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	<title>Commenti a: Documento Programmatico 2009-2014</title>
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		<title>Di: fortunato filipponi</title>
		<link>http://www.avisoaperto.it/?p=4484&#038;cpage=1#comment-839</link>
		<dc:creator>fortunato filipponi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 13:41:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.avisoaperto.it/?p=4484#comment-839</guid>
		<description>Egregio sig. Sindaco,
    ottime idee,tutto o quasi condivisibile,ma io ho settanta anni e alcune delle proposte le vorrei vedere realizzate senza che rimangano un manifesto di buone intenzioni.Utilizziamo allora le infrastrutture che già esistono migliorando il loro utilizzo: Costruiamo da subito le fermate di Osmannoro e Peretola e utilizziamo quella linea con sede a tre binari senza attendere la costruzione fino a Campi.Costruiamo le fermate di Puccini e del Barco e Firenze Cascine valorizzando la linea Leopolda per uso metropolitano.Costruiamo la strada di collegamento già progettata via Pistoiese Firenze P:Prato prolungandola lungo la ferrovia fino a S. Donnino.Terminiamo gli svincoli del ponte dell&#039;Indiano intorno all&#039;aeroporto e facciamo arrivare il viale XI Agosto fino a Careggi.Prevediamo che la linea due della tramvia  possa arrivare subito a Careggi con una deviazione attraverso via Mariti e Viale Morgagni.Prenderemmo due piccioni con una fava. Tutto questo si può fare durante il suo mandato.
Grazie per l&#039;attenzione e un cordiale saluto. fortunato filipponi@ alice.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio sig. Sindaco,<br />
    ottime idee,tutto o quasi condivisibile,ma io ho settanta anni e alcune delle proposte le vorrei vedere realizzate senza che rimangano un manifesto di buone intenzioni.Utilizziamo allora le infrastrutture che già esistono migliorando il loro utilizzo: Costruiamo da subito le fermate di Osmannoro e Peretola e utilizziamo quella linea con sede a tre binari senza attendere la costruzione fino a Campi.Costruiamo le fermate di Puccini e del Barco e Firenze Cascine valorizzando la linea Leopolda per uso metropolitano.Costruiamo la strada di collegamento già progettata via Pistoiese Firenze P:Prato prolungandola lungo la ferrovia fino a S. Donnino.Terminiamo gli svincoli del ponte dell&#8217;Indiano intorno all&#8217;aeroporto e facciamo arrivare il viale XI Agosto fino a Careggi.Prevediamo che la linea due della tramvia  possa arrivare subito a Careggi con una deviazione attraverso via Mariti e Viale Morgagni.Prenderemmo due piccioni con una fava. Tutto questo si può fare durante il suo mandato.<br />
Grazie per l&#8217;attenzione e un cordiale saluto. fortunato filipponi@ alice.it</p>
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		<title>Di: sandro domenichetti</title>
		<link>http://www.avisoaperto.it/?p=4484&#038;cpage=1#comment-376</link>
		<dc:creator>sandro domenichetti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 22:18:07 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Matteo, ti allego alcune riflessioni su questioni sociosanitarie, trascurate nel tuo documento.
Inoltre sarebbe importante che tu prevedessi un capitolo su FIRENZE CITTA&#039; DELLA SCIENZA, che è davvero il futuro.

&quot;Riflessioni e proposte in ambito Socio-Sanitario&quot;

