetti legati alle capacità di accoglienza e l’offerta formativa. Oggi, ad esempio, più che dieci anni fa, le difficoltà legate alle reti e ai nodi di trasporto e comunicazione, incidono molto sulla performance delle aziende. Emerge con forza il problema della seconda mobilità, non solo riguardo ai lavoratori – alcune aziende fanno fatica a conciliare i tempi della mobilità con i tempi del ciclo produttivo – ma anche a livello del top management, dove l’effetto tipico della IMN (imprese multinazionali) è quello di incrementare i collegamenti e le relazioni tra le aziende del gruppo sparse nel mondo.

Quasi contemporaneamente nella Sala Pistelli veniva ricordato Girolamo Savonarola attraverso un l libro dal titolo “Savonarola. Moralità e politica a Firenze nel Quattrocento” (Le Scie, Mondadori) scritto da Lauro Martines, uno dei più autorevoli esperti del Quattrocento italiano, che fa scoprire al lettore un Savonarola inedito. Alla presentazione del volume hanno partecipato,insieme a me e all’autore, Eugenio Giani, assessore del Comune di Firenze alla Valorizzazione delle tradizioni popolari fiorentine, lo storico Franco Cardini, Antonio Preiti, direttore dell’Apt di Firenze, Leonardo Morlino, professore di Scienze politiche all’Università degli Studi di Firenze, la professoressa Ludovica Sebregondi e il Cavaliere Lapo Mazzei. Dopo la fortunata ricostruzione della Congiura dei Pazzi, Lauro Martines è tornato alla Firenze del Quattrocento per indagare una delle figure più conosciute e, forse, incomprese di quel periodo: Girolamo Savonarola, il frate domenicano che con le sue prediche infuocate e il suo carisma trascinante ebbe un ruolo decisivo nell’avventura della Repubblica fiorentina. Scomunicato dal papa nel 1497 e morto sul rogo l’anno dopo, Savonarola è passato alla storia come un fanatico religioso e un demagogo reazionario che imponeva ai suoi seguaci di bruciare i beni terreni nel “rogo delle vanità”. Ma come Lauro Martines ha mostrato nel suo autorevole racconto, il giudizio storico sul frate domenicano deve essere molto più meditato di una condanna senza appello e deve tenere presente la complessità del personaggio e il contesto in cui si muoveva, i suoi ideali, le sue capacità politiche e le forze contro cui lottò, ma anche quelle che seppe suscitare e non poté controllare.

Nel pomeriggio sono stato ad inaugurare quattro tele dipinte appositamente da suor Elisa Galardi per la Cappella di Santa Rita in località Contea, a Rufina. Il lavoro è stato commissionato a suor Elisa dal consiglio parrocchiale per valorizzare la piccola Cappella della Parrocchia, quotidianamente molto frequentata dalla popolazione. Tale lavoro è stato commissionato nel 2007, ma lo studio dei contenuti era iniziato già dall’anno precedente. La cerimonia di inaugurazione e benedizione dei dipinti si è tenuta ieri alle ore 18,00 presso la cappella di Santa Rita (via Contea), in località Contea, nel Comune di Rufina. All’inaugurazione erano presenti il vescovo di Fiesole, Luciano Giovannetti, che ha benedetto le tele realizzate in tecnica mista, e alla pittrice che ha illustrato le opere e Stefano Gamberi, sindaco di Rufina, che è intervenuto a nome dell’amministrazione comunale che ha curato il restauro della cappella. Le opere sono state introdotte da don Alessandro Andreini, sacerdote della Diocesi di Fiesole, membro della Comunità di San Leonino.

