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Ottone Rosai

gennaio 29, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Come fa a non essere bella la settimana in cui abbiamo inaugurato la mostra di Ottone Rosai, meritato tributo e riconoscimento a un grande fiorentino nel cinquantesimo anniversario della morte? Non ci crede nessuno quando lo racconto, ma lo sapete che c’erano mille persone nel cortile di Michelozzo sabato pomeriggio? Io la interpreto così: c’è una domanda di fiorentinità che sarebbe folle sottovalutare. Noi saremo anche polemici, litigiosi, nervosi e compagnia bella. Ma siamo anche fiorentini. E dire siamo fiorentini è come dire “Scusate se è poco”. Come intuite, insomma, siamo già in forma Genio Fiorentino: in una delle prossime enews vi racconto a che punto siamo dell’organizzazione dell’edizione 2008, titolata non a caso con una frase di Pratolini: “Le idee fanno paura a chi non ne ha”.

Ricordiamo chi ha voluto ricordare

gennaio 27, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Si è tenuto il 27 Gennaio 2008 nella cornice della sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi il convegno “Perché dobbiamo ricordare” in onore di  Alberto Nirenstajn saggista e storico della Shoa. L’incontro ha avuto caratteristiche precise, diverse dalle numerose manifestazioni che si sono tenute in Toscana , che bisogna conoscere in tempo. Wanda Lattes ha ben sottolineato che la giornata della Memoria viene resa solenne, in tutta Europa e naturalmente anche in Toscana e a Firenze, con celebrazioni, cortei, onoranze a personalità che negli anni della crudele persecuzione antiebraica nazista hanno perduto la vita, hanno sofferto la distruzione della famiglia, della comunità, hanno sconvolto i propri studi e il proprio lavoro. Il titolo “Perchè dobbiamo ricordare” e la dedica a Nirenstajn sono dovuti allo storico Ernesto Galli della Loggia, che appunto, insieme ad Alberto Nirenstajn ebbe, quindici anni or sono, l’idea di scegliere una data perchè la tragedia dell’ Olocausto non venisse confusa, o peggio, dimenticata come uno dei tanti stranzianti episodi di guerra. Allo studio serio, approfondito delle cause, dei meccanismi, delle incredibili atrocità commesse negli anni Trenta e Quaranta ha dedicato appunto la vita Nirestajn, polacco di nascita e fiorentino di adozione, scomparso nel settembre scorso, autore di tempestive, affascinanti pubblicazioni.

Il convegno vuole quindi essere un impegno non soltanto a ricordare, quanto a capire le radici del male assoluto, del disprezzo della vita, della dignità. Nirestajn è tra i padri dell’ istituzione del 27 Gennaio, e la Provincia, che ha come uno degli obiettivi principali quello dell’educazione nelle scuole, non dimentica che questo è un periodo dove c’è particolare bisogno di ricordare, per evitare che si rivedano immagini e foto di giovani che profanano luoghi simbolo del ricordo e del dolore di milioni di persone. Il suo libro “Ricorda cosa ti ha fatto Amalek” è stato uno dei primissimi libri in Italia sulla Shoa quando ancora questa non era conosciuta a tutti; ed è stato il primo che in Italia ha parlato di ciò che era successo. Nirestein è stato un instancabile rammentatore dell’ Olocausto, in un certo senso anche lui era un sopravvissuto nonostante personalmente non fosse mai stato coinvolto nella macchina dello sterminio, anche se questa aveva duramente colpito la sua famiglia e lui la sentiva una cosa così coinvolgente a livello personale, che era come se fosse un sopravvissuto.