La società contemporanea per la sua complessità e frammentazione, Bauman la definisce la “società dell&#039;incertezza”, richiede strumenti utili al fine di conoscere, interpretare e leggere tale complessità per raggiungere un miglior standard decisionale nella programmazione socio-sanitaria. Lo stato di salute di una popolazione è determinato da molteplici fattori, alcuni come il sesso, l’età, il patrimonio genetico sono immodificabili, mentre altri possono essere culturalmente e politicamente influenzati, modificati e corretti. Si pensi ad esempio a:
·	stili di vita degli individui come l’abitudine al fumo, all’alcool, i comportamenti alimentari e sessuali, l’inattività fisica che sono identificabili come i principali determinanti delle più frequenti malattie croniche;
·	qualità degli affetti e delle relazioni sociali, come la presenza o assenza di una rete di supporto sociale o familiare, su cui poter contare nella gestione delle difficoltà quotidiane, che possono condizionare lo stato di salute inducendo o evitando lo sviluppo di stati depressivi o di ansia;
·	fattori legati all’ambiente di vita e di lavoro (reddito, livello di istruzione, situazione occupazionale e abitativa, stili alimentari e condizioni igieniche);
·	condizioni socioeconomiche, culturali e ambientali generali.
La salute, intesa come stato di benessere complessivo, è infatti il risultato di uno sviluppo sostenibile capace di preservare la disponibilità delle risorse rinnovabili ed evitare eccessivi squilibri ambientali, economici, sociali. Promuovere la salute di una società significa, quindi, investire non solo in politica sanitaria, ma anche in politiche tese a rimuovere situazioni di disagio socio-economico, nell&#039;attuare interventi di educazione alla salute, nella promozione di stili di vita sani. Di qui il ruolo dei Comuni, a cui spetta, infatti, il ruolo di lettori delle esigenze dei propri territori mediando fra aspettative dei cittadini e possibilità del sistema di soddisfarle, individuando le priorità, senza sacrificare ad esse la globalità degli interessi complessivi. Dato un insieme di risorse limitato, ogni società deve coniugare il diritto al trattamento e alla cura e la sostenibilità sociale dello stesso. L&#039;immagine di salute è la logica conseguenza della ridefinizione del concetto di salute: “se la salute è il risultato delle interazioni fra dinamiche demografiche, territoriali, socio-economiche e politiche, la percezione soggettiva, il vissuto del soggetto e della
collettività ne sono momenti fondanti”. Firenze in particolare e gran parte della Toscana sono all’avanguardia nella tutela della salute e nella sanità, lo ha riconosciuto insospettabilmente persino il ministro Tremonti. Si può tuttavia, ulteriormente migliorare il fronte della prevenzione, dell’educazione sanitaria e agli stili di vita, umanizzare ancora di più l’accoglienza dei presidi territoriali e ospedalieri. 
In una fase dominata  dai temi economici si  richiamano i cittadini alla difesa di un bene prezioso, la salute, ricordando con fermezza che il Servizio Sanitario Nazionale, pur tra inevitabili difficoltà e errori, ha portato, in trent’anni, l’Italia a raggiungere risultati impensabili fino a pochi decenni or sono. La speranza di vita è tra le più alte del mondo, la mortalità infantile tra le più basse e tutti i cittadini, particolarmente in alcune regioni come la Toscana, possono essere curati senza distinzioni di ricchezza e godendo degli stessi servizi. 
La sanità non è una spesa inutile o un privilegio per ricchi, ma un grande fattore di sviluppo civile, di produttività economica, di risposta sociale a bisogni essenziali, possibile soltanto in un paese che sa crescere sul piano delle istituzioni democratiche e anteporre il senso della comunità a qualsiasi egoismo individuale o di categoria. 
Il Partito Democratico, che unisce il solidarietà con la tradizione di giustizia sociale nella difesa della libertà, dell’uguaglianza e dell’universalità dei diritti, è una forza politica consapevole che solo nello sviluppo del paese, nel rilancio della produttività, si potrà offrire ai cittadini una sanità sostenibile e, nello stesso tempo, capace di innovarsi seguendo lo sviluppo della scienza e della tecnica. Occorre una grande capacità riformista, una volontà di cambiamento, senza acritiche difese di un passato ingessato in ideologie o chiuso in affinità partitiche, per governare le grandi trasformazioni sociali di cui la sanità è parte essenziale. Senza equilibrio di governo tra produzione e risposta ai bisogni, in una società in cui ognuno vuole tutto per sé, particolarmente se si ammala, non si potranno sfruttare le occasioni di progresso che la scienza oggi, quasi quotidianamente, offre. 
Nella medicina moderna si aprono prospettive terapeutiche fortemente innovative ,che permettono di prolungare la vita, spesso in buona salute, ed alle quali chi ha necessità è giusto che acceda. Tali trattamenti hanno però un costo elevato ed è quindi necessario che il servizio sanitario nazionale possa erogare tali prestazioni pur all’interno di un sistema di risorse finite. Perché ciò avvenga bisogna ricercare in maniera sempre più puntuale ed efficace l’appropriatezza delle prestazioni erogate. Non tutto a tutti ma a ciascuno in base alle personali necessità. 
In Firenze abbiamo sia in quantità che qualità una risposta sanitaria elevata e diffusa, sostenuta sia dalla rete dei servizi territoriali che da Careggi, Meyer  e degli ospedali dell&#039;Asl 10. Sono numeri più che significativi dietro i quali ci sono oltre 12.000 operatori nel settore della sanità: 5.000 a Careggi, 6.653 nell&#039;Asl 10 e 740 al Meyer. Questo è un esercito che 24 ore su 24 è sul territorio. 
Dall’ISPO/CSPO emerge che in Toscana aumenta l&#039;incidenza dei tumori, ma al tempo stesso diminuisce la mortalità. Una delle ragioni è che ci sono cure di qualità e buona prevenzione. Il nostro sistema sanitario è quindi forte e in parte eccellente, ha in sé molteplici qualità. Credo che di questo molti di noi siamo buoni testimoni. Certo il sistema è forte soprattutto se lo confrontiamo con altre situazioni, ma è un sistema che può essere sempre migliorabile e che comunque non può negare le carenze, le criticità, gli errori, le cose che non funzionano. Un sistema è forte quando i problemi li affronta e li risolve.

La salute è condizione essenziale per “vivere”la città.
Un buon livello di salute e benessere per tutti i cittadini non è solo un obiettivo di civiltà, ma
rappresenta una risorsa importante per la vita della comunità, per il suo sviluppo e la coesione
sociale. Le leve per innalzare questo livello sono molteplici. Bisogna agire sulle condizioni sociali
e ambientali, sull’alimentazione e sugli stili di vita,  promovendo la pratica sportiva.

