Vorrei incontrarti fra 1.000 anni
settembre 16, 2005 by Matteo Renzi · Leave a Comment
La società petrolifera danese Dansk Oil ha lanciato un bond che scadrà tra… 1.000 anni. Avete letto bene: nel 3005. Penso che anche il più ottimista tra gli ottimisti sia abbastanza convinto di non avere numerose chances di arrivare vivo a quell’appuntamento. Ma la notizia è divertente: è un segnale di fiducia, altro che le solite lamentele sul declino ineluttabile! Un bel bond di 1.000 anni… e chi si è visto, si è visto. Vi immaginate se la politica sapesse lanciare non dico bond a 1.000 anni, ma un progetto a 10 anni? Sarebbe un passaggio epocale. Oggi infatti diamo la sensazione di non riuscire non solo a progettare oltre i 10 giorni, schiacciati come siamo sul quotidiano (dovremmo leggere tutti qualche agenzia in meno e qualche libro in più), ma soprattutto di essere una roba per cui si cambia idea ogni… 10 minuti. Ogni riferimento alla proposta di legge elettorale è puramente simbolico: i casi sono numerosissimi. Qui viva la Dansk Oil! Mille di questi bond, verrebbe da augurare.
(Enews 124, venerdì 16 settembre 2005)
Aiuto, la crisi!
settembre 16, 2005 by Matteo Renzi · Leave a Comment
A proposito di primarie e personalizzazione della politica. Avete forse letto che in Palazzo Medici Riccardi pare ci sia stata una crisi di governo. Ora il fatto che io non me ne sia accorto non è di per sé motivo sufficiente per negare tale fatto, anche se facendo il Presidente della Provincia, riunendo la giunta, nominando dirigenti, operando scelte, potevano avere la cortesia di dirmelo. Battute a parte: sono stato accusato di “eccesso di personalismo” (forse volevano dire “personalizzazione”, il “personalismo”, specie quello comunitario, è una cosa seria) per aver revocato due assessori che in questo primo anno a mio giudizio non hanno mantenuto forte il legame fiduciario con la presidenza. Cioè non hanno fatto quello per il quale il cittadino li paga. Tra i miei limiti c’è quello di non capire perché, se un’operazione del genere la fa un sindaco diessino è tutto ok, se la fa un presidente di Regione di Rifondazione è tutto ok, se la fa il Renzi è eccesso di personalizzazione.
La personalizzazione è una roba che merita di essere approfondita. Per la politica di oggi è contestualmente una necessità (dettata soprattutto dai meccanismi della comunicazione) ma anche un problema (perché semplifica, banalizza, distorce). Aggiungo che gli stessi che mi accusano di personalizzazione, sono gli stessi che oggi affidano alle primarie – dove, come noto, si sceglie una persona – la risoluzione dei problemi del centrosinistra. E sono problemi neanche di leadership, ma di convivenza. Insomma: la personalizzazione della politica è una cosa troppo seria per lasciarla al Presidente della Provincia di Firenze.
Io ho fatto quello che dovevo fare, alla luce di un anno di governo dove abbiamo lavorato molto e per tanti aspetti abbiamo anche lavorato bene; ma chi si accontenta in politica non solo non gode, ma fa proprio danno. Ecco perché ho ritenuto necessario una sterzata. Abbiamo molti problemi davanti a noi, a partire da quello dei rifiuti: io sono al lavoro per risolverli nella consapevolezza duplice che non esiste un presidente senza una maggioranza (e la mia maggioranza è composta da ben 16 consiglieri ds, quindi chi può fare a meno di un rapporto con la Quercia?), ma neanche una maggioranza senza presidente. Se qualcuno avesse in testa di chiudermi in una stanza a giocare coi trenini del genio fiorentino, mentre di là, i grandi, quelli seri, fanno la politica a Firenze, beh devono cambiare idea. Io, che giudico segno d’intelligenza cambiare idea, mi ritengo meno intelligente e non ho cambiato idea da quando mi sono candidato. Rivendico tutto intero il mio diritto a mandare a casa gli assessori che non funzionano, di qualunque partito essi siano. I partiti, se vogliono, hanno il potere di mandare a casa. Posso perdere la poltrona, non posso perdere la faccia. È che abbiamo talmente tanti casini da risolvere che mettersi a discutere sui giornali per sedare le varie correnti interne di una “crisi” in Provincia mi pare un errore. Apriremo un grande dibattito-confronto politico e programmatico e lì i temi veri verranno al pettine: le beghe autoreferenziali faranno la fine delle bolle di sapone.



