Parte il primo Sportello Integrato di Orientamento

gennaio 22, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Questa mattina, insieme all’ Assessore provinciale al Lavoro, Stefania Saccardi, alla presenza del coordinatore del Centro Solidarietà Villa Lorenzi, Stefano Superbi e di don Giovanni Momigli, parroco di San Donnino e presidente della Fondazione Spazio Reale, abbiamo presentato il progetto per la realizzazione del primo dei due sportelli del sistema integrato di orientamento che la Provincia di Firenze metterà in funzione nel mese di febbraio 2008. Lo sportello integrato di orientamento è rivolto ai giovani con particolare difficoltà non solo nel trovare lavoro. La prima struttura di questo genere aprirà proprio a San Donnino nei locali che ospitano il Progetto Spazio Reale. Come ben sottolineato dall’ Assessore Saccardi lo sportello integrato è stato pensato per chi ha perso fiducia nella ricerca del lavoro e non sa rivolgersi ai servizi pubblici già esistenti, come ad esempio, i Centri per l’Impiego, e quindi rischia di rimanere escluso dal mercato del lavoro in maniera irrimediabile.

Con questa sperimentazione vogliamo creare un nuovo modo di impostare i servizi per il lavoro, più specializzati nel rispondere alle diverse necessità dei cittadini. Lo sportello avrà personale specializzato nell’orientamento al lavoro e offrirà tutte le informazioni su corsi di formazione professionale, opportunità di lavoro, tirocini, anche sostenuti da premi di presenza. A disposizione degli utenti ci sarà del personale in grado di spiegare ai giovani tutte le novità che la Provincia realizza nel campo dei nuovi servizi per il lavoro: informazioni molto concrete e aggiornate che sono comunque a sostegno di una più profonda azione di rimotivazione all’occupazione, di crescita di una cultura del lavoro che deve vedere la persona protagonista e consapevole del proprio progetto professionale. Il termine “integrato” ha in questo caso una duplice valenza: in primo luogo si definisce integrato perché vuole essere una risposta a tutte le diverse occasioni di scelta che una persona deve compiere nel campo della scuola, della formazione, del lavoro e dell’università, in secondo luogo il sistema si realizza in modo strettamente integrato con il territorio, andando ad interagire con le esperienze più significative di aggregazione giovanile, quale il Progetto Spazio Reale, già in grado di contattare centinaia di giovani.

Una parte del lavoro dello sportello sarà svolta presso Villa Lorenzi che offre un’uguale occasione di contatto con ragazzi, spesso anche giovanissimi, che già vivono in condizione di difficoltà, che rischiano di perdere, ogni giorno che passa, un aggancio concreto e produttivo per la realizzazione di un soddisfacente inserimento al lavoro.

Una domenica importante

gennaio 22, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Mio figlio Francesco mi ha chiesto perché andavo via anche la domenica mattina, invece di fare un torneo di calcetto con lui. Domanda che mi piacerebbe girare ai tanti teorici della Casta che non sanno la vita vera che si fa prendendo sul serio la politica. Ma questo è un altro discorso. E giusto per non drammatizzare dico che il torneino l’ho fatto comunque, nel pomeriggio (e ho pure perso, ma questo è un altro discorso). Ve lo scrivo perché sono stato tentato di spiegare a mio figlio che impiegavo una domenica mattina per rendere omaggio a un signore cui qualcuno ha strappato il diritto a vivere ogni domenica. Ho partecipato infatti alla cerimonia in memoria di Fausto Dionisi, ucciso esattamente 30 anni fa in via delle Casine e commemorato assieme alla vedova, al sindaco, al questore, al consigliere regionale Severino Saccardi. Non ho spiegato a Francesco tutta la verità. Ho pensato fosse troppo piccolo per capire. Ma da domenica continuo a pensare che dovremmo avere il coraggio di andare nelle scuole con maggiore determinazione a portare il ricordo di giovani vite spezzate dall’odio e dalla violenza. Chi dà la vita vestito con una divisa, dà la vita per una comunità. Dobbiamo spiegarlo con più forza alle ragazze e ai ragazzi. Dobbiamo dare alla memoria un posto maggiore nella costruzione del nostro futuro.
(Enews 212, martedì 22 gennaio 2008)