La società della salute – che Firenze ha sperimentato per prima – è stata la risposta strategica
alla necessità di integrare prestazioni sanitarie e servizi sociali e di finalizzare la programmazione delle attività al raggiungimento di obiettivi di salute. Così si afferma l&#039;integrazione del sistema sanitario con gli altri settori del governo del territorio. In particolare viene attribuita molta più responsabilità ai Comuni che diventano protagonisti della tutela della salute e del benessere sociale.
La Società della Salute è caratterizzata da quattro obiettivi qualificanti:
·	coinvolgimento dei comuni e del terzo settore nell&#039;individuazione dei bisogni di salute 
·	garanzia di qualità e di appropriatezza 
·	controllo e certezza dei costi 
·	universalità ed equità delle prestazioni. 
La Società della Salute rende concreto un concetto nuovo: il passaggio dalla sanità alla salute. Per far questo è fondamentale la lettura dei bisogni dei cittadini  e la loro partecipazione.            Superata la fase sperimentale, con la recente approvazione della legge regionale, la società della salute deve essere ora rilanciata e consolidata , costruendo sul territorio il sistema della medicina di iniziativa che vede operatori sanitari e sociali e medici di medicina generale coordinare una rete di interventi, con la partecipazione del terzo settore e dei cittadini organizzati, per seguire, monitorare, assistere, tutti i cittadini e in particolare quelli più a rischio. In questo senso la Società della Salute di Firenze ha individuato una prima configurazione dei livelli base di cittadinanza sociale: Segretariato Sociale per l’Informazione, Servizio Sociale Professionale, Punto Unico di Accesso e Servizio di Pronto Intervento Sociale, nell’intento di dare concretezza ai diritti di cittadinanza sociale e conferendo al sistema integrato dei servizi il carattere di
universalità.
Il Segretariato Sociale rappresenta la risposta al diritto dei cittadini a ricevere informazioni esatte, dettagliate, pertinenti. 
Il Servizio Sociale Professionale. Gli interventi del servizio sociale professionale sono
riconducibili alle attività svolte dall’assistente sociale per la prevenzione, il sostegno e il recupero
di persone, famiglie, gruppi in situazioni di bisogno e di disagio.
Il Punto Unico di Accesso (PUA) nasce con lo scopo di interpretare i bisogni dei soggetti più
fragili e incanalare in modo corretto le loro richieste verso la risposta più appropriata.
Il Servizio del Pronto Intervento Sociale si propone di garantire, anche coinvolgendo il terzo
settore, una risposta tempestiva e concreta a persone che si vengono a trovare in situazioni gravi,
impreviste e imprevedibili.
Garantire questi livelli base significa adoperarsi per dare omogeneità ed uniformità ai percorsi di
accesso e di presa in carico e cura dei cittadini, abbattere le barriere e le forme di discriminazione che impediscono la conoscenza e l’accesso ai servizi territoriali. 

Polo Oncologico
E’ estremamente importante che l’oncologia fiorentina rimanga pubblica . Una struttura oncologica privata, per quanto sia all’avanguardia , rappresenta un elemento destabilizzante sia in termini prettamente sanitari che economici nel sistema dell’offerta di salute nel territorio della piana e in generale in quello regionale. Una struttura come quella ipotizzata di una Villa Ragionieri privata sarebbe un polo di attrazione per professionisti toscani e di altre regioni, sottraendo in tal modo le notevoli capacità umane e l’esperienza acquisita dal servizio pubblico. Rendere pubblico un tale centro permetterebbe inoltre  di disporre in Toscana di un polo con apparecchiature diagnostiche e terapeutiche di ultima generazione, colmando in tal senso una  lacuna strumentale che solo ultimamente si sta  riducendo con gli investimenti fatti nei nuovi centri di radioterapia. 

Non autosufficienza
Nella nostra città, il processo di invecchiamento demografico, dovuto al progressivo allungamento della durata della vita, ha raggiunto livelli molto elevati. La percentuale di anziani sul totale dei residenti, è passata da 24,4% nel 1999 a 26,0% nel 2007, con la presenza di 94.789
ultra-64enni di cui ben 30.805 con più di 79 anni. L’IRPET ha previsto che nel 2023 un quarto dei residenti toscani sarà over 64, “traguardo” raggiunto da Firenze in anticipo di ben diciassette anni. Questi sono i numeri degli anziani a Firenze: numeri che indicano che a Firenze si vive bene, come del resto in tutta la Toscana. Una società caratterizzata da aspetti positivi, quali una vita media più lunga e da una bassa mortalità generale, espressioni di un buono stato di salute complessivo, ma che ha comunque una serie di problemi che derivano proprio dall’invecchiamento della popolazione che
comporta patologie gravi e invalidanti. I bisogni assistenziali sono inoltre acuiti dal fatto che il 32% di anziani vive da solo e che le famiglie nella nostra città sono sempre più piccole, composte mediamente solo da 2 persone. La Società della Salute è impegnata e deve impegnarsi, anche tramite la preziosa collaborazione del terzo settore, a offrire occasioni di socializzazione,
aggregazione e svago e a promuovere stili di vita adeguati. Il principio su cui devono fondarsi  queste iniziative è la prevenzione dal decadimento psico-fisico attraverso il sostegno degli anziani soli e la promozione di stili di vita sani che allontanino il rischio della non autosufficienza e dell’emarginazione.
Ma, nei casi in cui si verifica la perdita dell’autosufficienza, la Toscana e Firenze hanno deciso di dare una risposta civile e solidale. In Toscana sono circa 80.000 le persone con oltre sessantacinque anni di età con problemi di non autosufficienza.
Con l’istituzione di Punti Insieme, presenti in ogni quartiere, possiamo dare una risposta appropriata ai problemi più sentiti dalle famiglie con anziano non autosufficiente. Gli obiettivi prioritari sono:
• privilegiare la permanenza a domicilio della persona
non autosufficiente, attraverso una gamma
completa e coordinata di risposte e di interventi
che vanno dalla consulenza, all’erogazione di
prestazioni economiche, all’assistenza domiciliare
sociale, ai centri diurni e ai cosiddetti ricoveri di
sollievo, un insieme di risposte, insomma che
sostengono l’anziano e la famiglia ritardando il
più possibile l’ingresso in residenze assistenziali;
• ridurre drasticamente le liste di attesa per l’accesso
alle Residenze Sanitarie Assistite.

