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Erode è tornato.

settembre 18, 2004 by Matteo Renzi · Leave a Comment 

Non ci sono parole per quanto è accaduto in Ossezia. I poeti, forse, i grande poeti riusciranno a dire il disgusto, l’orrore, la disperazione. Personalmente non ce la faccio. Sarà l’esperienza della paternità (i miei due bambini, insieme, stanno ampiamente sotto la soglia dei cinque anni), sarà più semplicemente il fatto di essere un uomo e non una bestia: pensare a quella scuola mi risulta insopportabile, dilaniante. Erode è tornato. L’Erode che ci avevano raccontato in azione sessanta anni fa a Sant’Anna di Stazzema o nel Rwanda di dieci anni fa o nel Sudan di oggi. Solo che stavolta ce lo hanno anche mostrato alla tv e quindi è meno facile sottrarsi come forse vilmente vorremmo all’indignazione, alla rabbia, al dolore (ho ricevuto molte email su questo, tra cui una davvero bella di Giuseppe, un amico anch’egli padre di un piccolo).
Esiste una questione di convivenza con l’Islam integralista. Come ha scritto un importante testata araba, non tutti gli islamici sono terroristi ma “dobbiamo iniziare a riflettere sul fatto che tutti i terroristi in azione oggi nel mondo sono islamici”. Esiste una questione Cecenia, da non sottovalutare da non dimenticare. Ma gli errori di un Governo come quello di Putin sono cosa ben diversa dagli orrori di terroristi infami e tremendi. Esiste una questione bambini… proprio in questa estate mi ero appuntato alcuni brani come quello di un’intervista ad Ermanno Olmi in cui il regista invita a lasciare proprio ai bimbi le città per farle ridiventare vive… o quello sui troppi bambini già malati di stress molto piccoli. Esiste insomma una realtà complessa che fatti come quelli di Beslan costringono ad affrontare. Ci possiamo permettere tante cose, ma non di fare gli struzzi, nascondendo la testa sotto la terra.
Ed è per questo che all’apertura dell’anno scolastico ho pensato di scrivere una lettera a tutti gli oltre trentamila ragazzi che frequentano le scuole superiori, facendo proprio un invito di questo genere: un invito anti-struzzo. L’ho fatto perché sono quei trentamila ragazzi a cui la Provincia di Firenze deve pensare per le palestre, le scuole, i muri, l’edilizia. Vorrei che fossimo capaci di costruire non solo un muro, ma soprattutto il futuro (la rima non è granché, ma il senso della frase mi pare chiaro). Ed in questo senso ho provato ad aprire un canale di collegamento con questi ragazzi.
Il più grande tesoro che voi avete siete voi stessi, la vostra intelligenza, la vostra fantasia, il vostro entusiasmo, la vostra voglia di cambiare il mondo partendo dalle piccole cose. [...] Siate curiosi, nello studio come nella vita, domandatevi il cur – il perché – delle cose. La Provincia che non è un ente burocratico, ma una comunità di cittadini, conta molto su di voi, ha fiducia in voi, scommette su di voi!” (dalla lettera agli studenti inviata il 13 Settembre 2004)
Per tutti l’invito a rivolgersi con speranza e fiducia – comunque – al domani. Specie quando questo è più difficile. Nella postfazione della “sua” Iliade, Alessandro Baricco parla di come “da qualche profondità che credevamo sigillata” è riemersa la barbarie della guerra, tornata ad essere “esperienza quotidiana”. Ma chiude con un messaggio di speranza: “Costruire un’altra bellezza è forse l’unica strada verso una pace vera… Una reale, profetica e coraggiosa ambizione alla pace io la vedo soltanto nel lavoro paziente e nascosto di milioni di artigiani che ogni giorno lavorano per suscitare un’altra bellezza, e il chiarore di luci, limpide, che non uccidono. E’ un’impresa utopica, che presuppone una vertiginosa fiducia nell’uomo. Ma mi chiedo se mai ci siamo spinti così avanti, come oggi, su un simile sentiero. E per questo credo che nessuno, ormai, riuscirà più a fermare quel cammino o a invertirne la direzione. Riusciremo, prima o poi, a portar via Achille da quella micidiale guerra. E non saranno la paura, né l’orrore a riportarlo a casa. Sarà una qualche, diversa, bellezza, più accecante della sua e infinitamente più mite.”
(Enews 115, sabato 18 settembre 2004)

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