Donne ideologiche

gennaio 22, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Il tema della violenza alle donne non è un tema da slogan ideologici. È un tema vero. Reale.
Qualche anno fa sono stato protagonista, mio malgrado, di una durissima polemica che alcune associazioni femministe mi hanno rivolto. Mi accusavano, per il cambio di un’assessora – come dicevano loro con dubbio neologismo – di essere maschilista, antifemminista, estremista di destra, sessuofobo. Dalla serie: non facciamoci mancare nulla. Ho risposto coi fatti. Sono il primo in questo territorio ad avere una giunta con una presenza femminile al 50%. Abbiamo chiuso accordi importanti come quello con l’Associazione Artemisia contro la violenza. Abbiamo dato segnali amministrativi rilevanti, a partire dalla pubblicazione del Bilancio di Genere. Ma tutto ciò è sembrato a una parte delle contestatarie inutile: cortei contro, manifestazioni, letteracce, eccetera.
Vorrei rassicurarvi: riesco comunque a dormire bene la notte. Non ci crederete, ma questa contestazione non turba il mio sonno. Mi ha però turbato, e leggermente inquietato, il modo con il quale una piccola minoranza di donne che partecipavano a un corteo libero e democratico contro la violenza ha cacciato dalla manifestazione la Prestigiacomo, la Melandri, la Turco, la Pollastrini. Alla manifestazione contro la violenza, insomma, un gruppetto di violente – perché questo è il termine tecnico da usare con chi impedisce a persone libere di partecipare a una manifestazione – ha cacciato in modo rigorosamente bipartisan parlamentari di centrosinistra e centrodestra.
La dico con la consueta serenità, ma anche (direbbe Crozza/Veltroni) con forza: queste signore o presunti tali fanno male a tutto il movimento femminista. Quando l’ideologia si impossessa delle manifestazioni si perde sempre la strada per tornare a casa. Io mi sono accorto nel mio piccolo di questa amara verità facendo i conti con l’esasperata protesta di chi non voleva guardare i fatti, ma giudicare le (altrui) opinioni. Oggi accade a ben più alto livello. Mi limito a una domanda, una semplice domanda: ma le donne normali non si accorgono dei danni che fanno queste nostalgiche? Se il femminismo ideologico è violento fa male alle donne. E, in generale, a tutta la società.