Disabilità
I dati evidenziano che, all’aumentare dell’età, aumenta il numero di persone con disabilità.
Obiettivi e azioni
a) Completare la ridefinizione del modello di presa in carico della persona con disabilità e del suo    contesto familiare.
b) Riqualificare l’offerta residenziale e semiresidenziale.
c) Sviluppare l’offerta di opportunità abitative a favore delle persone con disabilità: “il durante e dopo di noi”.
d) Riorganizzare le prestazioni a carattere domiciliare e sviluppare azioni finalizzate al rafforzamento dell’autonomia delle persone con disabilità.
e) Migliorare i percorsi di accesso al lavoro o di inserimento socioterapeutico per le persone con disabilità.
f) Favorire la partecipazione sociale delle persone con disabilità: il tempo libero e lo sport.

L&#039;idea di fondo, ormai acquisita dalle nostre politiche, è quella del welfare di comunità che
richiede un largo coinvolgimento di attori e risorse che stanno oltre i confini del settore
pubblico. Questo ampio ventaglio dell’offerta e questa ricca trama di soggetti possono concorrere
insieme a valorizzare la programmazione e l’erogazione integrata, soprattutto in ambito a forte dimensione sociale, quali la non autosufficienza e la disabilità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Matteo, ti allego alcune riflessioni su questioni sociosanitarie, trascurate nel tuo documento.<br />
Inoltre sarebbe importante che tu prevedessi un capitolo su FIRENZE CITTA&#8217; DELLA SCIENZA, che è davvero il futuro.</p>
<p>&#8220;Riflessioni e proposte in ambito Socio-Sanitario&#8221;</p>
<p>La società contemporanea per la sua complessità e frammentazione, Bauman la definisce la “società dell&#8217;incertezza”, richiede strumenti utili al fine di conoscere, interpretare e leggere tale complessità per raggiungere un miglior standard decisionale nella programmazione socio-sanitaria. Lo stato di salute di una popolazione è determinato da molteplici fattori, alcuni come il sesso, l’età, il patrimonio genetico sono immodificabili, mentre altri possono essere culturalmente e politicamente influenzati, modificati e corretti. Si pensi ad esempio a:<br />
·	stili di vita degli individui come l’abitudine al fumo, all’alcool, i comportamenti alimentari e sessuali, l’inattività fisica che sono identificabili come i principali determinanti delle più frequenti malattie croniche;<br />
·	qualità degli affetti e delle relazioni sociali, come la presenza o assenza di una rete di supporto sociale o familiare, su cui poter contare nella gestione delle difficoltà quotidiane, che possono condizionare lo stato di salute inducendo o evitando lo sviluppo di stati depressivi o di ansia;<br />
·	fattori legati all’ambiente di vita e di lavoro (reddito, livello di istruzione, situazione occupazionale e abitativa, stili alimentari e condizioni igieniche);<br />
·	condizioni socioeconomiche, culturali e ambientali generali.<br />
La salute, intesa come stato di benessere complessivo, è infatti il risultato di uno sviluppo sostenibile capace di preservare la disponibilità delle risorse rinnovabili ed evitare eccessivi squilibri ambientali, economici, sociali. Promuovere la salute di una società significa, quindi, investire non solo in politica sanitaria, ma anche in politiche tese a rimuovere situazioni di disagio socio-economico, nell&#8217;attuare interventi di educazione alla salute, nella promozione di stili di vita sani. Di qui il ruolo dei Comuni, a cui spetta, infatti, il ruolo di lettori delle esigenze dei propri territori mediando fra aspettative dei cittadini e possibilità del sistema di soddisfarle, individuando le priorità, senza sacrificare ad esse la globalità degli interessi complessivi. Dato un insieme di risorse limitato, ogni società deve coniugare il diritto al trattamento e alla cura e la sostenibilità sociale dello stesso. L&#8217;immagine di salute è la logica conseguenza della ridefinizione del concetto di salute: “se la salute è il risultato delle interazioni fra dinamiche demografiche, territoriali, socio-economiche e politiche, la percezione soggettiva, il vissuto del soggetto e della<br />
collettività ne sono momenti fondanti”. Firenze in particolare e gran parte della Toscana sono all’avanguardia nella tutela della salute e nella sanità, lo ha riconosciuto insospettabilmente persino il ministro Tremonti. Si può tuttavia, ulteriormente migliorare il fronte della prevenzione, dell’educazione sanitaria e agli stili di vita, umanizzare ancora di più l’accoglienza dei presidi territoriali e ospedalieri.<br />
In una fase dominata  dai temi economici si  richiamano i cittadini alla difesa di un bene prezioso, la salute, ricordando con fermezza che il Servizio Sanitario Nazionale, pur tra inevitabili difficoltà e errori, ha portato, in trent’anni, l’Italia a raggiungere risultati impensabili fino a pochi decenni or sono. La speranza di vita è tra le più alte del mondo, la mortalità infantile tra le più basse e tutti i cittadini, particolarmente in alcune regioni come la Toscana, possono essere curati senza distinzioni di ricchezza e godendo degli stessi servizi.<br />
La sanità non è una spesa inutile o un privilegio per ricchi, ma un grande fattore di sviluppo civile, di produttività economica, di risposta sociale a bisogni essenziali, possibile soltanto in un paese che sa crescere sul piano delle istituzioni democratiche e anteporre il senso della comunità a qualsiasi egoismo individuale o di categoria.<br />
