L’uomo dell’anno sei tu!
dicembre 18, 2006 by Matteo Renzi · Leave a Comment
Il Time dedica la propria copertina di uomo dell’anno all’utente di intenet “che usa o crea contenuti nel web”. La copertina riporta l’immagine di un video con uno specchio in modo che chiunque guardi il settimanale possa vedere la propria faccia riflessa sotto la testata e la dicitura “persona dell’anno 2006”. L’immagine del lettore riflette “l’idea che voi, non noi, state trasformando l’era dell’informazione”, chiarisce il direttore del settimanale Richard Stengel.
Per me questa scelta è intelligente e significativa. Ormai internet sta cambiando il mondo, non più solo la politica o l’informazione. In questo senso sono felice di quello che – nel nostro piccolo – come Provincia stiamo facendo. La web tv Florence TV su cui molti hanno ironizzato e che si sta rivelando un prezioso strumento a servizio del territorio; la banda larga diffusa col progetto wireless; i progetti per innovare le strutture scolastiche e renderle all’altezza della sfida del nostro tempo. Stiamo lavorando molto, anche se ovviamente non siamo noi a “trasformare il mondo”. Il mondo lo stanno trasformando le tecnologie e la possibilità per il singolo di guidare il cambiamento. Di essere protagonista, non solo spettatore. Con Internet essere cittadini è più facile che essere utenti. Un buon motivo per guardare al 2007 con fiducia e ottimismo. Le nuove tecnologie non sono un problema ma un’opportunità!
Natale e auguri
dicembre 18, 2006 by Matteo Renzi · Leave a Comment
Sono francamente stupito dal dibattito sul senso del Natale. Un malinteso senso del rispetto porta qualche professionista del buonismo, qualche fan geniale di un multiculturalismo astratto e falsamente tollerante, a cancellare il presepe, a cambiare le parole delle canzoni natalizie, a sostituire la parola Gesù con quella “virtù” (più neutra, stesse sillabe e fa pure rima: che volere di più dalla vita?). E magari a inserire l’immagine di Moana Pozzi nel presepio del Comune di Bologna per poi lamentarsi della sdegnata reazione del Cardinale di quella città, perché ovviamente il rispetto è a senso unico, si capisce. Ognuno la veda come vuole, io credo di non essere un conservatore tradizionalista quando dico che questo dibattito reca in sé una forte componente di squallore. Non sarà mai capace di rispettare le altrui identità chi bistratta la propria.
La settimana della scuola, tra Kabul e il Pascoli. Domanda n.1: sono di sinistra?
dicembre 11, 2006 by Matteo Renzi · Leave a Comment
Settimana importante per l’attività della Provincia nelle scuole. Ho infatti visitato alcune strutture – all’interno del tour negli edifici scolastici delle superiori – parlando a lungo coi ragazzi, in particolar modo quelli del Pascoli e del Galileo. Confesso di essere piacevolmente stupito dalla quantità e qualità dei pensieri dei nostri studenti. Non sono banali, non si limitano a chiederti la palestra nuova o il banco più comodo, si mettono in gioco – se provocati – e rispondono con grinta e determinazione. Abbiamo parlato di molto: dal ruolo di Firenze nel mondo ai loro sogni; dalla cultura contemporanea alle sfide della politica. Sono molto contento di quanto stiamo facendo in questo settore. Non facile, naturalmente, e pieno di contraddizioni, a partire da un evidente squilibrio tra bisogni e risorse. Eppure continuo a pensare che una politica che non metta la scuola al centro sia destinata alla sconfitta. Ed a maggior ragione lo dico leggendo i dispacci d’agenzia che arrivano dall’Afganistan, dove la furia integralista continua ad uccidere insegnanti donne che lavorano nelle scuole per strappare all’ignoranza – cioè alla morte – tanti bambini e soprattutto tante bambine: le ultime due docenti uccise sono state massacrate sabato scorso vicino a Kabul e non si contano gli incendi di edifici scolastici “colpevoli” di ospitare bambine. Provoco volutamente: la furia integralista (contro la quale – sia detto tra parentesi – possiamo e dobbiamo fare di più) ha capito meglio di tutti che l’unico modo per colorare il futuro è la scuola. E prova a costringere il mondo di Kabul, come quello di altre zone del pianeta, al bianco e nero del terrore. Nel nostro Paese, ovviamente, non siamo a questo livello e viviamo una stagione ben diversa. Ma l’assoluta centralità della questione educativa deve essere affermata sempre. Non solo dopo un episodio di bullismo. In questo senso il tour nelle scuole mi sta regalando emozioni e riflessioni profonde, perché credo che su questi temi la Provincia possa e debba esercitare un ruolo significativo.