Poteva anche andare peggio. No

gennaio 22, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

C’è una vignetta molto bella di Altan in cui un personaggio dice all’altro. “Poteva andare anche peggio”. E l’altro di rimando: “no”. Ecco, l’enews 212 la potrei iniziare e chiudere così.
Poteva andare anche peggio? No. Abbiamo inanellato solo nell’ultima settimana una serie di casini che rispetto a noi la nobile famiglia fiorentina dei Bischeri può ergersi a campione di lungimiranza.
Provate a mettere in fila l’immagine che ha dato il nostro Paese in questa settimana. I rifiuti di Napoli, il cui problema pare ben lontano da una soluzione; il Papa invitato alla Sapienza e poi costretto alla rinuncia da una geniale strategia di prof e studenti accecati dal furore ideologico; il Presidente della Regione Sicilia che, assolto dall’accusa di collusione mafiosa, viene comunque condannato a cinque anni e festeggia come se avesse vinto uno scudetto con cannoli in ufficio davanti alle telecamere; il Ministro guardasigilli Mastella mentre fa la relazione annuale sulla giustizia alla Camera che viene a sorpresa indagato per concussione politica ai danni di Bassolino e si dimette perché vuole tornare a casa dove hanno messo agli arresti domiciliari la moglie che nel frattempo – eletta Presidente del Consiglio Regionale campano – avrebbe detto che un dirigente ASL nominato dall’Udeur per lei era “uomo morto”. Una frase da galera non c’è che dire….
E voi vi stupite se lo stesso Ministro, anzi ex Ministro, dopo due giorni di sceneggiate in piazza (arrivando persino in Piazza San Pietro a protestare la sua innocenza davanti a qualche centinaio di telecamere), manda a casa un Governo, il cui vertice da mesi sembra preoccupato soprattutto di tirare a campare? Magari vi indignate, ma certo non vi stupite…
Avreste preferito, forse, che la parte del killer l’avesse fatta mercoledì dopo il voto di sfiducia Alfonso Pecoraro Scanio, il ministro che dà di affaristi a tutti quelli che la pensano in modo diverso da lui? Scusate la franchezza: il Governo che cade è una brutta notizia, ma il fatto che Pecoraro e i suoi collaboratori cambino mestiere è un’ottima notizia per l’Italia.
O forse tifavate perchè la crisi l’aprisse Lamberto Dini e il suo, ennesimo, partito monopersonale?
O magari siete degli inguaribili romantici e avreste preferito una bella crisi di governo nata dal raffreddore della Levi Montalcini o dall’influenza (nel senso di virus) di Scalfaro o da mal di testa di Emilio Colombo?
Non so cosa preferiate voi. Nel dubbio vi dico quello che preferisco io. Vorrei farla finita col potere di ricatto dei piccoli partiti, di gente che con tre senatori manda a casa un governo. Gente per cui gli impegni presi con gli elettori sono un optional: l’importante è il proprio lumicino di visibilità, il proprio briciolo di interesse.
Sto con Veltroni quando dice che il Partito democratico è pronto a correre da solo. Meglio perdere ma avere le idee chiare, che non vincere e fare la figura da caproni che abbiamo fatto con l’esperienza nazionale. Esperienza che rischia di oscurare, purtroppo, anche il governo, generalmente buono dei livelli locali (io ad esempio non ho certo da lamentarmi della collaborazione, in Provincia, coi Comunisti Italiani o con la Sinistra Democratica o col Partito Socialista).
So di essere vagamente controcorrente e forse un po’ tranchant. Ma se vado dalla gente e prometto di risolvere il problema dei rifiuti o delle strade o degli spazi culturali e poi passo cinque anni a farmi menate mentali, è giusto che mi mandino a casa. Perché, così facendo, o meglio così non facendo, tradisco la vera vocazione della politica: che è coltivare sogni e idee per poi fare le cose. Non fare i convegni.
Il bello, o meglio il brutto, è che là, fuori, ci sono i veri problemi. Era dall’11 settembre che i mercati non subivano un tracollo come quello di ieri. E la nervosa campagna elettorale americana si gioca sempre più sulle questioni economiche, vero tallone d’Achille della società – non solo occidentale, forse – dei prossimi cinque anni. Le famiglie, confermano i sondaggi, non stanno benissimo. La giustizia non funziona non solo per i coniugi Mastella, ma anche e soprattutto per la gente comune, persone che quando incrociano un’aula di tribunale non hanno poi due ore di Porta a Porta per difendersi. Non voglio essere pessimista ma è difficile avere le pile cariche visto che quando abbiamo iniziato l’esperienza del Governo nazionale non è passato giorno senza che uno si differenziasse, dicesse la sua, si distinguesse, si smarcasse. E dai, basta.

Festa di San Sebastiano, patrono delle Misericordie

gennaio 21, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Ieri, domenica 20 gennaio, ho partecipato alla Festa di San Sebastiano, patrono delle Misericordie. Prima la Messa alla Misericordia di Firenze centro, in piazza Duomo, officiata dal cardinale emerito di Firenze, Piovanelli. Quindi la cena in una delle più importanti confraternite della Misericordia, quella di Rifredi, guidata da Raul Caneschi. L’orgoglio di essere fiorentino non nasce solo dalla straordinaria produzione artistica o dall’evidenza del riconoscimento della nostra terra come di una delle capitali mondiali della cultura. Si è orgogliosi di appartenere a Firenze anche quando si pensa alla storia di volontariato, solidarietà, carità che ci accompagna da secoli. E di questa storia la Misericordia è protagonista antica e fondamentale. Per questo ieri ho partecipato con convinzione a queste due iniziative. E anche per questo la Provincia continuerà a collaborare convintamente nel settore dell’associazionismo con la Misericordia.

Ci aspetta un 2008 in cui l’investimento sul sociale della Provincia è aumentato in modo significativo. Riusciremo ad essere efficaci e incisivi anche grazie al contributo della Misericordia, con la quale lo scorso anno, tra l’altro, abbiamo creato insieme un evento durante il Genio Fiorentino (qui le foto e qui il progetto).  Perché l’unicità fiorentina non è solo in un quadro bello o in un’opera d’arte ricercata. È anche e soprattutto nel nostro essere solidi e solidali.