Il Partito Democratico, che unisce il solidarietà con la tradizione di giustizia sociale nella difesa della libertà, dell’uguaglianza e dell’universalità dei diritti, è una forza politica consapevole che solo nello sviluppo del paese, nel rilancio della produttività, si potrà offrire ai cittadini una sanità sostenibile e, nello stesso tempo, capace di innovarsi seguendo lo sviluppo della scienza e della tecnica. Occorre una grande capacità riformista, una volontà di cambiamento, senza acritiche difese di un passato ingessato in ideologie o chiuso in affinità partitiche, per governare le grandi trasformazioni sociali di cui la sanità è parte essenziale. Senza equilibrio di governo tra produzione e risposta ai bisogni, in una società in cui ognuno vuole tutto per sé, particolarmente se si ammala, non si potranno sfruttare le occasioni di progresso che la scienza oggi, quasi quotidianamente, offre.<br />
Nella medicina moderna si aprono prospettive terapeutiche fortemente innovative ,che permettono di prolungare la vita, spesso in buona salute, ed alle quali chi ha necessità è giusto che acceda. Tali trattamenti hanno però un costo elevato ed è quindi necessario che il servizio sanitario nazionale possa erogare tali prestazioni pur all’interno di un sistema di risorse finite. Perché ciò avvenga bisogna ricercare in maniera sempre più puntuale ed efficace l’appropriatezza delle prestazioni erogate. Non tutto a tutti ma a ciascuno in base alle personali necessità.<br />
In Firenze abbiamo sia in quantità che qualità una risposta sanitaria elevata e diffusa, sostenuta sia dalla rete dei servizi territoriali che da Careggi, Meyer  e degli ospedali dell&#8217;Asl 10. Sono numeri più che significativi dietro i quali ci sono oltre 12.000 operatori nel settore della sanità: 5.000 a Careggi, 6.653 nell&#8217;Asl 10 e 740 al Meyer. Questo è un esercito che 24 ore su 24 è sul territorio.<br />
Dall’ISPO/CSPO emerge che in Toscana aumenta l&#8217;incidenza dei tumori, ma al tempo stesso diminuisce la mortalità. Una delle ragioni è che ci sono cure di qualità e buona prevenzione. Il nostro sistema sanitario è quindi forte e in parte eccellente, ha in sé molteplici qualità. Credo che di questo molti di noi siamo buoni testimoni. Certo il sistema è forte soprattutto se lo confrontiamo con altre situazioni, ma è un sistema che può essere sempre migliorabile e che comunque non può negare le carenze, le criticità, gli errori, le cose che non funzionano. Un sistema è forte quando i problemi li affronta e li risolve.</p>
<p>La salute è condizione essenziale per “vivere”la città.<br />
Un buon livello di salute e benessere per tutti i cittadini non è solo un obiettivo di civiltà, ma<br />
rappresenta una risorsa importante per la vita della comunità, per il suo sviluppo e la coesione<br />
sociale. Le leve per innalzare questo livello sono molteplici. Bisogna agire sulle condizioni sociali<br />
e ambientali, sull’alimentazione e sugli stili di vita,  promovendo la pratica sportiva.</p>
<p>La società della salute – che Firenze ha sperimentato per prima – è stata la risposta strategica<br />
alla necessità di integrare prestazioni sanitarie e servizi sociali e di finalizzare la programmazione delle attività al raggiungimento di obiettivi di salute. Così si afferma l&#8217;integrazione del sistema sanitario con gli altri settori del governo del territorio. In particolare viene attribuita molta più responsabilità ai Comuni che diventano protagonisti della tutela della salute e del benessere sociale.<br />
La Società della Salute è caratterizzata da quattro obiettivi qualificanti:<br />
·	coinvolgimento dei comuni e del terzo settore nell&#8217;individuazione dei bisogni di salute<br />
·	garanzia di qualità e di appropriatezza<br />
·	controllo e certezza dei costi<br />
·	universalità ed equità delle prestazioni.<br />
La Società della Salute rende concreto un concetto nuovo: il passaggio dalla sanità alla salute. Per far questo è fondamentale la lettura dei bisogni dei cittadini  e la loro partecipazione.            Superata la fase sperimentale, con la recente approvazione della legge regionale, la società della salute deve essere ora rilanciata e consolidata , costruendo sul territorio il sistema della medicina di iniziativa che vede operatori sanitari e sociali e medici di medicina generale coordinare una rete di interventi, con la partecipazione del terzo settore e dei cittadini organizzati, per seguire, monitorare, assistere, tutti i cittadini e in particolare quelli più a rischio. In questo senso la Società della Salute di Firenze ha individuato una prima configurazione dei livelli base di cittadinanza sociale: Segretariato Sociale per l’Informazione, Servizio Sociale Professionale, Punto Unico di Accesso e Servizio di Pronto Intervento Sociale, nell’intento di dare concretezza ai diritti di cittadinanza sociale e conferendo al sistema integrato dei servizi il carattere di<br />
universalità.<br />
Il Segretariato Sociale rappresenta la risposta al diritto dei cittadini a ricevere informazioni esatte, dettagliate, pertinenti.<br />
Il Servizio Sociale Professionale. Gli interventi del servizio sociale professionale sono<br />
riconducibili alle attività svolte dall’assistente sociale per la prevenzione, il sostegno e il recupero<br />
di persone, famiglie, gruppi in situazioni di bisogno e di disagio.<br />
Il Punto Unico di Accesso (PUA) nasce con lo scopo di interpretare i bisogni dei soggetti più<br />
fragili e incanalare in modo corretto le loro richieste verso la risposta più appropriata.<br />
Il Servizio del Pronto Intervento Sociale si propone di garantire, anche coinvolgendo il terzo<br />
settore, una risposta tempestiva e concreta a persone che si vengono a trovare in situazioni gravi,<br />