Rush finale per il Genio Fiorentino

maggio 23, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Siamo al rush finale. Il Genio sta per terminare, e questi ultimi giorni sono un rincorrersi di eventi. Ieri mattina ho portato il mio saluto agli studenti che partecipano ad un workshop di due giorni sull’animazione digitale alla presenza di Giuliano Cenci, geniale animatore fiorentino e uno dei padri fondatori del cinema d’animazione italiana, autore del film “Un burattino di nome Pinocchio” e animatore di Calimero, Coccobill, Lupo Alberto; Alex Orrelle animatore della Pixar per i film “The incredibles” “Finding Nemo”, “Monster inc” e altre serie tv e JeanPierre Vine, director e storyboard artist degli studi Aardman per i film “Galline in fuga”, “Wallace & Gromit” e “La maledizione del coniglio mannaro” con cui ha vinto anche un Oscar nel 2006. L’incontro sta permettendo ai giovani studenti fiorentini di andare alla scoperta dei segreti che stanno dietro la creazione di importanti produzioni del cinema di animazione mondiale. I tre autori sveleranno e in parte lo hanno già ai giovani allievi attraverso disegni in “presa diretta”, animazioni al computer e contributi filmati “INEDITI” come si diventa un professionista di primo livello.

Nel frattempo il Sala Luca Giordano si stava svolgendo uno dei convegni più interessanti di questa edizione del Genio Fiorentino dedicata alla figura di un grande genio dell’ingegneria meccanica: Pierluigi Ferrara. La grande considerazione e stima, sia umana che professionale, di cui ha sempre goduto Pier Luigi Ferrara presso tutti i suoi collaboratori e i vertici di General Electric ne hanno fatto un uomo fondamentale per la società, al punto da essere incluso – unico italiano – tra i pochissimi alti dirigenti di General Electric, in qualità di vicepresidente di GE e presidente di Nuovo Pignone. La grandezza del suo lavoro ha avvantaggiato non solo l’intera Nuovo Pignone, ma la comunità fiorentina tutta, del cui territorio l’azienda meccanica è una delle principali attività industriali. Unita a una straordinaria personalità, umile e umanamente attenta al prossimo, la sua genialità ha inesorabilmente e positivamente segnato Firenze e il suo territorio, raccogliendo il testimone dei grandi del passato, da Leonardo da Vinci a Machiavelli, a Meucci, e proiettandolo nel futuro.

Nel pomeriggio ho partecipato ad un convegno sull’archittetura: “E’ possibile costruire qualcosa di nuovo in città?”. Un bel modo di confrontarsi sulle opportunità che la città offre dal punto di vista architettonico che non deve rimanere ancorata sempre alle grandiosità del passato, ma deve avere il coraggio e le possibilità di proiettarsi nel futuro. L’ospite principale del convegno è stato l’architetto Mariani, professore emerito all’Università di Ginevra e insegnante di Urbanistica all’Università di Firenze. È membro dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e presidente di Urbanistes sans frontières international. Un fiorentino che fu l’artista che dipinse “La Città Ideale” quella rappresentazione entrata nell’immaginario collettivo come “luogo ideale” in cui la classicità “moderna” trova la sua propria rappresentazione e raggiunge il suo culmine. La giornata ha voluto apportare un contributo critico e di riflessione sulla possibilità di costruzione del nuovo, e a partire dalla sfida lanciata dal presidente francese N. Sarkozy, nel Discorso inaugurale della Città dell’Architettura di Parigi intende verificare la veridicità degli enunciati nel particolare frangente storico che caratterizza le città italiane.

Mentre in Sala Luca Giordano si discuteva di architettura, nella splendida cornice del Cortile di Michelozzo si è svolta un’esclusiva e quanto mai singolare degustazione di vini. Sono stati otto i produttori selezionati, scelti fra i più rappresentativi dell’eccellenza enologica locale, ognuno dei quali ha portato in assaggio l’etichetta aziendale più significativa: Marchesi Antinori, Castello di Ama, Badia a Coltibuono, Castello di Vicchiomaggio, Marchesi de’ Frescobaldi, Barone Ricasoli, Mazzei, Fontodi. E ssono stati proprio loro, “geni” della viticoltura fiorentina, a presentarsi e a raccontarsi ad un pubblico di ottanta invitati tra stampa, pubbliche istituzioni ed ospiti illustri.