Una giornata uggiosa

gennaio 15, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Giornata uggiosa. Piove, ormai da qualche giorno. Il volto smagrito di Ingrid Betancourt che campeggia da settimane sul Palazzo Medici sembra ancora più triste. Eppure è la settimana della liberazione di due ostaggi tra cui la sua assistente Clara Rojas, la quale, tra l’altro, potrà finalmente riabbracciare il figlio. Ma come si fa a non pensare alle migliaia di persone ancora in mano alle Farc? E, soprattutto, potrà quello scatenato e preoccupante personaggio di Hugo Chavez davvero dare una mano alla risoluzione di questo dramma nel dramma? O assisteremo, impotenti e annoiati, al sequel di un film di disinteresse già visto?
Giornata uggiosa. Politica italiana da sbadigli. Ho visto su La Stampa un’immagine del tavolo del vertice di coalizione da Prodi: 40 persone, dicasi 40. Ragazzi, rischiamo il ridicolo. Vi rendete conto un vertice con quaranta persone? Le riunioni di condominio secondo me vengono meglio. Ho grande rispetto per i piccoli partiti. Ma credo che la società di oggi abbia già le scatole piene.
E poi mi dicono che sono fissato con Sarkozy. Per forza. Almeno quello esprime un’idea. Poi prova a realizzarla. E crea il consenso attorno al suo progetto. Il tema non è Carla Bruni (su cui simpatica la battuta di Franceschini, in riferimento alla legge elettorale: io mi occupo di modello francese, lui si occupa della modella italiana). Il punto è che in questa settimana ha “arruolato” alla causa Tony Blair e Amartya Sen. Due che costituiscono da una vita riferimenti culturali e politici della sinistra che piace a molti di noi. Vabbè, lasciamo perdere Sarkò.
Giornata uggiosa. Contestano il Papa alla Sapienza. Vorrebbero non farlo parlare. Nella società del relativismo etico e culturale, ciascuno la può pensare come vuole, ma il Papa non può dire quello che pensa? È un concetto un po’ strano di laicità. Possono parlare tutti, tranne il Papa. Ma dai…
Giornata uggiosa. Penso a Firenze. È morto un giovane indiano, alla stazione di Campo di Marte qualche settimana fa. Si chiamava Pal Sorinder. È morto da solo, avrebbe cantato De Andrè. Il Comune di Firenze ha investito molto sull’emergenza freddo. Ogni notte c’è la possibilità di essere ricoverati in una struttura temporanea. C’è la possibilità di avere del cibo, aiuti e informazioni per tornare a vivere. Pal sapeva di questa opportunità ma ai volontari che lo avevano incontrato qualche giorno prima aveva spiegato di non volerne usufruire. Ha scelto di stare lì, a Campo di Marte. Una stazione triste per il suo ultimo viaggio.
Quando la notizia è venuta fuori sui giornali – con ritardo – si sono scatenate polemiche su polemiche. Giusto così. Giusto che si discuta, che ci si lasci scuotere da una morte così triste. Ma le polemiche ad personam dei professionisti dell’ideologia proprio non le sopporto. E non perché nel mirino dei contestatari è finita una mia amica, Lucia De Siervo, che è da quattro anni in prima linea con le associazioni della marginalità per dare un posto letto un giorno normale o la notte di natale e che svolge un lavoro molto serio e non ideologico. Ma perché non mi piace questo strumentalizzare anche i morti per le polemiche politiche. Giornata uggiosa. Proprio una giornata uggiosa…