impreviste e imprevedibili.<br />
Garantire questi livelli base significa adoperarsi per dare omogeneità ed uniformità ai percorsi di<br />
accesso e di presa in carico e cura dei cittadini, abbattere le barriere e le forme di discriminazione che impediscono la conoscenza e l’accesso ai servizi territoriali. </p>
<p>Polo Oncologico<br />
E’ estremamente importante che l’oncologia fiorentina rimanga pubblica . Una struttura oncologica privata, per quanto sia all’avanguardia , rappresenta un elemento destabilizzante sia in termini prettamente sanitari che economici nel sistema dell’offerta di salute nel territorio della piana e in generale in quello regionale. Una struttura come quella ipotizzata di una Villa Ragionieri privata sarebbe un polo di attrazione per professionisti toscani e di altre regioni, sottraendo in tal modo le notevoli capacità umane e l’esperienza acquisita dal servizio pubblico. Rendere pubblico un tale centro permetterebbe inoltre  di disporre in Toscana di un polo con apparecchiature diagnostiche e terapeutiche di ultima generazione, colmando in tal senso una  lacuna strumentale che solo ultimamente si sta  riducendo con gli investimenti fatti nei nuovi centri di radioterapia. </p>
<p>Non autosufficienza<br />
Nella nostra città, il processo di invecchiamento demografico, dovuto al progressivo allungamento della durata della vita, ha raggiunto livelli molto elevati. La percentuale di anziani sul totale dei residenti, è passata da 24,4% nel 1999 a 26,0% nel 2007, con la presenza di 94.789<br />
ultra-64enni di cui ben 30.805 con più di 79 anni. L’IRPET ha previsto che nel 2023 un quarto dei residenti toscani sarà over 64, “traguardo” raggiunto da Firenze in anticipo di ben diciassette anni. Questi sono i numeri degli anziani a Firenze: numeri che indicano che a Firenze si vive bene, come del resto in tutta la Toscana. Una società caratterizzata da aspetti positivi, quali una vita media più lunga e da una bassa mortalità generale, espressioni di un buono stato di salute complessivo, ma che ha comunque una serie di problemi che derivano proprio dall’invecchiamento della popolazione che<br />
comporta patologie gravi e invalidanti. I bisogni assistenziali sono inoltre acuiti dal fatto che il 32% di anziani vive da solo e che le famiglie nella nostra città sono sempre più piccole, composte mediamente solo da 2 persone. La Società della Salute è impegnata e deve impegnarsi, anche tramite la preziosa collaborazione del terzo settore, a offrire occasioni di socializzazione,<br />
aggregazione e svago e a promuovere stili di vita adeguati. Il principio su cui devono fondarsi  queste iniziative è la prevenzione dal decadimento psico-fisico attraverso il sostegno degli anziani soli e la promozione di stili di vita sani che allontanino il rischio della non autosufficienza e dell’emarginazione.<br />
Ma, nei casi in cui si verifica la perdita dell’autosufficienza, la Toscana e Firenze hanno deciso di dare una risposta civile e solidale. In Toscana sono circa 80.000 le persone con oltre sessantacinque anni di età con problemi di non autosufficienza.<br />
Con l’istituzione di Punti Insieme, presenti in ogni quartiere, possiamo dare una risposta appropriata ai problemi più sentiti dalle famiglie con anziano non autosufficiente. Gli obiettivi prioritari sono:<br />
• privilegiare la permanenza a domicilio della persona<br />
non autosufficiente, attraverso una gamma<br />
completa e coordinata di risposte e di interventi<br />
che vanno dalla consulenza, all’erogazione di<br />
prestazioni economiche, all’assistenza domiciliare<br />
sociale, ai centri diurni e ai cosiddetti ricoveri di<br />
sollievo, un insieme di risposte, insomma che<br />
sostengono l’anziano e la famiglia ritardando il<br />
più possibile l’ingresso in residenze assistenziali;<br />
• ridurre drasticamente le liste di attesa per l’accesso<br />
alle Residenze Sanitarie Assistite.</p>
<p>Disabilità<br />
I dati evidenziano che, all’aumentare dell’età, aumenta il numero di persone con disabilità.<br />
Obiettivi e azioni<br />
a) Completare la ridefinizione del modello di presa in carico della persona con disabilità e del suo    contesto familiare.<br />
b) Riqualificare l’offerta residenziale e semiresidenziale.<br />
c) Sviluppare l’offerta di opportunità abitative a favore delle persone con disabilità: “il durante e dopo di noi”.<br />
d) Riorganizzare le prestazioni a carattere domiciliare e sviluppare azioni finalizzate al rafforzamento dell’autonomia delle persone con disabilità.<br />
e) Migliorare i percorsi di accesso al lavoro o di inserimento socioterapeutico per le persone con disabilità.<br />
f) Favorire la partecipazione sociale delle persone con disabilità: il tempo libero e lo sport.</p>
<p>L&#8217;idea di fondo, ormai acquisita dalle nostre politiche, è quella del welfare di comunità che<br />
richiede un largo coinvolgimento di attori e risorse che stanno oltre i confini del settore<br />
pubblico. Questo ampio ventaglio dell’offerta e questa ricca trama di soggetti possono concorrere<br />
insieme a valorizzare la programmazione e l’erogazione integrata, soprattutto in ambito a forte dimensione sociale, quali la non autosufficienza e la disabilità.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Fabio Bartoli</title>
		<link>http://www.avisoaperto.it/?p=4484&#038;cpage=1#comment-375</link>
		<dc:creator>Fabio Bartoli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 17:48:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.avisoaperto.it/?p=4484#comment-375</guid>
		<description>Caro Matteo;
 