La sera abbiamo deciso di dedicarla ad un altro grandissimo genio della nostra terra: GianCarlo Bigazzi che in pochi conoscono di nome, ma tutti noi conosciamo bene, anzi benissimo le canzoni che ha scritto. Ha firmato motivi di successo tra i quali Rose rosse, Ti amo, Gloria, Si può dare di più, Gente di mare e Self Control. E’ autore di colonne sonore per il cinema e firma quelle di Mery per sempre e Ragazzi fuori di Marco Risi, nonché dell’Oscar Mediterraneo di Gabriele Salvatores. Beppe Dati, autore e compositore, stretto collaboratore di Bigazzi, ha raccontato i punti salienti della carriera del Maestro attraverso un percorso di otto brani, suonati dal vivo intervallati dalla lettura di passaggi dei testi maggiormente rappresentativi della carriera dell’artista, citando anche piccoli aneddoti che riguardano gli anni più importanti della cosiddetta Scuola Fiorentina, composta essenzialmente da Giancarlo Bigazzi, Beppe Dati, Marco Falagiani e Marco Masini. Un momento bellissimo dove si è reso omaggio ad un grande fiorentino che ha segnato la nostra vita con le sue canzoni.

Finisce il Genio. Inizia al sfida

maggio 23, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Termina oggi, domenica 25 maggio, il Genio Fiorentino la manifestazione voluta dalla Provincia in tutto il territorio per ammirare le bellezze di questa terra e contestualmente per stimolarci a crescere. “Le idee non fanno paura a chi ne ha”, ci siamo detti utilizzando una frase di Vasco Pratolini. Chiudiamo oggi dando spazio a tanti eventi: la celebrazione di Firenze capitale della lingua con un cruciverba di Bartezzaghi in piazza Santa Croce; la mostra in Palazzo Medici con opere di Leonardo, Raffaello e molti altri:; il concerto del Maggio formazione che – dopo essersi esibito in tanti comuni – arriva a Firenze, nella loggia del Porcellino; l’apertura del muro che separa via Cavour da via Ginori, stasera. Ma al di là del calendario dell’ultimo giorno é importante fare una riflessione su quello che ci attende da domattina. Perché la sfida adesso inizia, non finisce.
Sarebbe facile fare un bilancio positivo delle tante opportunità offerte a turisti e cittadini, a partire dallo stupore di chi ha visitato la notte le principali chiese della città o di quell’intero popolo dantesco che ha dato vita alla lettura corale della Divina Commedia nelle piazze e per le strade.
A dispetto di tanto pessimismo, abbiamo come la sensazione che la nostra gente sia molto orgogliosa di appartenere alla bellissima storia di Firenze. E quando si presenta l’occasione lo dimostra con entusiasmo e passione.
Ma credo che sia più utile sottolineare quanta strada possiamo e dobbiamo ancora percorrere. Ieri, in Palazzo Medici, abbiamo ospitato un confronto sul futuro delle città e dei territori tra una decina di giovani intelligenze. Alcuni di loro hanno lasciato l’Italia, esportando il loro talento. Ci hanno lasciato “frammenti della città che verrà” come abbiamo chiamato il nostro appuntamento. E lo hanno fatto sottolineando che anche noi possiamo e dobbiamo rimetterci in discussione. Il mondo, ci é stato detto, cambia a una velocità impressionante e folle. Un territorio come il nostro ha la fortuna di avere un punto di forza straordinario, il nostro patrimonio artistico, culturale e scientifico. Ma se non cambiamo atteggiamento, rischiamo di perdere il treno della novità, della curiosità, della storia. Il treno del futuro.
Ecco perché ben venga un ‘Genio Fiorentino’ che ha dimostrato di offrire spunti e stimoli a questo territorio. Purché si sappia che l’eredità che ci viene lasciata é impegnativa. E noi dobbiamo fare di tutto per evitare di cullarsi sugli allori. Altrimenti é un disastro. Avremo vinto la sfida del Genio Fiorentino non quando riceveremo tante email di cittadino soddisfatti o se convinceremo i critici che ci scriveranno al presidente@provincia.fi.it. Vinceremo la sfida del Genio Fiorentino se sapremo cambiare passo davvero.