È stata anche la settimana in cui abbiamo firmato le lettere per gli istituti privati che svolgono il servizio pubblico degli asili nido. Dio sa quanto ce n’è bisogno e quanto i nostri bambini rischino di non avere un servizio all’altezza delle loro esigenze e – diciamolo pure – dei loro diritti. Berlusconi si è sciacquato la bocca con la scuola privata, salvo poi non aiutare concretamente queste realtà, che pure non hanno ricevuto particolare apprezzamento neanche dal centrosinistra. La Provincia ha deciso di triplicare i fondi a disposizione (siamo passati da 50.000 euro a 155.000) per agevolare queste strutture e soprattutto le famiglie che le frequentano. È fare una cosa di sinistra anche evitare che certi servizi siano appannaggio solo di chi ha un reddito alto, non pensate?
Ciao Meme
dicembre 4, 2006 by Matteo Renzi · Leave a Comment
Sono appena tornato dal funerale di Meme Auzzi. E francamente già scrivere una cosa del genere mi suona incredibile. Meme, segretario Metropolitano dei DS di Firenze, è stato dal 2001 ad oggi il mio “collega”, l’alter-ego sempre presente. Prima eravamo i segretari politici dei nostri partiti, poi il rapporto è diventato tra presidente della Provincia e segretario del maggior partito. E allora rivedo come in un album che scorre veloce davanti agli occhi le riunioni per i sindaci del Valdarno, quelle per le presidenze degli enti, la crisi di Palazzo Vecchio e le trattative per i sindaci della provincia, per le giunte, con tante polemiche e divisioni. Ma penso anche alle iniziative, alle manifestazioni, alle idee, fino alle discussioni sul centro sportivo della Fiorentina a Incisa, argomento toccato anche nelle ultime telefonate del giorno stesso dell’infarto che lo ha stroncato. Considerando la media telefonate di Meme, non esagero a dire che in questi cinque anni abbiamo viaggiato con una chiamata al giorno. Anche perché i momenti del grande freddo – quelli degli scontri sulla Giunta provinciale – sono stati ampiamente compensati dai giorni in cui le cose andavano bene e dove ci sentivamo più volte, per la gioia della TIM…
Il funerale ha visto una presenza incredibile di amici e compagni di Meme. E ha visto la commozione di tanti, da Piero Fassino a don Luca Albizzi che ha celebrato il funerale usando parole semplici e molto belle. Da Leonardo Domenici a Tiberio Biagi. Fino al pianto di Riccardo Conti o del grande Paolone Calosi. Ha detto bene Leonardo: “Il popolo che stava fuori dalla piazza era un popolo cui Meme apparteneva; anzi ne costituiva una delle migliori espressioni”. Andrea Manciulli ha deciso di intitolargli la nuova sede dei DS, per la quale Auzzi si stava spendendo in prima persona. Ed ha fatto una cosa giusta, perché Meme era a tutti gli effetti militante e dirigente di un partito, avendo vissuto (e apprezzato) la prima repubblica, ma vivendo la seconda – o presunta tale – con grande tenacia e passione. Non era un uomo del passato, tutt’altro. Quando qualcuno vorrà valutare la sua opera di questi cinque anni, dovrà fare i conti con uno che ha lavorato per semplificare, per trovare le soluzioni, dai rifiuti all’Ataf. E anche con uno che ha lavorato concretamente per il ricambio generazionale. Se a Pontassieve oggi fa il sindaco Marco Mairaghi, se a Borgo lo fa Giovanni Bettarini, se a Figline lo fa Riccardo Nocentini, e l’elenco potrebbe continuare, molto è dipeso dalla tenacia di Meme. Aggiungo che se i DS hanno accettato uno come me, sulla seggiola più alta di Palazzo Medici Riccardi, è stato (merito o colpa, fate voi) anche grazie a lui.
Come dicevamo stamattina con Luigi Nigi, Auzzi era un uomo appassionato che conosceva la danza della politica. Anche perché, semplicemente, la politica gli piaceva. Tanto. Sarà del tutto impossibile sostituirlo, ovviamente, per la moglie Lucia e per la figlia Noemi. Ma credo che per la classe dirigente del centrosinistra fiorentino non sarà facile trovare un interlocutore all’altezza di Meme. Cui va, adesso, solo il ricordo e per chi crede la preghiera. Anche per chi non crede, peraltro, la Preghiera in Gennaio di Fabrizio De Andrè contiene un finale molto bello: “Ascolta la sua voce, che ormai canta nel vento, Dio di misericordia, vedrai sarai contento”.
(Enews 157, lunedì 4 dicembre 2006)



