un grosso grazie per il grande impegno profuso,  con le migliori intenzioni,  la sincerità delle idee e la voglia di farsi carico di tanti aspetti e vicende che popolano la vita.

Le città, di solito sovraffollate, costituiscono di per sè un problema sul quale si innestano infinite variabili:  momenti di attenzione e di riguardo così come occasionali e ricorrenti pericoli e/o problemi.

C&#039;è un luogo vicino al Duomo, piazza Brunelleschi. 

La piazza è stata recentemente rifatta e si presenta bene,  fuori dal traffico e dalla confusione.

C&#039;è l&#039;ingresso della facoltà di architettura.   Approfittiamo allora della circostanza ponendo agli studenti un tema:   LA MIA CASA, UNO SPAZIO PER VIVERE.

Vediamo cosa viene fuori in fatto di costruzioni e di pensiero pratico, realizzativo.

E&#039; un&#039;inizio, per metter alla prova i futuri architetti, dando un segnale chiaro e civile di rispetto ed attenzione comprensibile a tutti.

Un tema ed un&#039;esigenza condivisa con queste case dalle metrature sempre più risicate, una finestra accanto all&#039;altra, i soffitti troppo bassi e l&#039;esigenza invece di vivere, di far crescere i figli, di andare avanti, dignitosamente, e così via.

