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Quello che non ci copieranno mai…

giugno 23, 2006 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

All’Assemblea degli Industriali di Firenze di ieri. Montezemolo ha fatto un bel discorso, di livello, capace di suscitare attesa e interesse. La cosa che più mi piace è il tema del rapporto tra cultura, economia, turismo, moda, italian dream. Che poi è un sogno fiorentino, se è vero – come è vero – che sul Ponte Vecchio mercoledì scorso, alla sfilata di Roberto Cavalli, c’erano stranieri che sono rimasti a bocca aperta per qualche mezz’ora. Perché tale è l’unicità del mondo che abbiamo a disposizione che dobbiamo solo organizzarci meglio per valorizzarlo di più. È vero che ci possono copiare la moda, la manifattura, gli stili. Ma Ponte Vecchio e il fascino di Firenze quando guarda al futuro, non ce lo ruberanno mai.

Ucciso due volte Al Zarqawi

giugno 13, 2006 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

È francamente difficile non provare pietà per la morte di un uomo. Il fatto che l’uomo in questione sia però uno dei terroristi più efferati toglie ogni forma di pietas e fa riflettere sul fatto che con la scomparsa di Al Zarqawi tutti noi ci auguriamo che siano risparmiate vite innocenti. Al di là delle considerazioni sulle reazioni alla morte del terrorista giordano (fulminante, come sempre, la Jena su La Stampa: “I parenti di Al Zarqawi felici per il martirio del loro capo. Contenti loro…”) quello che mi preme è una considerazione legata al valore della comunicazione. Ormai tutto, persino il terrorismo, passa da una profonda azione di marketing e di comunicazione. Al Zarqawi nasce come fenomeno mediatico quando sposa la linea durissima, quando taglia la testa al povero ostaggio americano Berg per dimostrare di essere inflessibile, quando rivendica la strage degli italiani a Nassiryah. È un terrorista come altri, ma deve la sua fama e la sua crescita alla capacità di governare e utilizzare i media. Ed è proprio sull’immagine che puntano gli americani per distruggerne il mito davanti ai suoi potenziali adepti: accade, così, che egli sia mostrato da immagini rubate mentre è incapace di sparare come vorrebbe all’interno di un’esercitazione nel proprio campo d’addestramento improvvisato. Il grande guerriero incapace di usare un semplice fucile: quale spregio più grande di questo alla fama dell’emissario di Bin Laden?
Ormai, può piacere o no e tendenzialmente (a ragione) non piace, tutto è comunicazione. Persino il terrorista è oggetto di un circo mediatico che può essere governato o meno ma che rimane il vero padrone della società contemporanea.
(Enews 142, martedì 13 giugno 2006)

Meraviglia e inquietudine

giugno 13, 2006 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

prozac“Un bimbo che nasce reca al mondo il lieto messaggio che Dio non è stanco dell’uomo”: è una frase, bellissima, di Tagore cui ho pensato molto in questi giorni dopo che giovedì mattina mia moglie Agnese ha partorito Ester, terzo cucciolino della mia famiglia (prima femmina: dicono che i babbi rimbambiscano con le figlie femmine. È vero? Chiedo info e aiuto a chi ci è passato. Diciamo che se il rischio è il rincoglionimento, io mi sono già avvantaggiato col programma…). Grazie a tutti per i messaggi di auguri e di felicitazioni. Vi sono, vi siamo, davvero grati. E questo lieto messaggio spinge alla responsabilità. Alla consapevolezza del proprio ruolo. Lo stupore indescrivibile dell’emozione del parto (già provato, ma sempre nuovo) provoca un senso di mistero profondo.
Ma la gioia, la riconoscenza, la gratitudine si scontrano con l’inquietudine di notizie come quelle riportate il giorno dopo dai media. L’EMEA (agenzia comunitaria del farmaco) ha approvato anche per l’Europa, recependo un indirizzo che negli Stati Uniti era stato adottato due anni fa, l’utilizzo del Prozac e di analoghi antidepressivi anche per bambini di età non inferiore a 8 anni. Dunque anche i bambini di almeno 8 anni possono essere curati per la depressione in via farmacologia. Le considerazioni, come è ovvio, potrebbero sprecarsi. Non voglio fare il moralista, anche se mi viene la pelle d’oca a pensare che dei bambini di 8 anni soffrano di depressione e possano essere curati a base di fluoxetina, la molecola del Prozac o di altri suoi “colleghi”. Mi limito ad una considerazione: “Spesso il male di vivere ho incontrato”. Non è più il celebre verso di un poeta, ma una constatazione. Le stime più recenti sottolineano come un adolescente su 100 in Italia, 5 su 100 negli Stati Uniti ricorrono a farmaci contro la depressione. Dobbiamo lavorare di più sui nostri ragazzi e coi nostri ragazzi. La vita è mistero e stupore, non Prozac e pasticche,. Ma per farlo non serve un pistolotto moraleggiante per email. Serve condividere, riflettere, pensare, anche sognare insieme. E serve soprattutto che la nostra società, ricca e complessa, rifletta approfonditamente su questa situazione. Non possiamo permetterci il lusso di lasciare questo argomento ai trafiletti dei giornali…

Dalla rivolta al beach volley

giugno 5, 2006 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Oggi, 5 giugno, è l’anniversario della strage di Piazza Tien An Men. Si tratta dell’eccidio di giovani più devastante della storia. Su cui è sceso un silenzio inquietante. Del resto credo che proprio quella piazza ospiterà alcuni importanti appuntamenti olimpici nel 2008: dai carri armati al beach volley, senza passare dal via. E senza dirlo troppo in giro. Mai come in momenti come questo credo che la memoria sia un dovere. E che niente sia più moderno della memoria. Anche per questo Piazza Tien An Men è un anniversario da ricordare. Non un ingombro da cancellare.
(Enews 141, lunedì 5 giugno 2006)

Più fatti meno chiacchiere?

giugno 5, 2006 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Non mi pare così malvagia l’idea che i ministri parlino un po’ meno e agiscano un po’ di più. I primi passi del Governo Prodi sono stati caratterizzati da un diluvio di dichiarazioni sul tutto e sul niente. E quando il comunista italiano Bianchi ha detto che si emozionava profondamente sentendo Fidel Castro, qualcuno si è domandato se egli fosse il ministro dei trasporti o il ministro del trasporto. Battute a parte: l’esigenza di stringere sulle cose da fare e lasciar perdere le cose da dire mi sembra fondamentale. Se è vero che il Paese vive una fase di difficoltà – e voglio credere che non stessimo raccontando balle quando descrivevamo i disastri del berlusconismo – c’è bisogno di lavorare per il rilancio. Non di chiacchierare per il quotidiano lancio (di agenzia). In questo senso una dichiarazione in meno, un atto concreto in più.
Speriamo che il gesto di oggi di Prodi che ha “chiuso” tutti i ministri in una villa a discutere serva a cementare uno spirito di coalizione vera. Questo Governo deve durare, non chiacchierare.

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