Donne al volante: 25 patenti auto per le donne

maggio 22, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

A Firenze come nel resto d’Italia molte donne extracomunitarie sono penalizzate nell’inserimento lavorativo perché quasi sempre prive di licenza di guida. Per questo la Provincia di Firenze sostiene il progetto dell’Associazione Fate (Formazione arte terapie editoria), denominato “Donne al volante”, che mira a favorire l’acquisizione della patente di guida B da parte di alcune donne, soprattutto madri straniere ed extracomunitarie per favorire la loro ricerca di lavoro. Da oggi partirà questa nuova esperienza per le prime 25 donne straniere. E’ la prima esperienza del genere in Italia. Credo che sulla questione sicurezza debba vincere la serietà, non la demagogia. Non si va da nessuna parte se si pensa di perseguire l’immigrato perché è immigrato. Ci vogliono segnali concreti. Nello specifico, per promuovere il reinserimento delle donne nel mondo del lavoro e favorire la partecipazione femminile straniera ed extracomunitaria al mercato del lavoro è essenziale costruire percorsi di solidarietà e opportunità e quello di ‘Fate’ va proprio in questa direzione. Non esistono modelli unici di intervento, ma approcci diversi, differenziati in funzione di caratteristiche specifiche dell’utenza del territorio e di continui mutamenti sociali. Per questo, avverte Maria Zipoli, presidente dell’associazione Fate, “si è creduto necessario elaborare una specifica azione di sostegno all’occupabilità femminile di donne straniere ed extracomunitarie svantaggiate, penalizzate nell’inserimento dei posti di lavoro perché senza licenza di guida”.
E’ nato così il progetto ‘Donne al Volante’ che mira all’acquisizione della patente di guida B per alcune donne, soprattutto madri straniere ed extracomunitarie, individuate preventivamente, al fine di favorirne l’occupabilità. Molte donne, straniere ed extracomunitarie, presenti in Italia, magari da tantissimi anni, lavoratrici e cittadine a tutti gli effetti, sono ancora a forte rischio d’esclusione sociale o in fase di reinserimento lavorativo e la mancanza della patente di guida costituisce un impedimento all’accesso di un’occupazione più dignitosa e stabile. Il progetto “Donne al Volante “ sostenuto dalla Provincia di Firenze, costituirà un percorso sperimentale in grado di offrire una risposta alla questione dell’immigrazione femminile, mirando ad individuare e a rimuovere le condizioni di marginalità sociale offrendo al contempo strumenti che possano favorire l’integrazione sociale delle destinatarie del progetto. Il progetto quindi si propone, tra le sue finalità, lo sviluppo delle pari opportunità nell’inserimento lavorativo, l’adeguamento delle competenze professionali dei lavoratori e l’attuazione dei principi di integrazione e di inclusione sociale.
In pratica l’accordo con le autoscuole locali permetterà da oggi, a 25 donne prescelte tra le iscritte , di avviare le procedure per la richiesta di rilascio della patente di guida di tipo B, usufruire della formazione teorica e pratica fornita dalle autoscuole convenzionate e sostenere gli specifici esami previsti per il conseguimento della patente in modo completamente gratuito.
Questo genere di iniziative aiutano a capire che faccio il tifo perché sulla questione sicurezza vinca la serietà, non la demagogia. Riconosco un atteggiamento sbagliato in tante scelte superficiali paraleghiste e sono convinto che non andranno da nessuna parte se pensano di perseguire l’immigrato perché è immigrato.
Il problema è beccare l’immigrato o l’italiano (è un problema di diritto penale, non di geografia) quando delinque. Assicurarlo alle patrie galere senza farlo uscire per decorrenza dei termini o per chissà quale assurdo meccanismo giudiziario. E sperare che sia rieducato, non solo punito. Ma dobbiamo dire forte che se non è vera l’equazione “immigrato=colpevole” è anche vero che non può funzionare l’equazione “colpevole=disagio sociale”. Per carità, ci saranno tutti i disagi sociali del mondo. Ma se non facciamo passare il concetto che chi sbaglia paga è un casino per tutti.

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