Vienna, anda e rianda

gennaio 15, 2008 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Come si dice a Firenze, anda e rianda su Vienna ieri pomeriggio. Dopo una sosta all’ambasciata per presentare agli operatori turistici la seconda edizione del Florence loves you, ci siamo spostati al termovalorizzatore che sta proprio in centro a Vienna, a 300 metri dall’ospedale, accanto all’Università di economia, in mezzo alla città. Abbiamo visto quello che i viennesi hanno fatto, lo sforzo di comunicazione, il coinvolgimento della gente, la costruzione di un impianto anche architettonicamente curioso, la trasparenza pubblica dei dati, la valorizzazione energetica. L’elenco potrebbe continuare. I veri ambientalisti non sono quelli che hanno una tessera di un partito che si autodefinisce ambientalista o che rivendica l’utilizzo esclusivo di un colore, il verde. I veri ambientalisti sono i viennesi. Non quelli che ci hanno insultato in tutte le salse quando abbiamo approvato il piano provinciale dei rifiuti. Siamo andati a Vienna per dire che noi vogliamo bene all’ambiente. E per questo facciamo la differenziata, proviamo a ridurre i rifiuti, facciamo educazione ambientale. E costruiamo gli impianti. Perché non finiremo come a Napoli. Noi. A proposito: chissà come mai da quando ci sono in tv tutti i giorni le immagini della Campania i Verdi e Rifondazione della Provincia non aprono più bocca su questo tema. Perché questa improvvisa afonia? Sento quasi la mancanza. Sottolineo il quasi, ovviamente.
Fatto l’incontro con gli operatori turistici, visitato il termovalorizzatore, abbiamo avuto anche mezzora per farsi una fetta di Sacher. Non avremo visto Vienna, ok. Ma la Sacher non era male. Se non lo dite a mia moglie, vi dico anche che ne ho presi due pezzi…

Un “Diamante” per illuminare Pratolino

gennaio 11, 2008 by Matteo Renzi · 1 Comment 

Questa mattina, a Palazzo Medici Riccardi, abbiamo firmato con il direttore del Parco Mediceo di Pratolino Gennaro Giliberti ed il responsabile della Ricerca Enel Gennaro De Michele un protocollo d’intesa per l’installazione nel parco Mediceo di Pratolino del “Diamante”, una centrale energetica di nuova generazione che sfrutta l’energia solare. Il Diamante si caraterizza per un alto profilo tecnologico dato dalla produzione di idrogeno su accumulo che permette il funzionamento dell’impianto anche in mancanza di sole, e da una costruzione artistica armonica che non produce inquinamento paesaggistico. Nasce per integrarsi con luoghi naturali o di particolare rilevanza artistica ed è costituito da una struttura geotedica di otto metri di diametro di dimensioni “auree” (seguono cioè le proporzioni presenti in natura), fatta di acciaio e ricoperta sulla calotta superiore e nel lato orientato a sud da trentotto pannelli fotovoltaici di silicio policristallino.

L’energia elettrica prodotta, in grado di soddisfare le esigenze di un piccolo condominio, può essere usata immediatamente o accummulata sottoforma di idrogeno ed utilizzata di notte quando il sole no c’è: a tal scopo sono state installate all’interno di questo originale involucro tre sfere anch’esse disposte in posizione aurea, secondo le leggi  della proporzione e dell’armonia che regolano le forme della natura. Tutto ciò conferisce alla costruzione una grande armonia, tant’è che non è fuori luogo definire il “Diamante” un’opera d’arte. Con l’accordo firmato oggi, Enel si impegna alla realizzazione dell’impianto che resterà di proprietà dell’azienda elettrica, mentre l’energia ricavata sarà ceduta a titolo gratuito alla Provincia ed impiegata per l’illuminazione del Parco. Con l’occasione della firma, Enel ha installato nel cortile Michelozzo di Palazzo Medici un modello in scala ridotta del “Diamante” del diametro di due metri.

La realizzazione del Diamante si inquadra in iniziative del progetto “Ambiente e innovazione”, che vede Enel destinare 4,1 miliardi di euro nel campo dell’applicazione e dello sviluppo tecnologico delle energie rinnovabili e si inserisce in un progetto che impegna gli enti coinvolti ad attivare percorsi virtuosi di diffusione e valorizzazione delle fonti di energia rinnovabili. I furori ideologici di un certo ambientalismo hanno portato spesso a situazioni di degrado che sono sotto gli occhi di tutti. Sono molto soddisfatto di questo progetto che coniuga innovazione tecnologica, rispetto dell’ambiente e utilità, aggiungendo un prezioso strumento a quel diamante verde che è il parco di Pratolino.

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