Grato

FABIO BARTOLI</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Matteo;</p>
<p>un grosso grazie per il grande impegno profuso,  con le migliori intenzioni,  la sincerità delle idee e la voglia di farsi carico di tanti aspetti e vicende che popolano la vita.</p>
<p>Le città, di solito sovraffollate, costituiscono di per sè un problema sul quale si innestano infinite variabili:  momenti di attenzione e di riguardo così come occasionali e ricorrenti pericoli e/o problemi.</p>
<p>C&#8217;è un luogo vicino al Duomo, piazza Brunelleschi. </p>
<p>La piazza è stata recentemente rifatta e si presenta bene,  fuori dal traffico e dalla confusione.</p>
<p>C&#8217;è l&#8217;ingresso della facoltà di architettura.   Approfittiamo allora della circostanza ponendo agli studenti un tema:   LA MIA CASA, UNO SPAZIO PER VIVERE.</p>
<p>Vediamo cosa viene fuori in fatto di costruzioni e di pensiero pratico, realizzativo.</p>
<p>E&#8217; un&#8217;inizio, per metter alla prova i futuri architetti, dando un segnale chiaro e civile di rispetto ed attenzione comprensibile a tutti.</p>
<p>Un tema ed un&#8217;esigenza condivisa con queste case dalle metrature sempre più risicate, una finestra accanto all&#8217;altra, i soffitti troppo bassi e l&#8217;esigenza invece di vivere, di far crescere i figli, di andare avanti, dignitosamente, e così via.</p>
<p>Grato</p>
<p>FABIO BARTOLI</p>
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	<item>
		<title>Di: paci emanuela</title>
		<link>http://www.avisoaperto.it/?p=4484&#038;cpage=1#comment-374</link>
		<dc:creator>paci emanuela</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 17:48:03 +0000</pubDate>
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		<description>Condivido molte cose del programma, ma soprattutto ammiro il Suo coraggio di affermare il ruolo di Firenze come città unica al mondo e patrimonio dell&#039;umanità, per cui via tutti i mezzi pubblici e privati da piazza Duomo.  No allo scempio della tramvia: finalmente un Sindaco, um Primo Cittadino che vuole cercare di restituire Firenze al suo splendore.  Ma c&#039;è ancora tanto da fare: sporcizia, cartacce, scritte sui muri, ecc..   Io sono nata in una provincia toscana ed ho visto Firenze per la prima volta a 14 anni. è stato amore a prima vista!  Ho giurato a me stessa che sarei venuta a vivere nella città più bella del mondo (ed ora che  ho molto viaggiato  lo posso affermare!) e così è stato, dall&#039;Università in poi.  E come molti fiorentini &quot;doc&quot; o acquisiti mi sento orgogliosa di appartenere ad una città così splendidamente unica; ma proprio perchè grande è il mio amore per Firenze altrettanto grande è il dolore che si prova a vederla così violata e deturpata: La prego tenga duro, resista, ridoni a Firenze la sua immagine di capitale della cultura, del gusto e delle arti:  Firenze ed i suoi cittadini non dimenticheranno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido molte cose del programma, ma soprattutto ammiro il Suo coraggio di affermare il ruolo di Firenze come città unica al mondo e patrimonio dell&#8217;umanità, per cui via tutti i mezzi pubblici e privati da piazza Duomo.  No allo scempio della tramvia: finalmente un Sindaco, um Primo Cittadino che vuole cercare di restituire Firenze al suo splendore.  Ma c&#8217;è ancora tanto da fare: sporcizia, cartacce, scritte sui muri, ecc..   Io sono nata in una provincia toscana ed ho visto Firenze per la prima volta a 14 anni. è stato amore a prima vista!  Ho giurato a me stessa che sarei venuta a vivere nella città più bella del mondo (ed ora che  ho molto viaggiato  lo posso affermare!) e così è stato, dall&#8217;Università in poi.  E come molti fiorentini &#8220;doc&#8221; o acquisiti mi sento orgogliosa di appartenere ad una città così splendidamente unica; ma proprio perchè grande è il mio amore per Firenze altrettanto grande è il dolore che si prova a vederla così violata e deturpata: La prego tenga duro, resista, ridoni a Firenze la sua immagine di capitale della cultura, del gusto e delle arti:  Firenze ed i suoi cittadini non dimenticheranno.</p>
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	<item>
		<title>Di: elena SCARDINO</title>
		<link>http://www.avisoaperto.it/?p=4484&#038;cpage=1#comment-373</link>
		<dc:creator>elena SCARDINO</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 15:27:28 +0000</pubDate>
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		<description>Anch&#039;io, che ho votato per Spini, condivido molto  del documento.
Una cosa solo apparentemente piccola, ma indice di civiltà e di accoglienza: i bagni pubblici, quasi inesistenti in centro!
E a proposito di opere non finite: la nuova sede della biblioteca dell&#039;Orticultura vista da fuori sembra completata, quando si aprirà, con gli annessi bagni? Per ora i bambini sono costretti a &#039;farla&#039; dietro i cespugli..

Auguri di buon lavoro e di collaborazione con tutte le forze politiche che amano Firenze. 
Elena Scardino</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io, che ho votato per Spini, condivido molto  del documento.<br />
Una cosa solo apparentemente piccola, ma indice di civiltà e di accoglienza: i bagni pubblici, quasi inesistenti in centro!<br />
E a proposito di opere non finite: la nuova sede della biblioteca dell&#8217;Orticultura vista da fuori sembra completata, quando si aprirà, con gli annessi bagni? Per ora i bambini sono costretti a &#8216;farla&#8217; dietro i cespugli..</p>
<p>Auguri di buon lavoro e di collaborazione con tutte le forze politiche che amano Firenze.<br />
Elena Scardino</p>
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	<item>
		<title>Di: marco romoli</title>
		<link>http://www.avisoaperto.it/?p=4484&#038;cpage=1#comment-372</link>
		<dc:creator>marco romoli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 15:25:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.avisoaperto.it/?p=4484#comment-372</guid>
		<description>caro Matteo, tutto ciò che hai proposto in materia Urbanistica/viabilità è formidabile! è ciò che da tanto tempo io(e molti in c ittà) auspicavo.
Ricordati una riflessione su come potrebbe essere importante per l&#039;immagine della nostra Firenze la ricostruzione  el Ponte alle Grazie con cas e negozi sulle pigne!
Vorrei poterti incontrare per questo e per il &quot;tempio&quot;
buon lavoro
marco romoli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro Matteo, tutto ciò che hai proposto in materia Urbanistica/viabilità è formidabile! è ciò che da tanto tempo io(e molti in c ittà) auspicavo.<br />
Ricordati una riflessione su come potrebbe essere importante per l&#8217;immagine della nostra Firenze la ricostruzione  el Ponte alle Grazie con cas e negozi sulle pigne!<br />
Vorrei poterti incontrare per questo e per il &#8220;tempio&#8221;<br />
buon lavoro<br />
marco romoli</p>
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